A bordo delle imbarcazioni di lusso di Spartivento per scoprire i tesori dell’Italia

(courtesy Spartivento)
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Ispirata ai valori più raffinati della tradizione nautica italiana, Spartivento Charter nasce nel 2001 come società pioniera delle vacanze charter a vela nel Mar Mediterraneo. Ogni anno, oltre 10mila velisti esplorano le meraviglie del mare a bordo delle loro imbarcazioni: 60 monoscafi e 25 catamarani di ultima generazione dei celebri cantieri francesi Beneteau, Jeanneau e Lagoon. Con ben otto basi nel mondo fra Sicilia, Costiera Amalfitana, Toscana, Sardegna e Caraibi, Spartivento è oggi è la seconda società di charter in Italia (85 imbarcazioni in flotta), e la prima per il sud Italia. La sua destinazione principale sono le isole Eolie ma il gruppo possiede barche in tutta Italia.

Abbiamo chiesto a Iole Pizzi, responsabile marketing di Spartivento, di tracciare per Forbes.it il nuovo corso strategico dell’azienda italiana.

Che tipo di crescita ha avuto nell’ultimo triennio il segmento delle vacanze in barca a vela e catamarano?
C’è stato senza dubbio un incremento del numero delle imbarcazioni presenti a noleggio in Italia: dal 2017 al 2020, noi siamo passati da 30 a 75 barche, e per la stagione estiva 2021 abbiamo raggiunto le 85 imbarcazioni in flotta, proprio per il nostro ventennale. E oltre noi, tutte le altre società di charter italiane sono cresciute numericamente grazie ai tanti finanziamenti e incentivi regionali e nazionali. Allo stesso tempo, quella che fino a qualche anno fa era concepita come una vacanza per soli velisti con zaino in spalla, è diventata il must di tanti nuovi viaggiatori che hanno poco interesse per la nautica in generale, ma che vogliono sperimentare questa esperienza – preferendo ad esempio i confortevoli e spaziosi catamarani, più simili a una vacanza in hotel rispetto alle cabine di una barca a vela di media grandezza, e con servizio di skipper e hostess di bordo.
Dunque più offerta ma anche più domanda.
Tanti armatori hanno deciso di investire in questo settore, affidando le loro barche alla gestione delle società di charter più grandi e strutturate come noi, con i programmi di yacht management. Questo vuol dire che anche i proprietari privati che decidono di acquistare un’imbarcazione per il proprio utilizzo personale (che magari avviene per 1 o 2 settimane di vacanze all’anno), vedendo i numerosi vantaggi di affidare la gestione, manutenzione e commercializzazione in charter a società come la nostra, contribuiscono ad aumentare il numero delle imbarcazioni a noleggio nel Mediterraneo. Senza dubbio, i programmi di yacht management sono stati una delle tendenze cruciali nell’influenzare l’industria nautica nell’ultimo periodo, perché permettono realisticamente di coprire i costi dei servizi annuali di un simile investimento, quindi hanno invogliato molti a realizzare il sogno di acquistare una barca.
In che modo il vostro business ha risentito della pandemia?
Come tutte le aziende del turismo, si parla di un calo consistente di prenotazioni e dunque di fatturato. La nostra fortuna rispetto ad altri è stata quella di non essere solo società di charter ma anche concessionario di cantieri importanti come Beneteau e Lagoon, leader nel settore rispettivamente per monoscafi e catamarani, quindi il colpo subìto nel settore noleggio può avere il sostegno di fatturati più simili agli anni precedenti sul lato della vendita – perché come immagini chi poteva acquistare una barca prima della pandemia ha le possibilità economiche di farlo anche dopo. Si tratta piuttosto di un business che per noi è cambiato: se prima l’80% dei nostri clienti charter era straniero (Germania, Francia, Russia) ora è quasi esclusivamente italiano. In alta stagione si continua quindi a lavorare moltissimo, ma abbiamo perso i viaggiatori stranieri di media e bassa stagione che prima della pandemia erano tantissimi.
    (courtesy Spartivento)
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    (courtesy Spartivento)
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    (courtesy Spartivento)
    (courtesy Spartivento)
    (courtesy Spartivento)
    (courtesy Spartivento)
    (courtesy Spartivento)
Che tipo di clientela avete? 
Si tratta di famiglie ma anche di gruppi di giovani, prima principalmente tedeschi, francesi, russi, ucraini, inglesi, mentre oggi quasi tutti italiani. C’è ancora una parte di clientela “vecchio stampo”, over 60 con patente nautica che desidera noleggiare una piccola barca a vela da condurre in autonomia e con budget limitati, ma tantissimi sono ormai giovani tra i 25 e i 50 che vogliono sperimentare questo tipo di vacanza con i figli o con coppie di colleghi o amici. E poi, in realtà, disponendo di imbarcazioni che vanno da piccole barche a vela da 30 piedi fino a catamarani di lusso oltre i 50 piedi, il target è abbastanza vario: sportivi e avventurosi con spirito di adattamento o voglia di veleggiare, o altospendenti amanti del comfort e alla ricerca di servizi di alto livello. Alcuni arrivano già informati su come funziona (il format più comune è di noleggio settimanale, da sabato a sabato, proprio come facciamo noi), delle differenze tra una barca a vela e un catamarano, o dei tempi di navigazione necessari per l’itinerario di viaggio: non è come avere un motoscafo o un gommone che ti permette di spostarsi rapidamente tra una località e l’altra. Ad esempio, per le isole Eolie, nostra destinazione di punta, i tempi medi tra un’isola e l’altra sono di 2 ore di navigazione.
Da quante persone è composto il vostro team?
Abbiamo 31 dipendenti ma a cui si aggiungono tantissime figure stagionali per il periodo estivo, in cui ovviamente il lavoro è triplicato. Ogni base charter ha un suo team dedicato: booking, customer care e manutenzione. Poi a Roma dal 2019 abbiamo il nostro headquarter a Piazza Fiume dove si concentra la parte commerciale, marketing e direzione. Siamo molto felici e fieri perché oltre ai nuovi assunti dovuti alla nostra crescita recente abbiamo ancora con noi quasi tutte le figure con cui abbiamo iniziato questa avventura 20 anni fa, a Reggio Calabria, con due barchette a vela. Probabilmente è questa la fortuna delle pmi italiane: del resto anche noi siamo un’attività a conduzione famigliare, che venne fondata da mio padre nel 2001 e per cui immagino che anche il nostro team si senta parte della famiglia.
Quali sono i vostri progetti futuri?
Per quest’anno, nonostante la pandemia, abbiamo realizzato alcuni step importanti che credo ci faranno ritenere soddisfatti per un po’: abbiamo aperto due nuove basi charter in Sardegna, al Marina di Olbia, e in Toscana, al Marina Cala de’ Medici, insieme a un nuovo showroom dedicato alla vendita al Porto Turistico di Roma a Ostia. Credo che continueremo a potenziare l’espansione geografica sul territorio italiano: probabilmente con nuovi showroom per la vendita per tutti i nuovi potenziali armatori; e per il charter, che ormai è già esteso su tutte le destinazioni più interessanti della penisola, con l’aggiunta di nuovi modelli sopra i 50 piedi, dedicandoci dunque ai clienti di fascia più alta.