La storia di Herb Chambers, il miliardario delle auto che ritirava carrelli nei parcheggi dei supermercati

Herb Chambers
(foto herbchambers.com)
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Herb Chambers sa di essere una fortunata eccezione. E lo ricorda a se stesso ogni giorno. “Mentre vado al lavoro, la mattina, vedo persone che scavano buche, o montano strutture d’acciaio, o guidano camion. Questa è la loro vocazione, quello che devono fare”, ha raccontato al Boston Globe. “Poi penso a quello che faccio io, che vengo da Dorchester, il quartiere della classe operaia bostoniana. Anch’io dovrei guidare camion o mettere su l’acciaio. Eppure, in un modo o nell’altro sono finito qui: ogni giorno devo darmi un pizzicotto”.

Per “qui”, Herb Chambers intende essere il signore del mercato dell’auto di Boston e dell’intero stato del Massachusetts. Forbes stima il suo patrimonio in oltre 2 miliardi di dollari.

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Chi è Herb Chambers

Herb, racconta il Boston Magazine, nasce nel 1941 in una casa di proprietà della nonna materna, in cui vive con i genitori, un fratello e due sorelle. Il padre è un creatore e disegnatore di pubblicità, la madre una casalinga. Il sito Autonews.com, portale di uno dei principali giornali americani dedicati all’industria automobilistica, racconta che il colpo di fulmine arriva 10 anni più tardi: Herb si innamora di una Skylark del 1953, esposta nella vetrina di un concessionario del suo quartiere. Ogni giorno, per un mese, va in bicicletta davanti alla vetrina per ammirare l’auto, incantato.

A 13 anni, per contribuire alle spese dell’affitto, Herb mente sulla propria età per ottenere un impiego in un supermercato della zona: il suo primo lavoro consiste nel ritirare i carrelli della spesa nel parcheggio. La sua etica del lavoro inizia presto a emergere e gli vale in breve una serie di promozioni e aumenti. Meno spiccata la propensione agli studi, che abbandona a 17 anni, poco prima di terminare il liceo.

Gli anni in Marina

Chambers si arruola quindi in Marina, dove diventa elettricista aeronautico e si occupa della supervisione della pulizia degli aerei da combattimento. Quattro anni dopo, al momento di tornare a casa, Herb non ha molto per le mani. Va così a lavorare in un bar che la madre aveva ereditato da un fratello deceduto. Ma dopo neanche due mesi viene licenziato perché non ha aperto il bar la domenica (a quanto pare, era in realtà il turno del padre).

Un giorno il ragazzo trova sul Boston Globe un annuncio di lavoro come riparatore di fotocopiatrici a 75 dollari a settimana, più la commissione su eventuali contratti di servizio. Anche nel nuovo impiego, etica del lavoro e talento per gli affari spingono presto Herb a posizioni importanti, fino a quando non decide di andarsene per avviare una propria attività, sempre nel campo delle fotocopiatrici. “Se posso vendere contratti di servizio per loro, posso farlo per me stesso”, pensava. Chambers chiede un prestito di 500 dollari alla madre e inizia, nei primi anni ’70, la sua avventura imprenditoriale. Oggi ricorda che, all’apice del successo, la sua A-Copy impiegava 1.400 persone in 36 uffici. Nel 1983, Chambers vende l’azienda alla Alco Standard Corporation per circa 80 milioni di dollari.

Herb Chambers, signore delle auto

Altri avrebbero forse pensato di fermarsi e godersi la vita. Ma un giorno Chambers entra in un concessionario Cadillac del Connecticut. Dopo mezz’ora ha già le idee chiarissime: non acquista solo l’auto, ma anche l’intero concessionario. È convinto, infatti, di poter offrire un servizio molto migliore di quello ricevuto da lui. Anzi, un servizio “perfetto”, per usare una delle sue parole preferite. Herb Chambers è stato, per esempio, il primo concessionario di auto a pulire gli esemplari appena arrivati e a prepararli per essere subito utilizzabili, oggi uno standard per tutto il settore.

Una Skylark del 1953 fa oggi parte della collezione personale di auto di lusso di Chambers. Sul sito ufficiale di Herb, nella sezione “Chi siamo”, una sua foto è accompagnata dalla frase “Non ti piacciono i concessionari di auto? Grande. Neanche a me”. Forse la chiave per capire come mai il bimbo che ammirava la Skylark in una vetrina di Dorchester abbia fatto della perfezione la sua ragione di vita.