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Innovazione 28 Aprile, 2020 @ 11:26

Tre ragazzi hanno creato il primo supermercato completamente digitale d’Italia

di Francesco Nasato

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E-commerce: Macai, il supermercato digitale dove esiste solo la spesa online
(Courtesy of Macai)

Nel film del 2015 “La grande scommessa” Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling e Brad Pitt sono un gruppo di investitori di Wall Street che prima degli altri intuisce l’arrivo della grande crisi finanziaria del 2008 e con una strategia in apparenza folle riesce a ricavare un enorme profitto da questa situazione. Se si dovesse scegliere il titolo di un film per descrivere l’avventura di Macai, probabilmente questo sarebbe uno dei più efficaci. Macai, infatti, è una sorta di grande scommessa perché è il primo supermercato italiano interamente digitale e garantisce la consegna della spesa a casa in 24 o 48 ore, a seconda del momento in cui viene effettuato l’ordine. Parola di uno dei tre fondatori, Giovanni Cavallo.

Non è la prima avventura nel mondo food e delivery per Giovanni e per i suoi due soci, Lorenzo Lelli ed Edoardo Tribuzio. I tre infatti sono anche i fondatori di MyMenu, app che dal 2012 permette di ordinare a domicilio da ristoranti di fascia medio-alta. Macai però è un progetto diverso, forse più ambizioso, perché vuole inserirsi in un settore tradizionale come quello dei supermercati andando a sfidare i grandi nomi del settore su un terreno su cui sembrano faticare: quello della spesa online e della sua consegna, soprattutto a livello di tempistiche. Le crisi nascondono al loro interno opportunità improvvise e inattese, con Macai che può rientrare in questa definizione come racconta a Forbes Italia Giovanni Cavallo: “Poco più di due settimane fa mi sono messo ad analizzare il mercato della spesa online e della sua consegna, un settore diventato improvvisamente essenziale con la situazione legata al coronavirus, ma che al momento in Italia ha una penetrazione inferiore all’1%, anche se nei prossimi 7 anni si stima possa arrivare fino al 10%: per capirci un’opportunità da 18 miliardi di euro”.

E-commerce: Macai, il supermercato digitale dove esiste solo la spesa online
I fondatori di Macai

Se mettere in piedi una piattaforma online presenta delle difficoltà, superabili però grazie all’esperienza accumulata con Mymenu, le questioni che riguardano magazzino e logistica appaiono più complicate. La sorte però strizza l’occhio a questo giovane team di imprenditori e mette sulla loro strada un partner importante e in grado di sistemare anche questi aspetti: “Un paio di giorni dopo l’inizio delle nostre riflessioni – spiega ancora Giovanni – siamo stati contattati dal gruppo Dac, già fornitore di nomi importanti, che aveva sentito i nostri nomi legati al progetto Mymenu. Così, senza mai vederci fisicamente e sfruttando al massimo gli strumenti tecnologici a nostra disposizione per accordarci e aggiornarci sull’avanzamento della piattaforma, con un investimento di partenza di alcune decine di migliaia di euro siamo riusciti a partire con Macai lo scorso 8 aprile. Tempistiche impensabili in una situazione normale”.

Macai si presenta così da subito con un catalogo fornito di oltre 2000 prodotti. Più della metà appartengono a grandi marchi e nomi noti alla maggior parte dei consumatori, ma almeno il 30% è composto da prodotti artigianali ed etichette pregiate grazie ad accordi e contatti che il team si è costruito nel corso degli anni grazie al lavoro portato avanti con Mymenu. Le principali innovazioni di Macai però arrivano nel momento in cui si inizia a fare la spesa online: massima semplificazione per ordinare in meno click possibili e la garanzia della consegna contactless dal lunedì al sabato in 24 ore se l’ordine è effettuato entro le 12, due giorni invece se l’ordine arriva dopo mezzogiorno. Spesa minima di 70 euro, costo di consegna 5,90 euro e possibilità di pagare con carta di credito, debito o PayPal. Come si possa garantire una consegna così rapida è ancora Giovanni a provare a spiegarlo: “Abbiamo in dotazione 200 furgoncini refrigerati che ci permettono di soddisfare migliaia di ordini al giorno. Con il passare del tempo però vogliamo rafforzare questa componente. In questo momento, potenzialmente abbiamo la capacità di evadere fino a 5000 ordini ogni giornata”.

Macai è ancora una creatura di business giovanissima eppure le prime risposte sembrano confortanti e allora Giovanni prova a guardare avanti: “Se dovesse andare bene l’obiettivo è di staccare Macai da Mymenu e provare a farlo andare avanti con le proprie gambe andando alla ricerca di capitali. Inevitabile che nei primissimi giorni ci sia stato qualche problema, ma le prime risposte da parte dei consumatori sono assolutamente buone, anzi alcuni hanno già ordinato la loro spesa due-tre volte su Macai”. Il servizio per ora è attivo su tutti i CAP di Milano e Torino, l’intenzione però è di allargarsi rapidamente, magari iniziando con Bologna, città dove risiede Giovanni. Continuando sulla strada di una grande scommessa.

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