Chi è il nuovo miliardario dei fantasport (che ha Michael Jordan come consulente)

Jason Robins DraftKings
(foto Steve Jennings/Getty Images for TechCrunch)
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Questo articolo di Sergei Klebnikov e Justin Birnbaum è apparso su Forbes.com.

Le azioni di DraftKings hanno spiccato il volo mercoledì 10 marzo, dopo la pubblicazione di un documento con prospettive così ottimistiche da avere entusiasmato Wall Street. Secondo Forbes, la crescita del titolo ha reso miliardario il co-fondatore e amministratore delegato, Jason Robins. I patrimoni degli altri due co-fondatori sono saliti a circa 500 milioni di dollari ciascuno.

Le azioni della società di daily fantasy sport e scommesse sportive sono cresciute più dell’11% mercoledì e hanno chiuso a 69,29 dollari. Il balzo è arrivato dopo una relazione agli investitori del giorno precedente, che ha visto la società portare la proiezione dei ricavi netti a lungo termine da 3,7 a 5,4 miliardi di dollari. Gli obiettivi di margine operativo lordo sono stati alzati da 1,2 a 1,7 miliardi. La notizia ha fatto seguito a un quarto trimestre stellare, in cui gli utenti mensili sono saliti da 500mila a 1,5 milioni. DraftKings ha registrato un fatturato di 322 milioni di dollari nel quarto trimestre del 2020: una crescita del 146% rispetto ai 131 milioni dello stesso periodo del 2019.

Con l’ultima impennata delle azioni di DraftKings, il 40enne Robins ha ora un patrimonio di 1,1 miliardi di dollari, secondo i calcoli di Forbes: una cifra che fa di lui il secondo miliardario della società, dopo l’imprenditore israeliano Shalom Meckenzie. Robins ha fondato DraftKings nel 2011 assieme a Matthew Kalish e Paul Liberman, che aveva conosciuto quando lavoravano tutti e tre nella società di marketing Vistaprint. Kalish ha una quota dell’1,8%, valutata quasi 500 milioni di dollari, mentre, secondo le stime di Forbes, il 2% detenuto da Liberman equivale a quasi 550 milioni.

La società ha rifiutato la richiesta di un commento alla notizia.

Meckenzie è diventato miliardario nel maggio 2020, dopo un’altra impennata delle azioni. Nel 2007 aveva fondato il fornitore di tecnologie per il gioco d’azzardo SBTech, che ha preso parte, assieme a Diamond eagle acquisition corp., all’accordo per la Spac che ha portato alla quotazione in borsa di DraftKings nell’aprile dello scorso anno. Meckenzie ha ora un posto nel consiglio di amministrazione di DraftKings ed è uno dei principali azionisti della società. Il suo patrimonio è, secondo Forbes, di 2 miliardi di dollari.

DraftKings è stato creato come società di daily fantasy sport, frutto della passione di Jason Robins per il settore. “Ero in cento leghe di fantasy sport diverse a un certo punto”, aveva dichiarato Robins a Forbes nel novembre 2020. Nata nella stanza degli ospiti di un altro co-fondatore, DraftKings ha iniziato a raccogliere capitali e a prendere slancio, fino a stringere accordi con Espn, Mlb e Nhl.

Nel 2015, l’allora procuratore generale dello stato di New York, Eric Schneiderman, mosse alla società accuse vicine all’insider trading. Dopo una fusione fallita con FanDuel nel 2017, Robins e i suoi partner hanno dirottato la maggior parte delle loro risorse verso le scommesse sportive. Nel 2018, DraftKings lanciò in New Jersey il primo bookmaker online statunitense costituito al di fuori del Nevada, lo stato di Las Vegas. Nel settembre 2020, Michael Jordan è diventato azionista e consulente della società, entrando anche nel consiglio di amministrazione.

DraftKings ha beneficiato dell’aumento della domanda di gioco d’azzardo sportivo dopo che la Corte suprema, nel maggio 2018, ha dichiarato incostituzionale il Professional and amateur sports protection act, una legge del 1992 che rendeva di fatto illegali le scommesse sportive in larga parte degli Stati Uniti. Da allora, 20 stati e Washington, D.C. hanno legalizzato le scommesse sportive, mentre altri cinque hanno approvato leggi al riguardo, ma non hanno ancora lanciato iniziative concrete. Come affermato nella relazione agli investitori, DraftKings stima che il mercato statunitense delle scommesse sportive online rappresenterà un’opportunità di business da 22 miliardi di dollari quando il processo di legalizzazione sarà stato completato.

La fusione tramite Spac è arrivata nel mezzo della pandemia da coronavirus, nonostante non ci fosse praticamente alcun evento sportivo in diretta su cui scommettere. Da allora, il titolo ha registrato una crescita vertiginosa, del 250%. Robins, che nel 2020 ha incassato circa 54 milioni di dollari tramite la vendita di azioni, possiede ancora una quota del 4% circa, incluse più di 11 milioni di opzioni.

Alla base della previsione dell’azienda c’è la diffusione mainstream delle scommesse legali, attualmente allo studio in California, Texas, Florida e New York: stati con una popolazione complessiva di oltre 100 milioni di persone.

“Stiamo parlando probabilmente di qualcosa come il 60% del mercato statunitense delle scommesse sportive”, ha commentato Jeff Ifrah, partner fondatore di Ifrah Llc. “L’obiettivo ora è ottenere lo stato di New York, la Florida, il Texas e la California. Quei quattro stati faranno la differenza. Chi li otterrà acquisirà chiaramente una posizione di dominio sul mercato”.