Ibm e Samsung inventano i microchip che sfidano la fisica. “Ridurranno i consumi delle batterie fino all’85%”

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Il 2022 potrebbe essere l’anno delle super batterie. Prolungamento della durata e tempi ristrettissimi per la ricarica potranno liberarci da quell’ansia che ci prende quando il cellulare o il Pc si stanno per scaricare e non abbiamo a disposizione una presa della corrente o una power bank. 

Gli investimenti in nuovi centri di ricerca e sviluppo, soprattutto dai giganti delle auto, pesano per decine di miliardi di dollari e due multinazionali come Ibm e Samsung hanno fatto un annuncio congiunto che potrebbe portare a una vera svolta. L’invenzione non riguarda la batteria stessa, ma il passaggio a una nuova generazione di semiconduttori che “sfida il loro design tradizionale”.

Migliorano il consumo dell’85%

I nuovi semiconduttori messi a punto dopo una lunga ricerca nell’Albany Nanotech Complex di New York utilizzano una nuova architettura a transistor verticale che, come annuncia il comunicato ufficiale della Ibm “ha il potenziale per ridurre il consumo della batteria fino all’85%”. È stata proprio la carenza di chip di questi mesi a convincere Samsung e Ibm che bisogna puntare a una svolta sostanziale se non si vuole bloccare la produzione di Pc, smartphone, console e altri device la cui vita dipende proprio dai semiconduttori.

Si apre l’era dell’Hard Tech

Il Dr Mukesh Khare, vice presidente Hybrid Cloud and Systems di IBM Research, dichiara: “L’annuncio tecnologico riguarda la sfida alle convenzioni e il ripensamento del modo in cui continuare a far progredire la società e fornire soluzioni che migliorano la nostra vita quotidiana, il business e l’impatto ambientale. L’impegno che stiamo portando avanti insieme alla Samsung riguarda la progettazione e la ricerca condivisa e noi chiamiamo tutto questo hard tech. In sostanza, anche l’invenzione del semiconduttore che risale agli anni ’70 da parte del nostro Federico Faggin, sta per essere rivoluzionata. 

Per avere un’idea di questi progressi, senza entrare in dettagli troppo tecnici, basta rileggersi l’annuncio recente della IBM. I chip da 2 nanometri (un milionesimo di millimetro) grazie a una innovazione tecnologica, potranno contenere fino a 50 miliardi di transistor in uno spazio grande come un’unghia. 

Come funziona il vertical chip

L’annuncio IBM e Samsung ha un certo peso poiché va a incidere sulla struttura dei transistor presenti nei semiconduttori: “Storicamente questi transistor sono stati costruiti per giacere piatti sulla superficie di un semiconduttore con la corrente elettrica che scorre lateralmente, da un lato all’altro. Con i nuovi transistor che hanno trasporto verticale la dispersione di corrente diminuisce sensibilmente e ci porterà al risparmio dell’85% delle batterie”.

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