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2 aprile 2026

Così il passaggio di testimone crea valore nell’impresa

Il trasferimento di ricchezza e di responsabilità è uno dei momenti più delicati, ma può rivelarsi un’occasione utile
Così il passaggio di testimone crea valore nell’impresa

Luigi Dell'Olio
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Luigi Dell'Olio

“Il passaggio generazionale è uno dei momenti più delicati e strategici nella vita di un’azienda. Se affrontato con visione e metodo, può trasformarsi da fase critica a opportunità, garantendo quella continuità e stabilità che molti temono possano andare perdute nel passaggio della guida imprenditoriale”. È la convinzione di Ferruccio Bongiorni, founder e managing director di Studio Bongiorni Stp, come racconta in questa intervista.

Come gestire in maniera consapevole il passaggio generazionale?

È fondamentale una pianificazione attenta e strutturata, ma soprattutto con il giusto tempismo: gestirlo nel momento più opportuno, infatti, è il primo passo fondamentale per rafforzare lo sviluppo dell’azienda, ponendo le basi per la futura guida in modo coerente con le sfide e le esigenze del presente. Affrontare il passaggio generazionale in modo consapevole significa, inoltre, considerare la componente umana delle persone coinvolte: le loro inclinazioni e aspettative, così come la capacità e la predisposizione ad affrontare i nuovi diritti e doveri rappresentano elementi chiave per assicurare una transizione armoniosa e sostenibile.

In che modo la gestione del passaggio generazionale può diventare un fattore di vantaggio competitivo e non solo un momento critico da superare?

Innanzitutto, dal punto di vista della governance, oltre al vantaggio di mettere ordine e disciplina nei meccanismi di governo dell’impresa, una gestione consapevole del passaggio generazionale garantisce il trasferimento di competenze (sia a livello funzionale che produttivo) verso nuovi soggetti riducendo il rischio di concentrare le responsabilità e il know-how su singole figure. Questo porta indubbiamente a una leadership rafforzata e più orientata alla sostenibilità nel tempo, oltre a una maggiore scalabilità dell’azienda. Di conseguenza, questo si riflette in un vantaggio anche reputazionale: un’organizzazione che pianifica la continuità del proprio business trasmette infatti all’esterno un messaggio chiaro di visione, stabilità e fiducia nel futuro. In questo contesto l’ingresso nella governance di soggetti terzi che portano professionalità tecniche, può rappresentare un segnale di maturità strategica e di apertura a modelli di gestione più evoluti.

Quali sono le principali sfide che la nuova generazione si trova ad affrontare assumendo la guida dell’impresa?

Una delle più delicate riguarda il momento del trasferimento delle responsabilità. Nella mia esperienza ho visto spesso che trasferire ruoli di responsabilità a un giovane di trent’anni può risultare più semplice che farlo a un sessantenne che per anni non ha avuto l’opportunità di affrontare queste dinamiche perché i suoi predecessori sono rimasti alla guida dell’azienda ben oltre l’età tradizionale della pensione. Ma per quanto essere coinvolti fin dall’inizio può rivelarsi la scelta migliore, un errore comune tra i giovani imprenditori è voler fare “tabula rasa” del passato, convinti che l’innovazione immediata acceleri la crescita. Elementi come reputazione, storia e tradizione imprenditoriale costituiscono asset strategici fondamentali. La chiave del successo qui può essere letta nel riuscire a coniugare il “prima” e il “dopo”, valorizzando l’eredità imprenditoriale e allo stesso tempo aprendo la strada a nuovi modelli di sviluppo.

Quanto è importante bilanciare il rispetto della tradizione familiare con la necessità di rinnovamento e adattamento al mercato?

Oggi è assolutamente necessario favorire la convivenza tra il naturale radicamento dei valori tradizionali della famiglia e l’orientamento all’innovazione che le nuove generazioni portano con sé. In un contesto segnato da profondi cambiamenti e da una crescente turbolenza, i valori familiari e imprenditoriali costituiscono i punti cardine che permettono di governare la transizione, mantenere la rotta anche nei passaggi più complessi e affrontare l’incertezza senza smarrire identità e visione. Se da un lato si rende utile un primo momento di coesistenza intergenerazionale, dall’altro è auspicabile fare in modo che tutte le parti coinvolte nel processo possano approcciarsi al cambiamento nella maniera più serena e consapevole delle proprie nuove responsabilità e limiti.