Usare l’intelligenza artificiale per individuare corruzione e inquinamento: il progetto di Porsche, Audi e Volkswagen

(Shutterstock)
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PorscheAudi e Volkswagen hanno lanciato un progetto pilota che utilizza l’intelligenza artificiale per monitorare la sostenibilità della supply chain ed identificare eventuali fattori critici come inquinamento ambientale, violazioni dei diritti umani e corruzione, non solo tra i partner commerciali diretti, ma anche ai livelli inferiori della catena di approvvigionamento.

Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, l’industria rappresenta più della metà delle emissioni nocive e contribuisce in misura significativa al rilascio di sostanze inquinanti nell’acqua e nel suolo. La base di questo sistema intelligente di monitoraggio è un algoritmo sviluppato dalla startup austriaca Prewave, al quale si appoggeranno i tre brand. Questa tecnologia è in grado di identificare e analizzare le notizie relative ai fornitori dai media e dai social network in più di 50 lingue e oltre 150 Paesi. Qualora venissero rilevate indicazioni di “allarme” per la sostenibilità nella catena di fornitura, i marchi verrebbero immediatamente informati per esaminare i fatti e considerare l’avvio di contromisure, inclusa l’interruzione dei rapporti con il fornitore in questione.

“Prewave ci consente di gestire i rischi in modo mirato, anche nelle catene di approvvigionamento di livello inferiore. Per noi si tratta di trasparenza”, afferma Markus Wagner, responsabile della strategia di approvvigionamento e sostenibilità di Porsche AG. Già a partire dal 2019 è stato progressivamente introdotto l’S-Rating, giudizio di sostenibilità per i fornitori, come criterio soggetto ad aggiudicazione obbligatoria sui singoli brand del gruppo. Ora si sta facendo un ulteriore passo in avanti. Dall’inizio del progetto pilota, avviato ad ottobre 2020, le tre aziende del gruppo Volkswagen hanno già analizzato più di 5.000 parole chiave e stanno monitorando oltre 4.000 fornitori. Il grande vantaggio offerto da questa tecnologia sarà la velocità con cui i brand verranno a conoscenza dell’anomalia potendo così prendere provvedimenti in tempi brevi.