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23 marzo 2026
L’operazione punta a creare un polo integrato a controllo pubblico tra telecomunicazioni, logistica e servizi finanziari
Poste Italiane punta sul consolidamento delle telecomunicazioni in Italia e lancia un’Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) totalitaria su Tim da circa 10,8 miliardi di euro. L’operazione, approvata dal consiglio di amministrazione del gruppo guidato da Matteo Del Fante, mira a costruire un operatore integrato a controllo pubblico, capace di unire infrastrutture digitali, servizi finanziari e logistica. Intanto il mercato ha dato una prima indicazione sulla percezione dell’operazione: oggi il titolo Tim sale del 4% a 0,599 euro, mentre Poste cede il 7,23% a 19,9 euro.
I punti chiave
- Poste Italiane lancia un’Opas totalitaria su Tim da circa 10,8 miliardi, con una struttura mista tra azioni e componente cash.
- L’operazione è subordinata al raggiungimento del 66,67% del capitale, soglia necessaria per il controllo effettivo.
- Dall’integrazione nascerebbe un gruppo con ricavi pari a 26,9 miliardi e un margine operativo di circa 4,8 miliardi.
- Le sinergie stimate ammontano a circa 700 milioni tra riduzione dei costi e crescita dei ricavi.
- Lo Stato manterrebbe una posizione di maggioranza assoluta nella nuova entità industriale.
I dettagli dell’offerta
L’offerta prevede l’assegnazione di 0,0218 azioni Poste per ogni titolo Tim conferito, accompagnata da una componente in denaro pari a 16,7 centesimi per azione. Il premio implicito rispetto all’ultima chiusura di Borsa si colloca poco sopra il 9%, un livello contenuto che riflette anche le incertezze legate al contesto industriale e finanziario del gruppo telefonico.
La validità dell’operazione dipende dal raggiungimento di una partecipazione pari ad almeno il 66,67% del capitale. In caso di successo, Poste punta al delisting di Tim entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di integrare pienamente le attività. L’assetto azionario resterebbe a prevalenza pubblica, con il Tesoro e Cdp a mantenere oltre il 50% del capitale del nuovo gruppo.
I numeri del nuovo gruppo
L’aggregazione darebbe vita a una realtà con ricavi complessivi di 26,9 miliardi di euro e un margine operativo di circa 4,8 miliardi, sostenuta da oltre 150mila dipendenti. Il perimetro industriale includerebbe logistica, servizi finanziari, assicurativi, cloud e telecomunicazioni, delineando una piattaforma integrata con un posizionamento trasversale.
La forza del nuovo gruppo risiederebbe anche nella rete distributiva, composta da circa 13mila uffici postali, 4mila punti Tim e oltre 49mila partner terzi. A questa infrastruttura si aggiunge una base di più di 19 milioni di clienti digitali attivi, destinati a confluire nell’ecosistema digitale di Poste, mentre Tim assumerebbe un ruolo centrale nello sviluppo dei servizi tecnologici.
Le sinergie complessive sono stimate in circa 700 milioni di euro. La componente principale deriva dai risparmi, pari a circa 500 milioni, legati soprattutto alla riduzione del costo del debito di Tim grazie all’integrazione in un gruppo con maggiore solidità finanziaria. A questi si affianca un contributo di circa 200 milioni di ricavi aggiuntivi, ottenibili attraverso l’espansione commerciale incrociata tra le due basi clienti.
Strategia e implicazioni
L’operazione rappresenta il punto di arrivo di una strategia da tempo delineata: l’ingresso nel capitale di Tim è avvenuto nel 2025, con una rapida salita fino a oltre il 27%, ma si inserisce in un percorso più ampio con cui Poste ha progressivamente rafforzato la propria presenza nel settore delle telecomunicazioni, già presidiato attraverso Poste Mobile. Il nuovo gruppo si candiderebbe a diventare l’operatore di riferimento nel mercato italiano delle telecomunicazioni, con oltre 24 milioni di clienti mobili tra Tim e Poste Mobile.
La maggiore scala operativa e la capacità finanziaria consentirebbero di sostenere gli investimenti necessari per lo sviluppo delle reti e delle tecnologie emergenti, in un contesto in cui sicurezza e resilienza delle infrastrutture digitali assumono un ruolo centrale. L’ambizione è posizionarsi come partner strategico per imprese e pubblica amministrazione nei servizi a maggiore valore aggiunto, dal cloud alla gestione dei dati, fino all’intelligenza artificiale e alla cyber-sicurezza.