Continua il crollo delle azioni Tesla: in 40 giorni “persi” 300 miliardi di capitalizzazione

Elon Musk Tesla
Elon Musk, ceo di Tesla (Foto Win McNamee/Getty Images)
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Questo articolo di Jonathan Ponciano è apparso su Forbes.com.

Le azioni dell’azienda di auto elettriche Tesla – il titolo che ha registrato la migliore performance dell’intero indice S&P 500 lo scorso anno – sono crollate lunedì al prezzo più basso degli ultimi tre mesi. Un altro segnale che il recente boom delle azioni di società tech potrebbe presto terminare, quando gli investimenti post-pandemia spingeranno altri settori verso la crescita.

I fatti

  • Mentre il Dow Jones è salito di oltre 400 punti lunedì pomeriggio, le azioni di Tesla sono crollate: -6%. Il calo è arrivato sull’onda dell’approvazione del piano di aiuti anti-Covid da 1.900 miliardi di dollari voluto dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, che ha contribuito a riportare gli investitori verso le blue chip di settori ciclici (come General Electric, cresciuta del 4%) e, di conseguenza, lontano dalle grandi società tech.
  • Le azioni di Tesla sono scese del 20% solo nell’ultima settimana. Giovedì erano crollate dell’8%, dopo che Ron Baron – gestore di fondi comuni con un patrimonio stimato da Forbes in 4,5 miliardi di dollari e sostenitore di lunga data di Tesla, che ha dichiarato che il prezzo delle azioni potrebbe arrivare a 30 volte quello dell’esordio in Borsa – ha dichiarato alla Cnbc di avere preso la “dolorosa” decisione di vendere 1,8 milioni di azioni per questioni di “gestione del rischio”.
  • Nonostante abbia ribadito che il titolo potrebbe decollare fino a 2mila dollari nel corso del prossimo decennio, Baron ha affermato che la mossa lo aiuta a ridurre i rischi dei suoi portafogli, dopo che il valore delle azioni è salito di 20 volte dal 2014, quando aveva iniziato a comprarle. La sua scelta rispecchia la preoccupazione di altri esperti sull’accresciuta volatilità del titolo.
  • La corsa a vendere azioni di Tesla ha accelerato quando, giovedì, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha dichiarato che l’inflazione crescerà con la ripresa dell’economia. Uno sviluppo che ha provocato la crescita dei rendimenti dei buoni del Tesoro e ha fatto crollare il mercato azionario.
  • “I rendimenti alti tendono a colpire chi vola alto”, ha spiegato giovedì in una nota la chief investment strategist di Ally Invest, Lindsey Bell. “È per questo motivo che abbiamo visto titoli come quelli di Tesla e Peloton crollare del 30% e oltre”.
  • Le preoccupazioni legate alla crescita dei rendimenti hanno colpito anche il fornitore di etf Ark Invest. La sua popolarità è cresciuta durante il periodo di predominio del settore tech sul mercato, per i suoi investimenti in “innovazioni rivoluzionarie”, ma ora deve fare fronte a perdite in doppia cifra percentuale e alla crescente fuga di investitori.

La citazione

“Nell’ultimo mese, la svendita di azioni delle aziende di veicoli elettrici è stata brutale. I titoli delle società del settore sono calati drasticamente, assieme alle azioni delle aziende tech, dopo la crescita storica dello scorso anno”, ha dichiarato lunedì in una nota Dan Ives, analista di Wedbush. “L’emblema della debolezza del ramo dei veicoli elettrici nelle ultime settimane è stato Tesla”, ha aggiunto. Ives ha attribuito il “doloroso momento di riduzione dei rischi” a preoccupazioni sulla valutazione delle aziende di veicoli elettrici (la rivale Nikola è scesa del 9%), alla crescente competizione interna al settore, alla crisi della produzione globale di semiconduttori e alla diminuzione della domanda in Cina.

Un fatto sorprendente

Tesla, che ha un peso dell’1,5% sull’indice S&P 500, lunedì ha registrato la peggiore prestazione tra i dieci titoli principali. Tra le altre grandi aziende con numeri negativi ci sono Apple e Alphabet, scese entrambe del 3% circa. Nonostante segnino ancora un +365% sullo scorso anno, le azioni di Tesla sono crollate del 35% rispetto al massimo toccato il 26 gennaio. Nello stesso lasso di tempo, l’indice S&P è rimasto pressoché stabile.

Il numero

308 miliardi di dollari. Tanto è sceso il valore di mercato di Tesla dal 26 gennaio, quando la società valeva 848 miliardi. L’amministratore delegato e presidente, Elon Musk, ha ora un patrimonio di 143,7 miliardi, secondo Forbes.

Un fatto correlato

In una nota ai suoi clienti, martedì scorso, la Bank of America ha affermato che, a febbraio, le performance delle azioni value hanno superato quelle delle azioni growth – come quelle di Tesla – del margine più ampio dall’esplosione della bolla delle dot-com nel 2000. Le scarse performance dei titoli growth sono state guidate da cinque delle società più importanti – Apple, Microsoft, Amazon, Facebook e Tesla -, che sono calate, in media, del 5%.

Background 

Nelle scorse settimane i mercati hanno avuto un assaggio di panico da rendimenti, con l’indice Dow Jones che è calato anche di mille punti alla fine di febbraio. Nello stesso periodo, i rendimenti toccavano i livelli più alti da un anno. All’inizio di marzo, la governatrice della Fed Lael Brainard è diventata uno dei primi banchieri centrali a esprimere preoccupazione per l’aumento dei rendimenti: in una conferenza stampa, ha affermato che il recente boom “le è saltato all’occhio”. È probabile che la Fed riceverà pressioni per alzare i tassi d’interesse, al momento ai minimi storici, in modo da contenere i rendimenti, se questi continueranno a salire. Gli esperti, però, hanno avvertito che un simile atteggiamento aggressivo potrebbe far affondare i mercati. Jim Stack, presidente di InvestTech Research, società con sede a Whitefish, nel Montana, ha dichiarato a Forbes in febbraio che “la difficoltà di oggi è che ci troviamo davanti al mercato azionario più sensibile ai tassi d’interesse in tutta la storia di Wall Street”.