Fast Retailing supera Inditex. Ora è la società di fast fashion con la capitalizzazione più alta

Uno store Uniqlo a Washington (uniqlo.com)
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Uno store di Zara a Barcellona. (gettyImages)

Inditex cede lo scettro alla rivale giapponese Fast Retailing dopo aver perso il primo posto per capitalizzazione di mercato del settore a livello mondiale. A riportarlo è il quotidiano El Economista, secondo cui come il gigante proprietario della catena Uniqlo abbia chiuso la seduta di Borsa del 25 gennaio con una capitalizzazione di 9,97 miliardi di yen (poco sopra i 79 miliardi di euro), superando per la prima volta i 78,8 miliardi di euro della capitalizzazione di Inditex.

Uno dei motivi che hanno favorito il sorpasso è stato per Inditex un calo del 2,93% nel mercato domestico, registrato questo lunedì, anche se non è l’unico: come spiega la testata spagnola, infatti, solo nell’ultimo anno il colosso proprietario di marchi quali Zara, Bershka e Massimo Dutti, ha perso il 18% in Borsa rispetto alla rivalutazione del 40% di Fast Retailing, che oggi, a tutti gli effetti, detiene il valore più alto nel segmento retail a livello globale. Rientra nel podio, al terzo posto, l’americana TJX con oltre 64.500 milioni di euro, seguita dalla catena Ross Stores e poi H&M (poco più di 28.840 milioni di euro e un aumento del 2% nell’ultimo anno).

Nello scenario di crisi generale che ultimamente sta attraversando il retail, c’è da dire che, proprio qualche settimana fa, Inditex aveva annunciato la chiusura degli store fisici di Bershka, Pull&Bear e Stradivarius in Cina per concentrasi unicamente sulla loro presenza online. A darne notizia era stato all’inzio dell’anno anche WWD, riportando il taglio di circa 100 store di Bershka, Pull&Bear e Stradivarius in Cina, che saranno quindi acquistabili per il mercato cinese solo online.

E qualche tempo prima, anche il sito spagnolo Modaes aveva tracciato un bilancio dettagliato della riorganizzazione della rete di negozi Inditex in Spagna fino al prossimo aprile, riportando come il nuovo assetto colpirà 79 stabilimenti, e una forza lavoro di 818 dipendenti. In testa Massimo Dutti, la filiera più interessata dal processo, che vedrà le serrande abbassarsi per 19 stabilimenti, ma anche Zara, che farà a meno di 18 negozi.

Dal canto suo, per la holding guidata da Tadashi Yanai, il cui obiettivo nei prossimi mesi sarà quello di aumentare la redditività, il mercato giapponese rappresenta una piazza di traino, dove concentra circa il 41% delle vendite totali, insieme alla Cina, con Uniqlo International in testa.