Gli indiani non vedono l’ora di comprare auto Tesla. Ma la politica si è messa di traverso

Elon Musk Narendra Modi
A sinistra Elon Musk, amministratore delegato di Tesla (foto Win McNamee/Getty Images). A destra, il primo ministro indiano, Narendra Modi (foto Rob Stothard – WPA Pool/Getty Images)
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Questo articolo di Aayushi Pratap e Alan Ohnsman è apparso su Forbes.com

Nel 2016, quando Tesla aprì i preordini per la sua Model 3 in India, Arun Bhat, uomo d’affari di Bangalore e fan sfegatato di Elon Musk, fu tra i primi a ordinare l’auto che aveva sempre sognato. Tanto grande era l’attesa che Bhat arrivò persino a sbarazzarsi di ben quattro auto di lusso per farle spazio.

“Pensavo che Tesla sarebbe stata lanciata in India in un paio d’anni al massimo”, afferma Bhat. “Adoro quest’auto e i suoi interni minimal”. Cinque anni dopo, sta ancora aspettando.

La casa automobilistica più ricca del mondo, con una capitalizzazione di mercato superiore ai mille miliardi di dollari (che rende Musk la persona più ricca della storia dell’umanità), si trova quest’anno in un’ottima situazione sia in termini di profitti che di vendite globali. Tesla ha i mezzi per consegnare la cifra record di 1 milione di veicoli elettrici in tutto il mondo nel 2021. Eppure, anche se sono parecchi anni che Musk pensa di iniziare a vendere Tesla in India, a tutt’oggi deve ancora capire come farlo. Anche ora che l’attenzione dell’azienda al mercato indiano va aumentando. Nelle ultime settimane Tesla, sotto la guida del responsabile per la politica in India, Manuj Khurana, ha aumentato gli sforzi per ottenere un’esenzione dagli esorbitanti dazi sulle importazioni, che quasi raddoppierebbero il prezzo dei suoi prodotti. Il governo Modi, invece, vuole che Tesla si impegni a produrre le auto in India.

Il ministero dei Trasporti stradali e delle autostrade dell’India ha autorizzato alla vendita ben quattro varianti di Tesla a inizio 2021. E sebbene Tesla non abbia ancora annunciato un piano formale per l’India, si è già assicurata uno spazio di vendita a Mumbai, ha aperto una sede a Bangalore e sta effettuando assunzioni chiave per sostenere le vendite nel Paese. Per ora le cose sono a un punto morto. Per iniziare a costruire in India servirebbe un ingente sforzo in termini di tempo (almeno un anno) e di investimenti. Allo stesso tempo, iniziare a vendere le auto con gli attuali dazi in vigore sarebbe un fiasco annunciato. “I dazi all’importazione dell’India sono di gran lunga i più alti al mondo, almeno tra i paesi più grandi”, ha spiegato Musk in un tweet a un fan indiano a luglio. Al momento, i dazi indiani sono tali che una Tesla Model 3, che parte da circa 44mila dollari negli Stati Uniti, dovrebbe essere venduta a circa 80mila in India, secondo alcune stime locali, per poter garantire un profitto.

Ma questo non è l’unico ostacolo. Le infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici sono limitate, mancano incentivi significativi per gli acquirenti e l’infrastruttura stradale presenta molti problemi. Nonostante la popolazione dell’India sia di oltre 1,3 miliardi di persone, il mercato automobilistico è relativamente piccolo, con vendite inferiori a 3,5 milioni di veicoli passeggeri e commerciali nel 2020. La domanda di veicoli elettrici e auto di lusso è ancora minore. Lo scorso anno in India sono stati acquistati solo circa 5mila veicoli a batteria, come quelli realizzati da Mahindra Electric, azienda con sede a Bangalore. Una cifra che rappresenta meno dello 0,5% delle vendite totali.

“È un po’ come quello che dicevano della Cina: un miliardo di persone senza soldi non è un mercato”, afferma Michael Dunne, analista e consulente di lunga data di Tesla per l’Asia, responsabile della società di San Diego Zozo Go. “Questo è il problema con l’India. La ricchezza è concentrata in una fetta ristretta di popolazione, mentre la maggior parte delle persone fa fatica a tirare avanti. Il prezzo medio di un’auto nuova in India è inferiore a 10mila dollari: molto meno di quello di una Tesla”.

Quindi perché sprecare fatica? Tesla sta crescendo rapidamente in tutto il mondo, sta espandendo la produzione e le vendite in Cina, è in attesa del permesso del governo tedesco per iniziare a costruire nel suo stabilimento di Berlino e si sta preparando a produrre ad Austin, in Texas.

Anche se l’India è il secondo paese più popoloso del mondo, non è oggi un mercato particolarmente attraente. Ha però una classe media in espansione e appassionata di tecnologia. E come la Cina, la sua base di consumatori ha un enorme potenziale a lungo termine. Il governo indiano sta anche iniziando a prendere provvedimenti per incoraggiare le vendite di veicoli elettrici e ridurre le emissioni, offrendo agli acquirenti incentivi come basse tasse di immatricolazione e altri simili (anche se non offre i tipi di incentivi visti negli Stati Uniti e in Europa, che possono ridurre di migliaia di dollari il prezzo di acquisto).

La tensione geopolitica tra India e Cina è un’ulteriore complicazione, proprio ora che Tesla fa pressioni sul governo Modi per la riduzione dei dazi. Il ministro dei Trasporti, Nitin Gadkari, ha messo in guardia la casa automobilistica dalla vendita in India di veicoli costruiti nel suo stabilimento di Shanghai. “Dovreste produrre auto elettriche in India ed esportare auto dall’India”, ha detto il ministro in diverse interviste ai media questo mese. Gadkari ha promesso che, se Musk accetterà, riceverà un sostegno significativo dal governo.

Musk ha accennato alla possibilità di produrre auto in India per incoraggiare il governo ad allentare la presa sui dazi. “Se Tesla avrà successo con i veicoli importati, è molto probabile che apriremo una fabbrica in India”, ha twittato Musk a luglio. Ma il governo Modi non si è spostato di un passo nella sua richiesta di impegnarsi nella produzione locale prima di poter parlare di sgravi o finanziamenti. Tesla non ha risposto a domande via e-mail sulla questione e i dirigenti non hanno fornito aggiornamenti sui piani per il Paese durante la conference call sui dati trimestrali a ottobre.

L’India sarebbe una base utile per costruire veicoli per altri mercati in cui Musk deve ancora entrare, tra cui gran parte del Sud-est asiatico, dell’Africa, dell’America Latina, oltre ad Australia e Nuova Zelanda, afferma Dunne di Zozo Go. Tesla potrebbe seguire il percorso di Hyundai, che ha trasformato le sue attività indiane in un’enorme fonte di esportazioni, inviando più di 1 milione di auto e crossover in 88 mercati internazionali solo nell’ultimo anno fiscale.

Negli anni a venire, una base di esportazione indiana potrebbe anche rappresentare “un giusto corrispettivo, una sorta di contrappeso a quanto Musk ha già ‘seminato’ in Cina”, afferma Dunne.

Nonostante alcuni entusiasti fan locali, l’analista del mercato automobilistico Bakar Sadik Agwan, che lavora con GlobalData a Hyderabad, in India, vede ostacoli significativi per Tesla. In particolare, ci sono così poche stazioni di ricarica che l’utilizzo di una Tesla per viaggiare tra città diverse è impossibile, a meno che l’azienda non crei una propria rete. “Tesla ha bisogno di una forte rete di vendita, di servizi e di una propria infrastruttura di ricarica”, afferma Agwan.

Anche il prezzo è un grosso ostacolo. Negli Stati Uniti la Tesla Model 3 più economica parte da 40mila dollari. Anche se Musk ottenesse un’esenzione dai dazi, il prezzo sarebbe troppo alto per la stragrande maggioranza degli indiani, il che renderebbe Tesla un’auto di lusso. Nel 2020 gli indiani hanno acquistato solo 30mila veicoli di lusso, afferma Agwan.

Di conseguenza, Tesla potrebbe vendere meno di 150 auto nei suoi primi cinque anni in India, secondo Soumen Mandal, analista di Counterpoint Technology Market Research di Gurugram, India.

Le strade indiane sono un altro problema. Molte non sono mappate nei gps e il traffico cittadino, già altamente congestionato, talvolta è bloccato da bovini e cani randagi. La funzione di guida autonoma di Tesla, in cui “basta inserire l’indirizzo per andare dal punto A al punto B, non funzionerà in India”, afferma Jay Shah, uomo d’affari di Ahmedabad, nell’India occidentale, che ha già ordinato il suo esemplare. “Le strade non sono segnalate, sono occupate da animali e veicoli a due ruote, quindi è quasi impossibile”.

Bhat, fan di lunga data di Tesla, è ottimista sul fatto che presto riceverà la sua nuova auto, anche se ora è più interessato a un suv compatto Model Y rispetto al Model 3 che ha ordinato. Per assicurarsi che Musk sappia di avere il supporto locale, Bhat ha creato una pagina Twitter con il collega appassionato Nikhil Chaudhary per “tormentare” il loro “mito” e condividere le ultime novità sui piani di Tesla per l’India. Nel 2020, quando altri fan hanno chiesto a Musk su Twitter se ci fossero progressi sul lancio di Tesla in India, il ceo ha risposto: “Sicuramente l’anno prossimo”. La frase è diventata un tormentone tra Bhat e Chaudhary.

Anche se Bhat dovrà pagare un prezzo esorbitante per la sua Tesla, sostiene che ne varrà comunque la pena, visti i risparmi di carburante a lungo termine. Ma, soprattutto, la desidera davvero.

“Siamo pronti, abbiamo preparato tutto”, dice Bhat. “‘Manca solo l’auto”.