Il mondo del lusso saluta Giuseppe Modenese, il primo ministro della moda italiana

Giuseppe Modenese (shutterstock)
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Giuseppe Modenese
Giuseppe Modenese (shutterstock)

di Eva Desiderio

Per più di cinquant’anni ha organizzato, spronato, sostenuto, fatto volare nel mondo il made in Italy. Riuscendo a portarlo a primeggiare, finalmente, sui concorrenti francesi, quegli stessi che aveva già incontrato agli inizi del suo lavoro di pr e organizzatore di calendari di sfilate di moda. Un pioniere e uno stratega. E un visionario che ha saputo dare corpo e anima al fashion italiano facendolo diventare forte, potente, autorevole e internazionale. E poi anche un pr eccellente, e un amico per i potenti del fashion che oggi ne hanno un grande rimpianto. Questo è stato Giuseppe Modenese, nato ad Alba il 26 novembre 1927, scomparso sabato a Milano nella casa piena di collezioni e di ricordi di una vita di affetti e di incontri memorabili. Per tutti solo Beppe, un modo confidenziale di chiamarlo che era di affetto e di rispetto.

Oggi la moda è in lutto. Beppe Modenese ha creato il made in Italy. Nessuno importante come lui. Era rimasto solo due anni fa, dopo la scomparsa del compagno di tutta la vita, l’architetto Piero Pinto, e da allora non si era più visto alle sfilate: in prima fila per cinquant’anni, sempre affettuoso, gran signore, gentiluomo ironico e colto. Era nato ad Alba ma si era trasferito giovanissimo a Milano e da qui aveva iniziato una carriera unica. A 22 anni, in un tempo in cui la moda era solo francese, si era avvicinato a questo mondo partecipando come assistente di Giovan Battista Giorgini alle sfilate a Firenze nella Sala Bianca nel 1952, conoscendo tutti i big di allora, dalle Sorelle Fontana a Roberto Capucci (anche lui appena ventenne), da Schubert a Emilio Pucci, da Carosa a Irene Galitzine. E di quegli esordi conservava una grande nostalgia, come raccontò a chi scrive quando una quindicina di anni fa fu invitata al Don Lisander a Milano a conoscere un giovane presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, che aveva chiamato Modenese per il lancio delle manifestazioni di moda del “Genio Fiorentino”.

Lui allora ancora politico semi sconosciuto era approdato dal grande pr dello stile. Beppe negli anni Sessanta è stato battezzato da Womens Wear Daily “il primo ministro della moda italiana”. Elegantissimo d’inverno col cappotto di mohair marrone, le immancabili calze rosse sotto gli abiti di alta sartoria (il primo paio glielo aveva regalato Balthus addicted anche lui a questo dettaglio dandy). Negli anni Settanta la consacrazione non solo ad arbiter elegantiarum ma a manager del fashion quando un gruppo di creativi decise di staccarsi dalle manifestazione fiorentine per andare a Milano e dare il via al pret à porter.

Cambiava il vento e Giuseppe Modenese prese l’occasione per fare di Milano la capitale della moda. Il primo calendario del pret à porter è del 3 ottobre 1979 con Walter Albini, Krizia, Giorgio Armani e altri. Lui, Beppe, sempre al timone fino all’ultimo da presidente onorario della Camera Nazionale della Moda Italiana che ha fondato e rappresentato, grande per aver fondato anche Mipel, Modit, Idea Biella, Idea Como, Contemporary, e le sfilate alla Fiera. Amico di tutti i grandi stilisti, da Armani a Versace, da Ferrè alle Fendi, da Laura Biagiotti a tutti gli Etro, viveva a Milano ma era cittadino del mondo, a suo agio con la nobiltà e l’alta finanza come coi più deboli. Vacanze nella casa di Venezia o in barca a Patmos, mai mancata una prima della Scala. Vicino a Riccardo e Cristina Muti, e grande amico prima di Umberto Tirelli e poi di Dino Trappetti.