Un polo finanziario europeo per promuovere l’innovazione: Azimut entra nel capitale di P101

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Pietro Giuliani, presidente di Azimut (Imagoeconomica)
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Dar vita a un polo di riferimento europeo per il capitale e gli imprenditori dell’innovazione. Offrendo contemporaneamente una gamma completa di fondi e strumenti in grado di accompagnare le realtà innovative nei diversi stadi della propria crescita (dall’early al late stage) e permetterle di competere sul mercato internazionale. È questo il nuovo obiettivo su cui stanno lavorando P101 Sgr e Azimut, i due partner che a gennaio 2020 hanno lanciato Italia 500, il primo fondo di venture capital aperto al retail.

Con l’obiettivo di apportare competitività al sistema domestico del venture e dell’innovazione in un mercato europeo in cui l’Italia ha sempre espresso dimensioni e capacità di investimento molto inferiori rispetto agli altri paesi, l’accordo prevede l’ingresso di Azimut con una partecipazione del 30% nel capitale di P101 Sgr, attraverso una operazione di aumento di capitale. E il mantenimento della totale indipendenza operativa da parte di P101 Sgr e del suo team di investimento. Senza dimenticare che Azimut e P101 Sgr collaboreranno nell’organizzazione, e la distribuzione, di una offerta che vada incontro al crescente interesse degli investitori retail e istituzionali per questa asset class.

“L’Italia è il paese dell’innovazione e dell’imprenditorialità per eccellenza e continua a dimostrare di esserlo con un fiorire di nuova imprenditoria capace di qualità: i risultati delle società in cui abbiamo investito ce lo confermano. La disponibilità di capitale a cui hanno accesso queste nuove realtà resta però un tema aperto: riteniamo si possano e debbano affiancare iniziative, come la nostra, per mettere a disposizione tutte le risorse necessarie”, dichiara Andrea Di Camillo, fondatore e managing partner di P101 Sgr che aggiunge: “Riteniamo cruciale, infatti, fornire a start-up e scale-up un operatore capace di supportare le migliori realtà italiane a scalare e a competere sulla scena internazionale, così come di poter diventare un paese in grado di attrarre le migliori società innovative a livello europeo”.

Soddisfatto anche Pietro Giuliani, presidente del Gruppo Azimut: “Siamo molto soddisfatti di aver ulteriormente rafforzato la partnership con Andrea e P101, che da una collaborazione iniziale di prodotto si svilupperà verso logiche industriali per avvicinare sempre di più il risparmio privato e gli investitori istituzionali al mondo degli investimenti alternativi e dell’economia reale. Vogliamo costruire insieme soluzioni d’investimento che mirano ad investire in tecnologie innovative affiancando realtà imprenditoriali dinamiche e con alto potenziale di crescita. Dopo aver raggiunto il target di 2 miliardi di euro di masse a fine 2020 in prodotti di economia reale, siamo concentrati per portare, grazie alle competenze gestionali al momento presenti in Italia e negli Stati Uniti, l’asset allocation ad avere almeno 15% di masse in fondi alternativi, permettendo così di generare performance positive per i nostri clienti nel medio/lungo periodo”.

I numeri del settore del Venture Capital nel 2020

Il settore del venture capital ha fatto registrare nel 2020 volumi, a livello mondiale, per circa 300 miliardi di dollari, con un IRR mediano (per i fondi vintage 2017) del 18,8% che lo posiziona per il decimo anno di seguito tra l’asset class alternativa più performante. L’Italia ha invece messo a segno negli scorsi 12 mesi volumi per quasi 800 milioni di euro per 306 operazioni (in crescita rispetto ai 600 milioni di euro e 244 operazioni dell’anno precedente) e un IRR lordo aggregato del 14,8%. Tra l’altro, gli ultimi 15 mesi sono stati inoltre caratterizzati dall’aumento dell’attività di M&A che ha iniziato a portare con sé exit interessanti per gli investitori, come Campari/Tannico, Satispay/TIM Ventures, Tencent, Square, e LGT.

All’interno di questa fotografia del mercato del venture capital nel 2020, P101 si posiziona come il secondo operatore più attivo (dietro a CdP con i suoi diversi fondi) avendo realizzato, nei passati 12 mesi, 7 nuove operazioni di investimento e 5 follow-on che hanno assegnato 15,5 milioni di euro. Contando in totale, dall’inizio della sua attività (2013) oltre 100 operazioni di investimento in oltre 40 società e 5 exit. Azimut, invece, con fondi di private equity, private credit, venture capital e infrastrutture a cui possono avere accesso anche gli investitori retail, conta una raccolta di oltre 2 miliardi di masse sui prodotti di private markets.

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