“Mai scommettere contro gli Usa”: la lettera annuale di Warren Buffett agli azionisti

Warren Buffett
Warren Buffett (Steve Pope/Getty Images
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“Non bisogna mai scommettere contro l’America”. È questo uno dei messaggi più forti lanciati da Warren Buffett, presidente e ceo di Berkshire Hathaway, nella sua tradizionale lettera annuale, pubblicata sul sito ufficiale della holding di investimento, indirizzata agli azionisti. Un monito chiaro e deciso che segue un pensiero ben radicato nella strategia delll’oracolo di Omaha. “Da 232 anni anni a questa parte (ossia dalla sua breve esistenza), nessuna nazione è riuscita a far emergere il potenziale umano come l’America. Nonostante alcune gravi interruzioni, il progresso economico del nostro Paese è stato mozzafiato”.

Un appunto doveroso e non solo patriottico a cui fanno da contorno, tra i tanti aspetti evidenziati, i guadagni totali registrati Berkshire Hathaway, si sono attestati a 42,5 miliardi di dollari, derivanti da quattro componenti ben precise:

  • +21,9 miliardi di utili operativi (-9% rispetto al 2019, anche perché non sono state realizzate acquisizioni)
  • +4,9 miliardi di plusvalenze
  • +26,7 miliardi di plusvalenze nette non realizzate (ma che sono intrinseche nelle azioni detenute dalla Berkshire Hathaway)
  • -11 miliardi di svalutazione del valore di alcune società controllate e affiliate.

“Abbiamo aumentato il valore intrinseco per azione della Berkshire Hathaway, sia trattenendo gli utili che riacquistando circa il 5% delle nostre azioni (un buy back record di circa 24 miliardi), dichiara Warren Buffett, che aggiunge: “Qualunque siano le cifre di oggi, credo fermamente in Charlie Munger, mio partner di lunga data, e quindi che le plusvalenze di Berkshire dalle sue partecipazioni di investimento saranno sostanziali. Naturalmente, alcune delle nostre partecipate deluderanno, aggiungendo poco o nulla al valore della loro azienda in termini di guadagni. Ma altre performeranno, anche in modo spettacolare”.

Ciò che è importante è che “il lavoro di Berkshire è semplicemente quello di non intromettersi nel successo dell’azienda. Quando un business produce e distribuisce un prodotto di consumo non essenziale, il cliente è il capo”.

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I gioielli societari di Warren Buffett

Dopo aver precisato che la sua Berkshire Hathaway viene erroneamente etichettata come un conglomerato (“termine negativo dato alle holding che possiedono diverse imprese indipendenti”), visto che descrive solo in parte la sua società, l’oracolo di Omaha evidenzia che la Berkshire rimarrà un insieme di aziende controllate e non. “Charlie e io impiegheremo il vostro capitale (riferendosi quindi in maniera diretta agli azionisti) in tutto ciò che riteniamo abbia più senso, in base a diversi fattori, tra cui i punti di forza competitivi e durevoli di quella azienda e la sua capacità di gestione”.

Inoltre, evidenzia Buffett, “la maggior parte del valore di Berkshire, tuttavia, risiede in quattro aziende, tre controllate” – tra cui la BNSF, la più grande ferrovia americana (al 100% di proprietà della holding) e la Berkshire Hathaway Energy (di cui ha un controllo del 91%) – e una in cui abbiamo una partecipazione 5,4%, ossia Apple)”. Proprio riguardo la prima, la BNFS, Buffett ha evidenziato che i suoi guadagni annuali sono cresciuti da 122 milioni di dollari a 3,4 miliardi, durante i 21 anni di proprietà.

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