Così Crai sta rendendo più sostenibili e più efficienti i suoi 3.000 punti vendita in Italia

Stefano-Colombini-CRAI
Stefano Colombini, cfo CRAI
Share

Articolo tratto dal numero di luglio 2022 di Forbes Italia. Abbonati!

Di Matteo Borgogno

Immaginate una rete di tremila punti vendita indipendenti dislocati su tutto il territorio italiano, da Aosta a Siracusa, che da quasi 50 anni è protagonista nella gdo nazionale: avete appena immaginato Crai, l’azienda nata nel 1973 per volontà di un gruppo di dettaglianti alimentari col nome d’altri tempi di Commissionarie Riunite Alta Italia, da allora in prima linea nell’innovazione.

L’impegno con Zucchetti

Alex-Cabella-zucchetti
Alex Cabella, product manager di Zucchetti

Oggi Crai, divenuta Cooperativa Riunite Alta Italia e con il marchio detenuto dalla società Crai Secom, ha scelto Zucchetti, storica software house che dal lodigiano ha conquistato il mercato internazionale grazie alle sue intuizioni e ai suoi prodotti, per continuare a rinnovarsi. Ha deciso infatti di rendere più sostenibile la sua rete, nel segno dell’attenzione all’ambiente, attraverso le tecnologie di Zucchetti.

Stefano Colombini, cfo dell’azienda, spiega che due anni fa, quando è iniziato il dialogo con Zucchetti, Crai voleva “realizzare un progetto utile ad aiutare gli imprenditori della nostra rete commerciale, che, lavorando in sinergia con noi, possono trovare più facilmente le risorse per dotarsi autonomamente di questi sistemi. Nel frattempo, la sostenibilità e i temi legati allo spreco energetico sono diventati attualissimi”.

Alex Cabella, product manager di Zucchetti, spiega cosa ha significato lanciarsi in questa impresa, che ruota attorno alla piattaforma ZEnergy. “Quando abbiamo avviato il progetto, ci siamo concentrati sull’energia elettrica, che è la parte preponderante dei consumi nella grande distribuzione (pesa più del 90% del totale). Abbiamo individuato, all’interno dei negozi, le utenze più energivore e le abbiamo divise in categorie: contatore elettrico generale, centrali frigo, illuminazione (che conta per il 20-30% dei consumi), condizionamento (circa il 15-18%) e, in alcuni casi, anche altre aree specifiche”.

Con quale fine? “Installare analizzatori di rete per acquisire i consumi di ciascun punto vendita e capire il contributo di ciascuna utenza al contatore su base mensile”, spiega Cabella. Che aggiunge: “Abbiamo rilevato anche parametri tipici delle centrali frigo, come le temperature del liquido refrigerante e la pressione del liquido in diversi punti. In base a questi valori calcoliamo le prestazioni ottimali di funzionamento dei macchinari e forniamo le indicazioni per regolarli al meglio e salvaguardarne la longevità”.

Il risparmio sui consumi

Da due anni Zucchetti e Crai raccolgono i dati di 30 punti vendita sparsi su tutto il territorio nazionale. In base alle informazioni ottenute, è possibile capire anche quali punti vendita simili possono comportarsi allo stesso modo. Ma come si fa a rendere efficiente dal punto di vista energetico una rete di punti vendita così eterogenea, anche sul piano geografico? E qual è il risparmio energetico atteso? Quanto al primo punto, osserva Colombini, “l’azienda sta stimolando gli imprenditori locali a muoversi in questa direzione. Ci aspettiamo che l’iniziativa raccolga adesioni crescenti”.

Riguardo ai consumi risparmiati, Zucchetti nota che gli orizzonti sono ampi e che ci sono motivi per essere ottimisti. “Osservando i dati di consumo”, dice Cabella, “si capisce se in un dato punto vendita ci
sono sprechi macroscopici. Per esempio, luci che rimangono accese quando non dovrebbero, oppure anomalie ai compressori dei gruppi frigo che richiedono molta più energia del dovuto. Se si trovano accorgimenti per problemi del genere, il risparmio minimo va dal 5% e può arrivare al 15%. In casi particolari, si potranno anche inserire modifiche specifiche agli impianti (l’ossidizzazione delle componenti dei gruppi frigo, per esempio, o i controllori intelligenti della loro accensione), ognuna delle quali garantisce un ulteriore 8% di risparmio energetico”.

Come funziona il software di Zucchetti

E così un negozio arriva a vedere le bollette annuali ridotte di un terzo, o addirittura dimezzate. Bastava spegnere la luce, ma c’era bisogno di un report dettagliato che spiegava dove e quando. Il tutto avviene nel modo più semplice e immediato della nostra epoca: con un clic Zucchetti mette il suo software ZEnergy a disposizione di chiunque sia stato dotato di un profilo con dati di login e lo rende accessibile attraverso qualunque browser per la navigazione su internet.

“Ogni responsabile di punto vendita ottiene report dei consumi mensili e trimestrali, generati automaticamente dal sistema”, sottolinea Cabella. E l’approccio è custom: ci si adegua, cioè, alle esigenze di ogni singolo negozio a marchio Crai.

“Il progetto si espande sul punto vendita: dopo le prime cinque utenze misurate, in altri casi si capisce che c’è una quota di altri consumi rilevante su cui bisogna agire, magari installando ulteriori misuratori”. E rendendo la sostenibilità una buona, anzi buonissima pratica quotidiana che uno dei nomi simbolo della grande distribuzione italiana mette in campo ogni giorno. Da Aosta a Siracusa.

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it QUI.