La crisi dei microchip rovina le feste a Nintendo. “Faremo di tutto per ridurre l’impatto sulle vendite”

Photo by John Sciulli/Getty Images for Nintendo
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La carenza dei chip non è un gioco. Si potrebbe usare questa frase per commentare il recente annuncio di Nintendo circa le consegne della sua console Switch. 

È stato un alto dirigente della casa di videogame nata alla fine del 1800 come distributore di carte da gioco ad annunciare il problema della consegne in un incontro ristretto con gli analisti riportato da Reuters. “La crisi dei semiconduttori sta avendo ripercussioni sulla finalizzazione delle nostre console di gioco. Stiamo cercando in ogni modo sostituire componenti e modificare i nostri progetti per ridurre l’impatto sulle vendite”.

Il rischio di perdere il momento magico

L’annuncio ha una certa gravità per l’azienda che ha creato un personaggio best seller come Super Mario, almeno per due motivi. Il primo riguarda il periodo che sta vivendo il mercato, alla vigilia di una vera esplosione delle offerte di prodotti tecnologici. Per di più si para davanti una striscia magica per i costruttori che inanella il BlackFriday del 26 novembre, il successivo CyberMonday e poi l’onda lunga che va da Natale all’Epifania. Ogni anno in questo periodo viene consegnato circa il 30% di tutte vendite dell’anno.   

Troppo concentrati sull’hardware

Il secondo motivo è più strutturale e riguarda le scelte industriali di Nintendo che grazie a console di grande successo popolare è rimasta indietro rispetto ai concorrenti sul fronte del cloud computing. Secondo il sito specializzato gameslegends nel corso del 2020 Nintendo ha venduto 28,3 milioni di console tra Switch e Switch Lite. Con un titolo best seller come Animal Crossing: New Horizons a fare da traino con 21 milioni di copie consegnate. 

Davanti a questi numeri Nintendo ha per così dire disinvestito nel passaggio storico – che altri player di videogiochi come Xbox e Playstation hanno già fatto – verso l’espansione dei loro servizi di abbonamento e cloud gaming. 

La politica commerciale extra-console

Il mercato delle console deve fare conti con la flessione della produzione di chip anche se ha messo a segno un periodo di vacche grasse. L’analista Daniel Ahmad ha pubblicato un tweet ripreso dal sito specializzato Eurogamer che parla di 93 milioni di Nintendo Switch vendute dal suo lancio. Nello scorso mese di ottobre Nintendo ha lanciato a sorpresa la versione Oled della Nintendo Switch che offre una qualità d’immagini molto superiore e un coinvolgimento emotivo più immediato. Nintendo però non è ferma solo alle console. Sta conducendo una politica extra-console con accordi per i parchi a tema da aprire anche negli Usa in joint venture con gli Universal Studios.