Ora il cibo lo portano i droni: il mercato vale 6 miliardi di dollari

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Un drone di Amazon (foto Amazon)
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Un drone di Amazon (foto Amazon)

Da mercato sperimentale a mercato reale, con finanziamenti importanti e grandi nomi del food coinvolti. Le consegne via drone sono a una svolta, dopo che la Federal aviation administration (Faa) ha dato ad Amazon la sua approvazione per un programma di consegne aeree. Un lungo percorso iniziato nel 2007, quando la società di Jeff Bezos pubblicò video sorprendenti, ma che suscitarono anche qualche sorriso di sufficienza tra gli addetti ai lavori. 

La Faa sottolinea che l’approvazione permetterà alla società di Seattle di “consegnare pacchi ai clienti in modo sicuro ed efficiente”. Gli analisti valutano il mercato delle consegne a domicilio 6 miliardi di dollari da qui al 2026. Un settore spinto dal  lockdown in cui emerge il caso di Flytrex, startup di Tel Aviv che opera in Usa e ha testato un modello di delivery aereo nella Carolina del Nord, consegnando articoli partiti dai ristoranti dell’Holly Springs Towne Center e giunti in un punto di ritiro dopo cinque minuti di volo. Tra le voci del menù compaiono “pasticcini e pasti leggeri” realizzati da marchi come Starbucks e dalla storica catena di fastfood Dairy Queen Blizzard, nata nel 1940. Esempio lampante di evoluzione dei consumi, complici nuove tecnologie e mobilità aerea urbana.

“Il nostro drone è più gentile della maggior parte dei corrieri umani”, ha affermato Yariv Bash, co-fondatore e ceo di Flytrex. 

Dove volano i concorrenti

La concorrenza in aria è feroce. Walmart, catena di supermercati leader nel mondo, inizierà in estate un test per le consegne via droni lungo il confine tra Arkansas e Missouri, in collaborazione con il fornitore di droni Zipline, basato in California e finanziato da Sequoia, A16Z, GV, Temasek, TPG, Baillie Gifford e Katalyst Ventures.

Air Canada, nel frattempo, ha un sostanzioso piano per supportare le consegne con i droni di articoli acquistati su siti di e-commerce, che ha territori molto adatti all’attività dei droni. Japan Airlines si sta attrezzando con una linea di droni dedicati ed è coinvolta in un progetto di consegna. E perfino Astral Aviation, in Kenya, ha inaugurato una divisione per i droni.

È particolare anche il caso del produttore di camion Workhorse group, che sta iniziando le sue consegne a Loveland, in Ohio. L’azienda, che impiega suoi camion elettrici, ha brevettato un sistema per ospitare un drone nascosto sul tettuccio del veicolo, che consegna pacchi mentre l’autista si occupa manualmente degli oggetti più fragili. In una intervista alla Abc, il portavoce di Workhorse ha spiegato che, utilizzando mezzi elettrici e droni, il costo di una consegna crolla a 4 centesimi di dollaro.

Le leggi sui droni

Quali sono i vantaggi reali nelle consegne via droni rispetto ai normali corrieri? “I nostri droni sono stati progettati sin dal primo giorno per applicazioni di vendita al dettaglio e soprattutto di consegna di cibo” afferma Yariv Bash. “Se dicessi a FedEx di consegnarmi una pizza con salame piccante a casa, rimarrebbero perplessi, anche se FedEx già consegna milioni di pacchi “.

Dopo anni di braccio di ferro con gli operatori di droni sulle necessarie garanzie di sicurezza, la Faa ha iniziato a emettere permessi. Chiede agli operatori, per esempio, che i sistemi di aeromobili senza pilota (Uas) trasmettano informazioni di identificazione o posizione. E molte richieste senza le caratteristiche necessarie sono state respinte al mittente negli ultimi anni.

Uno dei punti fondamentali è la capacità tecnologica di volare sopra la quota alla portata della vista umana, passaggio fondamentale per la crescita della consegna dei droni nel mercato dell’e-commerce. “Con la Faa”, conclude Bash, “stiamo affrontando gli stessi test e lo stesso processo che superano gli aeroplani con equipaggio. Il livello di sicurezza è lo stesso”.