Seguici su
Tecnologia 18 Febbraio, 2020 @ 10:55

Arriva un nuovo social dove l’amicizia si chiede solo scattando una foto

di Nicola Di Turi

Contributor

Leggi di più dell'autore
chiudi
(Shutterstock)

Un like, un commento, una richiesta d’amicizia. O anche viceversa, ma pur sempre con una costante: trovarsi in rete, per poi incontrarsi dal vivo. È una consuetudine oggi imperante, quella che Octi si propone di rovesciare. E se tutto avvenisse prima offline e poi online? Il social network appena lanciato da Justin Fuisz scommette sulla qualità delle interazioni. L’app – solo per iPhone e non ancora disponibile in Italia – propone la creazione di un profilo personale esattamente come avviene su Facebook. Ma per chiedere l’amicizia a un’altra persona, è necessario inquadrarla con lo smartphone. Non esattamente una consuetudine oggigiorno, in cui non a caso le richieste d’amicizia piovono copiose.

Su Octi la via maestra per conoscere qualcuno è incontrarsi di persona. Per questa ragione il social network scommette sull’Augmented Reality, definendosi “la prima piattaforma di realtà aumentata basata sulle persone”. Dopo l’accesso, l’app chiede di inquadrare l’interlocutore. E grazie all’intelligenza artificiale, Octi rileva la presenza di un iscritto alla piattaforma – se inquadrato dalla fotocamera – suggerendo quindi la connessione tra i due utenti. Appunto, però, solo a fronte di un incontro di persona. Provando quindi a ristabilire un’identità nella relazione tra online e offline.

Connettere le persone online non basta più, insomma. E se n’era accorto già Mark Zuckerberg, qualche tempo fa. «Prima pensavo che se solo avessimo dato alle persone la possibilità di esprimersi e le avessimo aiutate a connettersi, il mondo sarebbe migliorato da sé. Ora credo che non basti connettere il mondo: dobbiamo fare in modo che si unisca sempre più», aveva dichiarato il fondatore di Facebook in un’intervista alla CNN. E il mercato sembra aver risposto positivamente alla volontà di attribuire un valore alle connessioni definite efficacemente dalla crasi onlife, a cavallo tra reale e virtuale.

Le richieste d’amicizia targate Octi hanno già raccolto il favore di diversi investitori. L’app ha ricevuto finanziamenti per 12 milioni di dollari da una cordata formata dalla lega professionistica di football americano NFL, Live Nation e fondi come Anheuser-Busch InBev, Bold Capital Partners e Human Ventures. Il social network fondato da Justin Fuisz è inoltre supportato – tra gli altri – dal Chief Product Officer di Adobe Scott Belsky e dall’ex manager di Snapchat Tom Conrad.

Inquadrando l’interlocutore con la fotocamera dell’iPhone si può quindi richiedere la connessione e avere accesso al profilo dell’utente. La cui personalizzazione è simile a quella offerta dai social network più diffusi: si possono condividere testi, foto, video, brani musicali da Spotify e Youtube. In bacheche pubbliche, o ristrette agli amici, simili a quelle che troviamo su Facebook e Twitter. Secondo il fondatore di Octi, l’app riesce a rilevare la presenza dell’interlocutore inquadrato sul social network in 20 millisecondi.

Secondo una ricerca diffusa da Octi, firmata dall’analista Rich Greenfield, Octi offre agli adolescenti un motivo convincente per incontrarsi, oltre che per comunicare usando lo smartphone. E dopo aver offerto di usare Octi a 50 studenti della Huntington Beach High School, nel sud della California, secondo il fondatore avrebbero cominciato ad usare l’app circa 1.200 dei 2.000 iscritti all’istituto.

Octi prova a entrare in un settore ormai saturo, secondo gli analisti, presidiato stabilmente da social network che contano su miliardi di iscritti in tutto il mondo. Il tentativo può ricordare gli sforzi profusi dalle decine di emuli di Google che negli ultimi due decenni hanno provato a scardinare il settore, lanciando motori di ricerca “nuovi e innovativi” per definizione. Tentativi abortiti e spesso finiti nel dimenticatoio, spenti dall’egemonia esercitata dagli attori già in campo. Octi scommette quindi su una nuova era dei social network, improntata ad un uso più consapevole dei nostri alter ego online. Ma avremo davvero voglia di incontrarci, prima ancora di aver compreso quanto ne valga la pena?

Tecnologia 15 Gennaio, 2020 @ 9:07

La realtà aumentata salta lo steccato: in arrivo investimenti record dalle aziende

di Massimiliano Carrà

Staff

Leggi di più dell'autore
chiudi
shutterstock

Realtà Virtuale (VR), Realtà Aumentata (AR) e Realtà Mista (MR). Sono queste le ossessioni tecnologiche presenti e future delle aziende. A dimostrarlo non è solamente la loro già applicazione all’interno di diversi oggetti tech, come gli smartphone, ma anche e soprattutto gli investimenti aziendali previsti per i prossimi anni. 

Secondo un report dedicato all’industria della realtà Virtuale ed Aumentata realizzato da Klecha & Co, banca d’investimento privata internazionale specializzata nel tech advisory, nel 2023 le aziende spenderanno in questo settore circa 121 miliardi di dollari, ossia il triplo rispetto ai 40 miliardi di dollari prospettati per il mercato consumer. 

Realtà Virtuale e Aumentata: cambiamenti e i vantaggi

Come sottolinea il report, la transizione delle società verso un ecosistema digitale, in cui la Realtà Virtuale e Aumentata giocheranno un ruolo fondamentale, porterà diversi vantaggi, in particolare tre:

  • aumento della produttività
  • riduzione delle inefficienze
  • trasformazione dei modelli di business tradizionali

Ovviamente però va sottolineato un altro aspetto. Visto che ormai la realtà digitale si sta sviluppando rapidamente, dato il suo ampio utilizzo – dalle aziende manifatturiere alle agenzie di marketing e anche agli istituti di formazione – è impossibile non prospettare che i cambiamenti in tutti i settori saranno tanti, compreso anche il modo di affrontare la formazione.

Ad esempio, come sottolinea la banca di investimento, grazie alla VR, i chirurghi possono eseguire un intervento chirurgico ad alto rischio in un ambiente virtuale realistico e gli ingegneri nucleari possono simulare situazioni che non possono essere replicate nella vita reale.

Previsti investimenti record nei prossimi anni

Entrando nel dettaglio del report, un numero crescente di aziende si sta aprendo alla tecnologia della realtà digitale, tant’è che proprio in questo ambito nel 2017 sono stati registrati 281 investimenti per un valore di 2,3 miliardi di dollari.  Il 70% di questi investimenti sono stati realizzati negli Stati Uniti e in Cina. Sono loro infatti i principali mercati della Realtà Virtuale e Aumentata. 

Le previsioni però sono ancora più rosee. Tant’è che secondo IDC, primo fornitore di informazioni globali, servizi di consulenza ed eventi, la spesa mondiale in AR e VR entro il 2023 dovrebbe raggiungere circa 161 miliardi di dollari (121 per l’industria, 40 per i consumatori) con un tasso di crescita annuo composto a cinque anni del 78,3% .

I limiti attuali

Anche se la realtà digitale rappresenta il futuro della tecnologia, tuttavia oggi ha ancora dei limiti importanti che ne ostacolano la veloce e immediata diffusione e il cosiddetto consumo di massa. 

Al momento infatti la Realtà Virtuale e Aumentata non sono esattamente qualcosa che le persone possono semplicemente accendere e iniziare a usare. Generalmente – come evidenzia Klecha – è necessario alimentare il sistema con informazioni, come modelli 3D, hardware specifici per il riconoscimento facciale e tanto altro ancora. 

L’ostacolo principale però al momento è quello relativo alla User Experience. In un’indagine infatti circa il 27% degli intervistati ha evidenziato che proprio questa componente è il problema principale. 

Tecnologia 19 Giugno, 2019 @ 1:17

Arriva su Youtube il primo tutorial per make-up con la realtà aumentata

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

Scrivo di moda, viaggi, arte e nuove tendenze.Leggi di più dell'autore
chiudi
trucchi pc
(shutterstock)

Il mondo del beauty si prepara ad accogliere una nuova rivoluzione (tecnologica). Con i tutorial di make-up sempre più popolari nel web, YouTube ha ben pensato di sfruttare questo trend lanciando un filtro per truccarsi online. Si chiama AR Beauty Try-On ed è un sistema basato sulla realtà aumentata che consente di provare diverse combinazioni di make up direttamente dall’app di YouTube.

Tutorial trucco: come funziona il filtro di YouTube

La nuova funzionalità della piattaforma americana che sfrutta la realtà aumentata permette agli utenti di provare virtualmente il trucco del video dell’influencer che stanno guardando in un determinato momento. Il tutto grazie alla condivisione dello schermo: nei video che avranno questa funzionalità attiva, l’utente potrà attivare la fotocamera frontale e attraverso una maschera interattiva, provare virtualmente il prodotto presente nel filmato. In questo modo, se rimane soddisfatto dal risultato potrà acquistare il prodotto (un apposito pulsante indicato nel video indirizzerà l’utente alla pagina e-commerce del marchio). Se sarà o meno un successo è ancora presto per dirlo. Intanto, la piattaforma statunitense ha fatto sapere che durante la fase di test il 30% delle persone ha attivato l’esperienza AR impiegando in media 80 secondi per provare un rossetto virtuale.

volti trucco
(sephoravirtualartist.com)

Make-up revolution: Mac Cosmetics e gli altri

Attualmente disponibile in versione alpha tramite FameBit, piattaforma di branded contents di YouTube, il filtro ha già attirato l’attenzione di colossi della bellezza come MAC Cosmetics che ha sperimentato una campagna pubblicitaria utilizzando il sistema AR Beauty Try-On. Ma a sfruttare le potenzialità della realtà aumentata sono stati in passato anche altri nomi del settore. Come Sephora con la sua Sephora’s Virtual Artist per vivere un’esperienza beauty 3D e L’Oréal che ha unito le sue forze con Facebook per lanciare test virtuali, Live Try-Onche permettono agli acquirenti di provare virtualmente prodotti diversi prima dell’acquisto.

Tecnologia 8 Aprile, 2019 @ 9:00

Google e il CERN hanno creato un’app per godersi la nascita dell’universo

di Antonio Piazzolla

Studente universitario, mi occupo di giornalismo scientifico.Leggi di più dell'autore
chiudi
uomo guarda lo spazio
(GettyImages)

Un “posto in prima fila” per assistere alla nascita dell’Universo, stando comodamente seduti a casa (ma anche in ufficio e ovunque vogliamo), grazie alla realtà aumentata: un viaggio interattivo unico a ritroso nel tempo, fino a 13,8 miliardi di anni fa, per riscoprire come si sono formati lo spazio, il tempo e l’universo a noi visibile.

L’applicazione si chiama “Big Bang AR” (dove AR sta per Augmented-Reality) ed è stata sviluppata dai ricercatori del CERN in collaborazione con la Google Arts and Culture, progetto di Google che ingloba su una piattaforma le immagini in alta risoluzione di opere d’arte esposte in vari musei in tutto il mondo, oltre che una visita virtuale delle gallerie in cui esse sono esposte. Presentata lo scorso 6 marzo al Google Arts and Culture event di Washington D.C., l’app è disponibile per Android e iOS.

Big Bang Ar, la realtà aumentata a servizio della divulgazione

Appassionare il grande pubblico alla scienza. Con questa prerogativa è nata un’app unica nel suo genere: Guarda l’universo formarsi nel palmo della tua mano. Assisti alla nascita delle prime stelle, del nostro sistema solare e del pianeta che chiamiamo ‘casa’. Immergiti nel mistero ancestrale della formazione dell’universo e guarda gli eventi accadere attorno a te, nelle tue mura domestiche o nell’ambiente fisico che ti circonda. Impara a conoscere le microscopiche particelle che costituiscono ogni cosa e ogni persona che conosciamo, e scopri se siamo davvero fatti di stelle” – sono alcune delle righe di presentazione nella descrizione dell’app nei vari store.

Il progetto è nato con lo scopo di far appassionare il pubblico ai grandi temi della scienza ma in maniera innovativa, con un’esperienza coinvolgente e unica, almeno per quanto riguarda il campo della divulgazione scientifica: l’utente, guidato dalla voce narrante dell’attrice Tilda Swinton, può interagire con gli elementi presenti sullo schermo del proprio dispositivo per accedere ad informazioni più dettagliate sull’oggetto selezionato, oppure avvalersi della rotazione del dispositivo per osservare stelle, galassie e pianeti con angolazioni diverse.

Solo la realtà aumentata può farci capire che l’universo ci circonda

“Perché avvalersi della realtà aumentata? Perché un’app che racconta la storia dell’universo dovrebbe essere immersiva: descrive tutto ciò che ci circonda, e noi ne facciamo parte. Non importa in quale direzione siamo diretti, l’universo è sempre lo stesso: lo stesso fondo cosmico, la stessa composizione di stelle, la stessa densità di galassie, ecc. La realtà aumentata dovrebbe chiarirlo – spiegano gli scienziati sul sito ufficiale del CERN.

I ricercatori hanno anche sviluppato cinque tour guidati per la sezione “Invenzioni e Scoperte” di Google Arts and Culture: tra queste si annovera anche il tour guidato sulla nascita del World Wide Web (idea nata nel 1989 dal ricercatore Tim Berners-Lee, e sviluppato al CERN due anni più tardi, il 6 agosto del 1991) e quello sulla scoperta del Bosone di Higgs.