Non ci sono mai state così tante persone ricche al mondo. Il 70% dei milionari vive in America e in Europa

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Siamo sempre più ricchi, anche se non ce ne accorgiamo. Al mondo, infatti, ci sono 56 milioni e 84mila milionari. Un record storico, almeno da quando si pubblicano statistiche di questo tipo. Ma a impressionare è la crescita: nel 2020 c’erano 6 milioni di ultraricchi in più rispetto al 2019. A snocciolare i dati è Credit Suisse. Secondo il Global Wealth Report del 2021 elaborato dalla banca svizzera, “il 2020 è stato l’anno in cui, per la prima volta, più dell’1% della popolazione mondiale adulta è milionaria”. A sorprendere gli autori dello studio è il fatto che il record sia stato raggiunto in concomitanza con una delle più gravi crisi economiche della storia, causata dal Covid.

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Una ricchezza in crescita, nonostante il covid

Nonostante la pandemia, infatti, la ricchezza mondiale è aumentata di 28,7 trilioni di dollari, in crescita del 7,45% sull’anno prima, raggiungendo la cifra monstre di 418,3 trilioni di dollari. Una cifra talmente grande che si fatica a immaginarla. Un trilione equivale a mille miliardi, e cioè un numero con dodici zeri. Per avere una pietra di paragone si può prendere il Pil dell’Italia che è circa 1700 miliardi di dollari: la ricchezza globale è pari a 246 volte il reddito prodotto in un anno dal nostro Paese. Ciò significa che, in media, ciascun adulto sulla Terra ha una ricchezza di 79.952 dollari. Ovviamente sono numeri teorici: sono moltissime le persone che vivono con meno di dieci dollari al mese, e altre che non guadagneranno quella cifra neanche nell’arco di una vita intera. 

La ricchezza è cresciuta di più nei Paesi più colpiti

Gli autori dello studio sono rimasti sorpresi dal fatto che i Paesi più colpiti dalla Pandemia in termini di perdita di Pil sono stati quelli che hanno registrato i più grandi aumenti di ricchezza. Belgio, Canada, Singapore e Regno Unito, per esempio, hanno registrato un calo del Pil del 7,1%. Al tempo stesso, però, sono anche i Paesi la cui ricchezza è cresciuta di più, in media il 7,7%. “Il contrasto tra ciò che è successo alle famiglie e quello che è accaduto all’economia nel suo complesso non potrebbe essere più stridente” scrivono i ricercatori. Ma come è possibile che quando la Pandemia imperversava, costringendo molte imprese a chiudere e a licenziare, le persone abbiano accumulato così tanti soldi? Secondo gli autori i motivi sono due: gli “interventi preventivi” dei governi per sostenere le attività e gli individui più colpiti dai lockdown e la riduzione dei tassi di interesse.

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L’impennata dei risparmi

I massicci aiuti degli stati, che si sono tradotti in una crescita del rapporto debito-Pil del 20% in media, hanno “più che compensato le famiglie”, facendo addirittura crescere il reddito disponibile. I generosi pagamenti dei governi, uniti alla riduzione dei consumi a causa delle misure di contenimento della Pandemia, hanno causato “un’impennata nei risparmi delle famiglie”. Secondo gli economisti di Credit Suisse, però, a far aumentare la ricchezza è stata soprattutto la riduzione dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. L’enorme massa di liquidità messa in circolazione, infatti, ha fatto esplodere i prezzi delle azioni e delle case. 

In particolare, a spingere la crescita della ricchezza sono state soprattutto le attività finanziarie, aumentate di oltre 22 trilioni di dollari, mentre quelle non finanziarie, soprattutto le case, sono salite di 10 trilioni. Del resto, i prezzi delle azioni sono esplosi. Negli Usa e in Cina, ad esempio, le quotazioni sono aumentate del 20%. Per quanto riguarda le abitazioni, invece, i prezzi sono cresciuti a doppia cifra (+10,8%) negli Stati Uniti, mentre in Italia, Cina e Regno Unito, di circa il 5%.

Gli Usa davanti a tutti 

Allargando lo sguardo agli ultimi anni, il 2020, seppure segna un record, non è stato un anno brillantissimo. Se si corregge l’illusione ottica data dal tasso di cambio del dollaro, l’aumento della ricchezza è stato “solo” del 4,1%: nel 2019 quando l’incremento era stato quasi del 9%, mentre nel 2004 addirittura del 13%.

Per quanto riguarda i continenti, l’aumento più sostanzioso si è registrato in Nord America, +12,4 trilioni di dollari, e in Europa, +9,2 trilioni. L’unica zona a decrescere è stata l’America Latina, che ha lasciato sul terreno 1,2 trilioni di dollari, l’11,4%. Veniamo ai singoli Paesi. Gli Usa si piazzano al primo posto, con una crescita della ricchezza di 11,4 trilioni. Seguono Cina, con 4,3 trilioni, Germania, con 2,8 trilioni e Giappone con 1,8 trilioni. La classifica cambia se si considera la ricchezza per adulto. In questo caso al primo posto c’è la Svizzera, che ha visto un aumento di 70.729 dollari sull’anno prima, poi Australia, 65.695 dollari, infine Svezia e Belgio con un incremento di oltre 50mila dollari. 

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Le grandi disuguaglianze

Le disuguaglianze emergono se si guarda alla distribuzione della ricchezza. Un problema che in molti denunciano e che lo studio di Credit Suisse non dimentica di sottolineare. Dal punto di vista geografico, la ricchezza si concentra infatti nei Paesi occidentali: il 57% del totale è detenuta da individui che vivono in Europa e Nord America, sebbene queste due regioni contino soltanto per il 17% sul totale della popolazione. 

Per immaginarsi come la ricchezza sia ripartita tra le persone, bisogna pensare a una piramide divisa in strati che vanno dalla base alla punta. Secondo il report, nella fascia più bassa e più grande ci sono 2,9 miliardi di persone, il 55% del totale: queste, nel 2020, avevano un patrimonio inferiore ai 10mila dollari a testa. Sommati insieme, detenevano 5,5 trilioni di dollari, l’1,3% della ricchezza globale. 

Si fanno largo i (quasi) milionari

Salendo si passa al secondo strato, nel quale sono compresi gli adulti che hanno tra i 10mila e i 100mila dollari. Si tratta del segmento che è aumentato di più negli ultimi vent’anni: il numero di persone che ne fanno parte è triplicato, passando da 507 milioni a 1,7 miliardi nel 2020. Un incremento causato soprattutto dal crescente benessere della Cina e dal formarsi della classe media nei Paesi in via di sviluppo. Nel complesso, il loro patrimonio ammontava a 57,3 trilioni di dollari, il 13,7% del totale. Lo strato successivo, il penultimo, è quello dei quasi milionari, persone che hanno una ricchezza compresa tra i 100mila dollari e il milione. Anche il numero di chi ne fa parte è aumentato di molto: dai 208 milioni nel 2000 ai 583 milioni del 2020.

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Dove si trovano i milionari

I quasi milionari detengono il 39,1% della ricchezza globale, 163,9 trilioni di dollari. Infine, la punta della piramide: quelli che possono definirsi ricchi. Sono poco più di 56 milioni, l’1,1% degli adulti, ma posseggono 191,6 trilioni di dollari. La loro quota sulla ricchezza globale è aumentata dal 35% del 2000 al 46% del 2020. Ma dove vivono i milionari? Non stupirà se la maggior parte di essi si trova in Nord America e in Europa: rispettivamente il 42% e il 28% del totale. 

Per quanto riguarda i singoli Paesi, i milionari si concentrano negli Stati Uniti: vivono lì 22 milioni di ricchi, il 39,1% del totale mondiale. Seguono, con distacco, la Cina, a quota 9,4%, poi Giappone con il 6,6%, la Germania con il 5.3%, il Regno Unito e la Francia appaiati con il 4,4% e, infine, l’Italia con il 2,6%. 

Oltre 5mila i paperoni da più di 500 milioni

A questo punto, però, occorre aggiungere un’altra piramide: quella dei ricchi, fatta da 56,1 milioni di persone. Tra queste, l’88% ha un patrimonio compreso tra 1 milione di dollari e i 5 milioni.  Nella fascia successiva, nel range 5 milioni – 10 milioni, sono compresi 4,5 milioni di individui, l’8,1% del totale. Sul penultimo gradino ci sono 2,3 milioni di persone con un patrimonio compreso tra i 10 e i 50 milioni di dollari. Infine, i veri Re Mida: 215mila persone che hanno ricchezze superiori ai 50 milioni di dollari. Nel 2020 questi milionari erano aumentati del 23,9% rispetto al 2019. Tra gli ultra ricchi, solo 68mila hanno un patrimonio superiore ai 100 milioni di dollari. Infine, all’apice della piramide ci sono quelli che posseggono più di 500 milioni di dollari: 5.332 adulti nel 2020. 

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