Jack Dorsey lascia Twitter: “Ho messo al primo posto la società, non il mio ego”

Jack Dorsey Twitter
Jack Dorsey (foto Joe Raedle/Getty Images)
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Nel 2008 era stato licenziato perché accusato di concentrarsi più sui suoi hobby che sull’azienda. Ora Jack Dorsey, tornato amministratore delegato di Twitter nel 2015, ha lasciato per la seconda volta.

La notizia, diffusa dalla Cnbc e confermata su Twitter dallo stesso Dorsey, ha fatto lievitare il titolo della società, che ha registrato un incremento del 12,5% pre-market. Un balzo che, come ha scritto Forbes, cancella quasi del tutto le perdite del 14% registrate finora nel 2021.

Il nuovo amministratore delegato sarà Parag Agrawal, in precedenza chief technology officer. La Cnbc ha sottolineato che il prossimo amministratore delegato dovrà raggiungere obiettivi molto ambiziosi. “La società”, si legge infatti, “ha dichiarato quest’anno di puntare a 315 milioni di utenti giornalieri ‘monetizzabili’ entro la fine del 2023 e di voler raddoppiare il suo fatturato in quello stesso anno”.

“Era il momento giusto per andarsene”

“Si parla molto di quanto è importante che una compagnia sia guidata dal suo fondatore. Io credo che, in definitiva, si tratti di un grosso limite”, ha scritto Jack Dorsey in una mail che ha poi pubblicato su Twitter. Dorsey ha citato anche la nomina di Agrawal come suo successore tra i motivi per cui “era il momento giusto per andarsene”.

“Voglio che sappiate tutti che è stata una mia decisione e che me ne assumo la responsabilità”, si legge ancora nel messaggio. “Ovviamente è stata una scelta difficile. Adoro il nostro servizio, la nostra azienda e tutti voi. Sono davvero triste, eppure, allo stesso tempo, davvero felice. Non molte aziende arrivano a questo livello. E non ci sono molti fondatori che danno la precedenza alla loro società piuttosto che al loro ego. So che dimostreremo che questa è stata la scelta giusta”.

La mail si conclude con un post scriptum: “Pubblicherò su Twitter questa mail. Il mio unico auspicio è che Twitter diventi la società più trasparente del mondo. Ciao mamma!”.

Jack Dorsey: modello, massaggiatore e designer mancato

Nato nel 1976 a Saint Louis, nel Missouri, Jack Dorsey ha cominciato a programmare già durante l’adolescenza. Ciò nonostante, ha più volte considerato la possibilità di lasciare l’industria tecnologica per diventare un modello, un massaggiatore o un designer di moda. Ha frequentato due università – la University of Missouri–Rolla e la New York University -, ma ha interrotto gli studi a un semestre dalla laurea. Ma non sono stati anni buttati: durante il periodo alla Nyu, Dorsey ebbe l’intuizione che avrebbe poi dato forma a Twitter.

Fu proprio Dorsey, la sera del 21 marzo 2006, a scrivere il primo tweet della storia. Un messaggio di 25 caratteri che, in occasione del 15esimo anniversario, è stato venduto sotto forma di nft per 2,9 milioni di dollari.

Nick Bilton, autore di Inventare Twitter. Una storia di potere, denaro, amicizia e tradimento, ha scritto che Dorsey, nel suo primo periodo come amministratore delegato, era solito lasciare l’ufficio intorno alle 6 di sera “per seguire corsi di disegno, sessioni di yoga e un corso in una scuola di moda locale”. Tanto che un altro dei fondatori, Evan Williams, arrivò a dirgli: “Puoi disegnare vestiti o essere l’amministratore delegato di Twitter. Ma non puoi fare entrambe le cose”.

Le due vite di Jack Dorsey

Al contrario, anche dopo avere abbandonato l’idea di diventare stilista, Dorsey ha continuato a vivere due vite. Nel 2009 ha infatti fondato Square, un’azienda di servizi finanziari e pagamenti tramite dispositivi mobili che ha fatturato 9,5 miliardi di dollari nel 2020. Dorsey l’ha portata in Borsa nel 2015, lo stesso anno in cui è tornato alla guida di Twitter. In Square è azionista e amministratore delegato, nonostante non abbia né una scrivania, né un ufficio.

Il doppio ruolo gli è costato le critiche di Paul Singer, il miliardario fondatore della società di gestione di investimenti Elliott Management, socio di Twitter. Lo scorso anno Elliot ha provato senza successo a far cacciare Dorsey, ritenuto responsabile della crescita troppo lenta della piattaforma.

La parabola di Dorsey, che ha fondato una società, ne è uscito per dedicarsi a un’altra ed è tornato infine alla base, ha generato paragoni con quella di Steve Jobs, che aveva fatto altrettanto con Apple e Pixar.

La cacciata di Trump, i bagni di ghiaccio

Come ricorda Forbes.com, negli ultimi anni Dorsey, al pari di altri ceo di social media come Mark Zuckerberg di Facebook, è stato criticato anche per il ruolo delle piattaforme nella diffusione di notizie false su vari temi: dal Covid-19 alle presidenziali statunitensi del 2020. Sulla cacciata dell’ex presidente Donald Trump da Twitter, in particolare, Dorsey è riuscito a scontentare conservatori e progressisti: da una parte ha definito “giusta” la decisione, dall’altra ha parlato di un precedente che va contro l’idea di “un internet libero e globale”.

Dorsey, che ha un patrimonio di 11,7 miliardi di dollari, è conosciuto anche per uno stile di vita singolare. Tra le altre cose, inizia le sue giornate con un bagno ghiacciato, mangia un solo pasto al giorno durante la settimana e nessuno durante il weekend, medita due volte al giorno, tiene un diario quotidiano e un registro della qualità e quantità del suo sonno.

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