Botticelli milionario: vendita record a un misterioso collezionista russo

Botticelli giovane uomo
Il “Ritratto di giovane con tondo di santo” di Botticelli (Cindy Ord/Getty Images)
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Il “Ritratto di giovane con tondo di santo” di Botticelli (Cindy Ord/Getty Images)

“92 milioni di dollari per un Botticelli e non è nemmeno la Primavera”. I commenti a margine della nuova asta di Sotheby’s a New York suonano alquanto piccati, dopo che un piccolo dipinto del maestro del Rinascimento è finito – secondo indiscrezioni – nelle mani di un misterioso investitore russo. La cifra esatta, comprensiva dei diritti della casa d’asta, è di 92 milioni e 184mila dollari. Un importo che rappresenta l’atto finale di un’operazione abilmente tessuta da Sotheby’s, iniziata sei mesi fa online con esposizioni ah hoc a Londra, Dubai, Los Angeles e New York.

L’opera, Ritratto di giovane con tondo di santo, del 1475 circa, è opera di Sandro Botticelli – vero nome Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi – ed è stata esposta in musei come il Metropolitan di New York e la National Gallery di Washington. Raffigura un nobile che tiene in mano un dipinto rotondo di un santo ed è una delle opere assegnate alla Master Week newyorkese di Sotheby’s. Il giovane, secondo gli studiosi del periodo, potrebbe essere un membro della famiglia fiorentina dei Medici, tra i principali mecenati del maestro. L’opera che tiene in mano è in effetti un tondo ligneo dipinto nello stile dell’artista senese Bartolomeo Bulgarini.

Il ritratto è uno delle tre opere dell’artista, universalmente noto per La nascita di Venere e la Primavera, finite in mani private.  

Dal re del cemento al misterioso magnate russo

“L’opera non è solo un dipinto eccezionale”, ha dichiarato Christopher Apostle, che dirige il dipartimento di pittura dell’arte classica di Sotheby’s a New York. “È anche la perfetta sintesi della bellezza e di un momento irripetibile nella storia dell’arte, in cui è iniziata gran parte della nostra civiltà occidentale”.

In periodi di turbolenza e assalti alla finanza simboleggiata da Wall Street – basti pensare al caso GameStop -, l’investimento in arte rappresenta una mossa senza rischi. Il Botticelli proviene dalla proprietà del defunto miliardario immobiliare Sheldon Solow, che ha acquistato l’opera da Christie’s nel 1982 per 810mila sterline. Solow, scomparso nel novembre scorso a 92 anni, è comparso nella classifica di Forbes dei più ricchi al mondo nel 2020, con patrimonio netto di 4,4 miliardi di dollari, ed è stato un palazzinaro di alto livello a New York. Era famoso per la sua torre dedicata agli uffici sulla 57esima strada, con vista su Central Park.

I maestri all’asta: Botticelli, Leonardo e gli altri

Salvator Mundi Leonardo
Il “Salvator Mundi” di Leonardo Da Vinci (Drew Angerer/Getty Images)

Certo, i 92 milioni di dollari impallidiscono di fronte al prezzo più alto pagato per un’opera d’arte classica. Il Salvator Mundi attribuito a Leonardo da Vinci fu venduto all’asta per 450 milioni di dollari da Christie’s: tre volte la valutazione di mercato stimata da vari critici e galleristi di livello internazionale. Un capolavoro riscoperto una decina di anni fa che rappresenta l’immagine di un Cristo non già sofferente sulla croce, ma dall’aspetto sereno, vestito di blu, che tiene nelle mani un globo: una delle circa venti opere rimaste del maestro fiorentino.

Secondo Thomas Campbell, autorità nel campo dell’arte classica che ha diretto in passato il Metropolitan Museum of Art, “il Salvator Mundi possiede la giusta dose di fascino e mistero per essere paragonato alla Gioconda, che al Louvre crea una perenne coda di visitatori tutti i giorni dell’anno”. Certo, alla super valutazione hanno contribuito operazioni di marketing e comunicazione e anche il piccolo brivido dato dalla sua incerta autenticità.

Per inquadrare la portata della vendita del Ritratto di giovane con tondo di santo del Botticelli, è utile citare qualche altra vendita record. Les Femmes d’Alger di Pablo Picasso, per esempio, fu battuto all’asta nel 2015 per 179,4 milioni di dollari, un Jackson Pollock del 1948 per 148,1, il Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, opera simbolo di Gustav Klimt, per 142,8, il Ritratto del dottor Gachet di Vincent Van Gogh per 134,1, i Covoni di Claude Monet per 110,7. Rabbit, la scultura di Jeff Koons, fu venduta per 91,1 milioni, Buffalo II di Robert Rauschenberg per 88,8 milioni nel maggio scorso, la Femme au Chien di Pablo Picasso per 54,9.