Evergrande verso il default. E il miliardario Joseph Lau si sbarazza di gran parte delle sue azioni

Pechino Evergrande
(foto Feng Li/Getty Images)
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I rapporti tra il proprietario di Evergrande, Hui Ka Yan, e Joseph Lau, altro miliardario del settore immobiliare, sono iniziati più di dieci anni fa. Nel tempo si sono rafforzati con numerosi accordi: ancora nel gennaio 2021, Lau ha acquistato azioni della New Energy Vehicle di Evergrande per l’equivalente di 390 milioni di dollari.

Ora, però, Lau ha deciso di sbarazzarsi di gran parte della sua partecipazione in Evergrande. Come scrive Forbes.com, assieme alla moglie, Chan Hai Wan, ha venduto 138 milioni di azioni in due settimane e ha ridotto così del 41% la sua quota. La sua Chinese Estates, inoltre, ha venduto altri 109 milioni di azioni e, secondo Forbes, “potrebbe presto liberarsi dei 751 milioni rimasti in suo possesso”.

Oggi il titolo di Evergrande è rimbalzato in Borsa, dopo che Hui Ka Yan ha assicurato che “per il gruppo la priorità assoluta è aiutare i piccoli investitori a recuperare quanto dovuto”. La mossa di Lau, che ha un patrimonio di 13,2 miliardi di dollari, sembra tuttavia il preludio al crollo del colosso immobiliare cinese, gravato da più di 300 miliardi di dollari di debiti. Secondo il Wall Street Journal, il governo cinese ha avvisato le autorità locali di “prepararsi al possibile collasso di China Evergrande Group”.

La rabbia degli investitori

“Prepararsi” significa soprattutto trovare il modo di gestire la rabbia di chi ha già pagato gli oltre 1,3 milioni di appartamenti rimasti incompiuti per mancanza di liquidità, dei dipendenti rimasti senza stipendio e degli investitori che hanno perso denaro. “Se il governo centrale punta a mantenere il controllo sociale”, scrive il Sole 24 ore, “è importante che gli investitori al dettaglio cinesi riottengano i loro soldi e che gli acquirenti abbiano le loro case”.

La giornata più nera in Borsa, per Evergrande, è stata quella di lunedì. “La società ha annunciato che sta cercando di raccogliere la liquidità necessaria per pagare gli interessi sui prestiti in scadenza questa settimana”, scriveva Forbes. E una delle scadenze è fissata proprio per oggi, giovedì 23 settembre: 84 milioni di dollari. Un’altra rata da 47,5 milioni dovrà essere pagata entro la prossima settimana.

Che cosa succederà a Evergrande

Ancora il Sole 24 ore spiega che le ipotesi ancora aperte per il futuro di Evergrande sono diverse: dalla liquidazione alla ristrutturazione, fino allo spacchettamento in quattro società più piccole. Ciò che sembra ormai certo, come affermava Forbes Italia due giorni fa, è che Xi Jinping è ormai deciso a non salvare il gigante, messo in crisi dalle limitazioni imposte dal governo sull’indebitamento delle società immobiliari: “Il presidente, impegnato nella campagna del ‘benessere comune’ contro l’egoismo dei ricchi, non aiuterà un’azienda privata con i soldi dello Stato”. Semmai, “troverà un modo per ridurre i danni alla classe media, già provata dalla pandemia e dalla frenata dell’economia”.

Alcuni esperti temono che il tracollo di Evergrande possa innescare una crisi globale, nello stesso modo in cui il collasso del mercato immobiliare statunitense nel 2008 diede origine alla Grande Recessione. Bloomberg scrive però che il presidente della Federal Reserve statunitense, Jerome Powell, ha “minimizzato i rischi di contagio”. “La situazione di Evergrande”, ha detto Powell, “sembra specifica della Cina, che ha un debito molto alto per un’economia emergente”.