
McDonald’s Italia 40 anni
Da simbolo dell’arrivo del modello americano e dell’edonismo degli anni Ottanta a pilastro vitale dell’economia agroalimentare italiana. L’evoluzione di McDonald’s nel nostro Paese è una storia di profonda integrazione e crescita che si intreccia costantemente con il tessuto sociale e produttivo del territorio. Oggi, il brand non è più percepito soltanto come l’icona globale del fast food, ma come un ecosistema complesso capace di investire cifre imponenti a sostegno delle filiere locali e di farsi promotore di iniziative solidali di altissimo impatto.
In occasione dell’imminente quarantesimo anniversario dall’apertura del primo storico ristorante italiano, inaugurato il 20 marzo 1986 nella cornice di Piazza di Spagna a Roma , abbiamo incontrato Delia Ciccarelli, Impact Director di McDonald’s Italia. In questa intervista esclusiva, abbiamo esplorato come l’azienda stia affrontando le grandi sfide contemporanee della sostenibilità e dell’inclusione, mantenendo sempre saldo e costruttivo il proprio legame con l’eccellenza del Made in Italy.
La funzione Impact nasce da un archetipo di organizzazione globale e racchiude al suo interno le relazioni corporate, quindi i rapporti con i media e con le istituzioni locali e nazionali, insieme a tutta la gestione della strategia ESG aziendale. Parliamo di una funzione che lavora in maniera trasversale, assicurandosi costantemente che tutti i dipartimenti camminino al medesimo passo verso i nostri obiettivi di sostenibilità. In pratica, supervisiono il delicato tema reputazionale per cogliere le migliori opportunità di comunicazione di un brand globale, che inevitabilmente fa sentire la responsabilità di avere tra le mani un sistema così grande e articolato. A questo si aggiunge un altro incarico molto importante: da febbraio ho assunto la carica di vicepresidente di Casa Ronald McDonald Italia. È una realtà a noi molto cara che si occupa dell’accoglienza delle famiglie con bambini ospedalizzati. Gestendo case all’interno o in prossimità dei principali ospedali pediatrici italiani, diamo un supporto concreto per alleviare il fenomeno stressante ed economicamente pesante della migrazione sanitaria infantile.
Il nostro modello di business si fonda su un concetto che il nostro fondatore definiva “lo sgabello a tre gambe”. È un sistema bilanciato in cui la company, i fornitori e i nostri licenziatari devono necessariamente procedere insieme. Attualmente, il 90% dei nostri punti vendita è gestito in franchising da circa 170 imprenditori sparsi per l’Italia, che rappresentano l’anima in grado di dare vita al brand ogni giorno sul territorio. L’equilibrio perfetto di questa struttura è essenziale per rimanere anticiclici e crescere in modo sano. Questo meccanismo, infatti, da un lato offre enormi opportunità di sviluppo imprenditoriale ai licenziatari, e dall’altro spinge i nostri fornitori ad adeguarsi a standard di qualità e sicurezza estremamente sfidanti, mantenendo così un tasso di innovazione sempre molto alto.
L’adattamento al Made in Italy è stato un passaggio naturale che ha smentito nei fatti chi, quarant’anni fa, temeva che il nostro arrivo potesse indebolire la tradizione culinaria italiana. Al contrario, oggi investiamo oltre 400 milioni di euro all’anno sulla filiera agroalimentare italiana, un dato che ci posiziona orgogliosamente tra i primissimi investitori nel Paese. La maggior parte degli ingredienti che utilizziamo, come il pane, la carne e le verdure, è rigorosamente italiana. Nel tempo, abbiamo trasformato i nostri panini in veri e propri ambasciatori del gusto, inserendo ben 24 ingredienti certificati DOP e IGP all’interno delle nostre ricette. Siamo sempre in ascolto del territorio per supportare le filiere che attraversano momenti difficili. Lo abbiamo dimostrato ritirando tonnellate di pomodoro Pachino in crisi per la concorrenza straniera, valorizzando le pere dell’Emilia Romagna dopo i danni delle alluvioni e introducendo il miele biologico italiano nei nostri McCafé.
Siamo particolarmente attivi su due grandi fronti. Il primo riguarda il contrasto alla povertà alimentare, un impegno preso nel 2020 durante la pandemia. Con i ristoranti chiusi, ci siamo attivati subito preparando pasti caldi, partendo da Roma con la Comunità di Sant’Egidio e da Milano con il Banco Alimentare. Questa mobilitazione si è poi trasformata in un progetto nazionale duraturo che ci ha permesso di donare oltre un milione di pasti a persone in condizioni di estrema fragilità. Il secondo progetto ci vede orgogliosamente in prima linea al fianco del 1522. Lavorando con l’associazione Differenza Donna, abbiamo posizionato in tutti i bagni femminili dei nostri 800 ristoranti un adesivo recante il numero antiviolenza 1522 e un QR Code diretto ai centri specializzati sul territorio. Sfruttiamo la nostra massa critica per un servizio che funziona e riceve segnalazioni costanti, generando allo stesso tempo una profonda sensibilizzazione interna tra i nostri ragazzi, che prendono sempre molto a cuore queste tematiche.
Festeggeremo alla grande, perché in queste quattro decadi di McDonald’s sono successe davvero tantissime cose e il nostro brand non è mai stato una semplice comparsa nel dibattito culturale del Paese. Il 20 marzo saremo fisicamente a Piazza di Spagna per una festa memorabile, che prevedrà un enorme collegamento simultaneo tra Roma, i nostri uffici di Milano, tutti i licenziatari e le oltre 38 mila persone che lavorano nei nostri ristoranti italiani. Abbiamo già inaugurato le celebrazioni con il “ritorno delle leggende”, riproponendo panini storici amatissimi dal pubblico. L’evento clou sarà però durante la Design Week di Milano, dove presenteremo “Pool”, un’esibizione che richiama nel nome palindromo il senso di unione e del tempo che scorre. Sotto la direzione creativa di Nicholas Ballario, offriremo ai visitatori un’esperienza che unisce l’arte all’Intelligenza Artificiale, grazie a una speciale macchina del tempo e a un’esposizione della nostra iconica “memorabilia”, inclusi i gadget storici dell’Happy Meal. A coronare il tutto ci sarà un libro celebrativo prestigioso e ricco di testimonianze, per ripercorrere con emozione la nostra storia da quel primo giorno di primavera del 1986 fino ad oggi.





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