Gli under 30, i valori di Forbes e il giornalismo di Torquemada

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Editoriale tratto dal numero di marzo 2021 di Forbes Italia. Abbonati!

È interessante guardare dalle finestre di Forbes. Sono situate al secondo piano di un palazzo immaginario che si affaccia su un cortile grande più o meno come il mondo. La loro altezza, che è la garanzia della nostra indipendenza, consente di vedere dall’alto un insieme complesso ma molto nitido. Come diceva Lamberto Sechi, il padre dei moderni settimanali di informazione italiani, per rimarcare la terzietà dell’informazione, “il giornalista deve stare sulla luna e registrare cosa accade sulla terra”.

Noi ci accontentiamo del secondo piano. Però la visuale è limpida e si può fare lo stesso lavoro a cui accennava Sechi: registrare e non creare le notizie. Così nasce questa selezione dei 100 Under 30 italiani di successo accanto ai 600 americani scelti da Forbes Usa. Come ogni anno (siamo arrivati alla quarta edizione) li abbiamo suddivisi in 20 categorie scegliendoli tra quasi 300 candidati (186 autoproposti, il resto indicati dalla redazione) sulla base di quattro punti cardinali essenziali: età, qualità, progetto, risultati ottenuti o stimati. Li abbiamo scelti guardando da quelle finestre del secondo piano con la visuale libera. Ne esce uno spaccato eccezionale fatto di ragazzi geniali e intraprendenti, che non hanno paura di lavorare ma sanno anche divertirsi.

Le loro sono storie di persone che hanno fatto diventare straordinaria la normalità, ordinario il successo. Scriveva Giorgio Vasari, il più fedele interprete dei protagonisti del Rinascimento, descrivendo, nel suo libro Le vite, le opere e gli artisti dell’epoca, che veniva dato “fiato e moto alle immagini”. Ecco, con gli Under 30 di Forbes sono le idee dei giovani a prendere “fiato e moto”. 

Da quelle immaginarie finestre del secondo piano, vediamo e registriamo tante storie di successo, non solo di Under 30, ci mancherebbe, visto che il mondo ne è pieno. Guardare dalla giusta altezza sul cortile dell’umanità ci consente di fare buona informazione che viene anche premiata: questo volume di Forbes raggiungerà una diffusione superiore alle 50mila copie tra cartacee e digitali, mentre il sito Forbes.it viaggia verso i 5 milioni di utenti unici al mese in un crescendo impressionante. Ma il nostro punto di osservazione indipendente ci consente anche di vedere, negli angoli più bui, laddove si annida la cattiva informazione, quella dei Torquemada del 21esimo secolo.

Purtroppo c’è ancora chi si comporta come ai tempi dell’Inquisizione quando si accusava qualcuno di stregoneria: si legava mani e piedi e si gettava in un pozzo. Se affogava non era colpevole, se si salvava invece lo era e allora andava impiccato o messo al rogo. Insomma non aveva scampo. Noi il giornalismo dell’Inquisizione non lo faremo mai, siamo troppo impegnati a riportare le storie e non a crearle, come diceva Sechi, e a dare fiato e moto alle idee, seguendo Vasari. Che poi sono i due grandi insegnamenti della vita e della nostra professione.