Seguici su
Leader 6 Luglio, 2020 @ 12:01

Storia di Isaac Larian, partito dall’Iran con 700 $ in tasca e diventato miliardario con le Bratz

di Francesco Nasato

Contributor

Leggi di più dell'autore
chiudi
Isaac Larian (Gettyimages)

I dualismi, in qualsiasi ambito, rendono subito più interessanti le cose. Messi e Cristiano Ronaldo, Magic Johnson e Larry Bird, Coppi e Bartali, più tutti quelli che possono venire in mente a seconda delle passioni di ognuno. Per chi segue con interesse il settore delle bambole per bambine il duopolio si sviluppa sui nomi di Barbie e Bratz. Sulla prima non c’è molto da aggiungere, probabilmente la bambola più famosa che ci sia, sulle seconde invece bisogna necessariamente soffermarsi. Non solo per quello che hanno causato al mercato in termini di spostamento di soldi, tantissimi, ma anche perché la persona che ha creduto in loro quando nessuno sembrava disposto a farlo si chiama Isaac Larian, secondo Forbes ha un patrimonio di 1 miliardo di dollari e la sua storia inizia nei bassifondi dell’Iran.

Tra i cinque figli di una famiglia ebrea che vive nella Teheran pre rivoluzione khomeinista c’è anche Isaac, il cui nome sembra ricollegarsi facilmente a quello del personaggio biblico. Il padre è un piccolo commerciante, come racconta la CNN, che possiede un negozietto di tessuti in cui dall’età di nove anni anche il piccolo Isaac viene messo a dare una mano come ricorda lui stesso: “Lavoro da quando avevo nove anni. Andavo a scuola, poi al negozio, poi facevo i compiti e dormivo. In realtà non ho avuto un’infanzia troppo da bambino. In negozio mi occupavo di rifornire l’inventario e riscuotere il pagamento dai clienti”. Gli unici rari momenti di evasione erano rappresentati dai film di Hollywood che Isaac si fermava a osservare rapito, immaginando a occhi aperti come potesse essere incredibile quel mondo che sembrava così lontano e diverso dal suo quotidiano. Per provare ad arrivare al sogno americano serve coraggio e un pizzico di incoscienza, ingredienti che a 17 anni in molti adolescenti sicuramente non mancano. Isaac riesce a convincere la famiglia che dall’altra parte dell’oceano ci possano essere migliori opportunità di vita e così parte nel 1971: in tasca 753 dollari prestati dagli zii, in una mano un biglietto di sola andata per Los Angeles, nell’altra una valigia e una coperta gialla data dalla madre che ancora oggi Isaac conserva.

L’impatto è tutto meno che semplice ricorda sempre alla CNN: “Avevo paura. A 17 anni ero ancora un bambino, non parlavo inglese e non avevo un posto dove stare … Avrei camminato per la città piangendo affamato perché ero quasi senza soldi e non riuscivo a trovare un lavoro”. Per fortuna grazie a un amico riesce a trovare un posto dove stare e un piccolo lavoretto in una caffetteria: lavapiatti poi, come ricorda Forbes, cameriere. Grazie ai risparmi faticosamente racimolati nel corso di un anno Isaac riesce a iscriversi part-time al Los Angeles Southwest College, prima di riuscire a trovare un posto alla California State University. Corso di laurea in ingegneria civile e titolo conseguito nel 1978, anche se le sue prospettive, da subito, non contemplano la costruzione di ponti o opere simili, ma la ricerca di avventure imprenditoriali. A lui intanto si è unito a Los Angeles uno dei fratelli, mentre eventuali piani di rientro in Iran vengono sconsigliati dalla rivoluzione degli ayatollah che segna un bivio decisivo nella storia dell’ex Persia. Isaac e il fratello restano quindi in America iniziando la loro vita da imprenditori con un’attività di import-export per la spedizione di ornamenti da giardino in ottone provenienti dall’Asia: 30mila dollari di vendite in 9 mesi.

Già negli anni ’80 però si cambia, l’interesse si sposta sull’elettronica e sulle sue componenti, con i due fratelli che con la loro società diventano primi fornitori di Nintendo, realizzando qualcosa come 21 milioni di dollari di vendite nel solo primo anno di attività. La MGA, Micro Games of America, non si limita a un solo ambito e resta aperta comunque aperta a possibili soluzioni che possano ampliare gli affari. A metà degli anni ’90 arriva così la nuova svolta, quella che permette il salto di qualità definitivo, raccontata sia da Forbes che dalla CNN. Un inventore in difficoltà, Joe Trushus, nel 1996 porta sotto gli occhi di Isaac un progetto per una bambola parlante già presentato a Mattel e altri senza però essere stato preso in considerazione.

Isaac invece decide di non farselo scappare e di provarci, il risultato è che nel 1997 la bambola Singing Bouncy Baby è la sorpresa in positivo del mercato. Altro nome essenziale per lo sviluppo di MGA nel settore bambole è quello di Carter Bryant, designer freelance, che presenta nel settembre 2000 gli schizzi per una bambola dalla testa grossa, le labbra carnose e in generale un aspetto disinibito e quasi provocante. L’opposto della Barbie, padrona incontrastata del mercato di settore. Mentre inizialmente a Larian non piaceva questa nuova bambola, la figlia Jasmin si dimostra entusiasta e convince così il padre a investire nel progetto. Idea vincente che si trasforma nelle Bratz, dallo stile aggressivo e totalmente opposto rispetto all’ordinaria Barbie, in grandi profitti, ma anche in problemi legali. Mattel infatti cita in giudizio MGA sostenendo che Bryant fosse a suo libro paga quanto propose il design a Larian. Nel 2011 però arriva il verdetto in favore di MGA che così può proseguire nelle sue vendite per consolidarsi come il più grande gruppo privato al mondo di produzione di giocattoli, come riporta il sito ufficiale. Un sogno americano. Proprio quello che Isaac, da bambino, poteva solo cercare di immaginare guardando alla tv i film di Hollywood.

Vuoi ricevere le notizie di Forbes direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!