La startup che ti porta a casa tutto l’occorrente per seguire una dieta

(courtesy Feat Food)
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Startup Feat Food, cibo per dieta a domicilio
(courtesy Feat Food)

C’è un sito che ti suggerisce cosa devi mangiare per raggiungere la forma fisica desiderata e ti porta pure il pasto a casa. Si chiama Feat Food ed è una startup fondata da un ragazzo leccese di 27 anni, Andrea Lippolis, al quale è venuta l’idea negli anni dell’Università a Milano, quando giocava a basket, aveva bisogno di un’alimentazione sana e cercava una soluzione rapida per qualcuno che non ha tempo di cucinare. Adesso l’azienda consegna dai 500 ai 600 pasti al giorno, dà lavoro a 12 persone di cui 7 nel suo laboratorio di Milano, ha ricevuto investimenti e finanziamenti per circa 2 milioni di euro e ha in corso una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe. Il denaro raccolto servirà a potenziare l’attività di marketing, ampliare lo staff e completare la costruzione di un nuovo capannone per arrivare a consegnare fino a 3mila pasti al giorno.

Startup Feat Food, cibo per dieta a domicilio
(courtesy Feat Food)

Il funzionamento di Feat Food è semplice, ma ha alla base un motore sofisticato: l’utente inserisce i propri parametri corporei di base come peso, altezza, età e sesso. Indica il proprio obiettivo e il sito, attraverso un algoritmo di machine learning, propone un piano alimentare adeguato agli obiettivi della persona: “Attraverso la collaborazione di Francesco Pignatti, personal trainer e nutrizionista, abbiamo fissato i parametri nutrizionali e quali aspetti monitorare”, spiega Lippolis a Forbes, “il consumatore può dare feedback su quanto assiduamente segua il nostro piano e gli viene chiesto di aggiornare i propri dati ogni settimana. Ogni mese c’è il controllo del peso e, in base a quello, si procede a modificare i parametri della dieta”. Il pasto è completamente personalizzabile: si possono scegliere numero, ingredienti graditi e ogni utente ha una grammatura della porzione su misura. I pasti quindi vengono consegnati a casa, normalmente in stock da una decina per volta.

La strada fatta dagli albori, nel 2015, è enorme: “Giocavo a basket a Monza nelle serie minori”, prosegue Lippolis, “studiavo ingegneria gestionale al Politecnico di Milano e anche io, come tanti ragazzi della mia età, non sapevo cucinare altro che la pasta scotta. Abitavo a 50 minuti con i mezzi dalla sede dell’ateneo, finivo poi gli allenamenti alle 22 e quindi dovevo tornare a casa per farmi da mangiare. Non era sostenibile. Allora mi sono detto: esiste un servizio che fornisce piatti pronti e adatti a uno sportivo? Quando ho capito che non c’era niente del genere in Italia e all’estero, ho pensato di farlo io”. Nel frattempo Andrea si è spostato a Roma per gli studi, all’Università Luiss, e nel primo anno di magistrale ha fondato Feat Food. L’esordio è stato però a Lecce: “Ho scelto la mia città per fare un test, consegnando io stesso i pasti”, prosegue il fondatore di Feat Food, “mi sono quindi appoggiato a un pastificio locale, a cui mandavo gli ordini su un foglio excel. Nel 2015, a Lecce, un servizio a domicilio di piatti pronti era una cosa lunare. Facevamo 20-30 consegne al giorno e questo mi ha permesso di validare il mio progetto di business”.

Andrea Lippolis, founder di Feat Food

Sono poi arrivati gli anni degli studi in America, dove Lippolis ha ottenuto il double degree e intanto gestiva il suo business a un Oceano di distanza: “Non era facile doversi mettere a lavorare durante la notte frequentando le lezioni di giorno e rinunciare a uscire con gli amici alla sera”. La società dal 2015 a inizio 2020 ha raccolto un totale di circa 2 milioni di euro tra investimenti e finanziamenti. Tra i soci, per la maggior parte costituiti da fondi di investimento, ci sono anche Amadori e Riso Gallo, che forniscono anche alcune delle materie prime. Una delle ultime novità è la partnership con FrescoFrigo, tramite la quale Feat Food pensa a una nuova linea di ricavi mettendo frigoriferi all’interno delle palestre: “La nostra mission nei centri di fitness”, spiega il fondatore, “è quella di risparmiare alle persone che finiscono l’allenamento di dover andare al supermercato o il doversi mettere a cucinare alla sera tardi”. Feat Food per il 2020 prevede di fatturare intorno al mezzo milione di euro. Il futuro, però, parla di crescita non solo sul mercato tricolore. “L’Italia non è il paese ideale per il nostro modello di business, perché è un mercato troppo piccolo. Il nostro obiettivo è espanderci anche all’estero e per questo guardiamo con interesse a Francia, Germania e America”. Ora, fino a fine novembre, ci sarà la raccolta con l’equity crowdfunding. E poi, dicono dalla società, in futuro si potrebbe considerare anche la quotazione in Borsa per crescere più velocemente.