Lavorare in smart working dall’isola di Robinson Crusoe: Lenovo cerca volontari

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Lavorare su un’isola incontaminata con il proprio computer, contribuendo al benessere della comunità locale. Sembra il sogno di tutti gli smartworker che con la pandemia si sono ritrovati a dover cambiare le proprie abitudini lavorative. E, invece, è l’idea di Work for Humankind, l’iniziativa lanciata da Lenovo che invita i volontari di tutto il mondo a telelavorare direttamente da uno dei luoghi più famosi al mondo, raccontato da Daniel Defoe: l’isola di Robinson Crusoe (che si trova a più di 640 chilometri a ovest del Cile Continentale). L’idea non è quella di vivere come Tom Hanks in Cast Away, ma di contribuire attivamente al benessere della comunità locale, mentre si lavora con alcune delle tecnologie più avanzate.

L’iniziativa di Lenovo

Anche se è uno dei luoghi ecologicamente più ricchi del pianeta, “l’isola oggi deve affrontare molte sfide in un mondo in continua evoluzione, tra cui l’accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria, la degradazione dell’habitat e l’impatto delle specie invasive”, rivela Lenovo. La comunità locale, l’organizzazione internazionale no-profit Island Conservation e il governo cileno hanno avviato nell’ultimo decennio una serie di progetti guidati dalla comunità per affrontare questi problemi. Tuttavia questi stessi sforzi sono stati spesso ostacolati da sfide nel campo delle telecomunicazioni e della tecnologia. “Nonostante ciò, la comunità isolana è impegnata nella protezione del proprio patrimonio naturale e culturale. E intende raggiungere gli obiettivi di sostenibilità in modo indipendente, soddisfando il fabbisogno alimentare ed energetico e la conservazione del proprio patrimonio naturale e culturale”.

Lavorare dall’isola di Robinson Crusoe

Grazie al progetto Work for Humankind i volontari selezionati in base a una serie di competenze, background e specializzazioni trascorreranno un periodo sull’isola di Robinson Crusoe per contribuire alla prevenzione dell’estinzione delle specie in pericolo e supportare la comunità locale nel suo percorso verso la sostenibilità. Ma saranno anche in grado di continuare a svolgere il proprio lavoro da remoto. Ciò sarà possibile attraverso una serie di progetti di recupero, in collaborazione con Island Conservation e l’intera comunità, per favorire un cambiamento positivo nella vita dell’isola di Robinson, come ad esempio lo sviluppo di soluzioni di connettività necessarie per l’infrastruttura dell’isola.

Lenovo, infatti, sta creando un hub tecnologico all’avanguardia con una gamma di dispositivi tecnologici, servizi e soluzioni dell’Intelligent Devices Group dell’azienda, inclusa la connettività Internet ad alta velocità. Ciò aiuterà l’isola a raggiungere i suoi obiettivi: dotare i volontari degli strumenti per svolgere il loro lavoro da remoto, sostenendo allo stesso tempo come volontari progetti di conservazione in questo paradiso di fauna selvatica e diversità culturale. “Lenovo si propone di generare valore sostenibile e duraturo nel tempo su cui la comunità potrà fare affidamento per supportare gli obiettivi anche dopo la conclusione del progetto di volontariato, che include lo sviluppo di un’infrastruttura per aumentare la larghezza di banda Internet ad almeno 10 Mbps. A tal fine, verrà istituito un fondo che consentirà il mantenimento del community hub e supporto ai progetti della comunità”, ha aggiunto la società.

“Siamo lieti di collaborare con Lenovo e di accogliere nella nostra isola volontari da tutto il mondo. Siamo entusiasti di iniziare e di vedere l’impatto positivo che i volontari possono portare alla nostra comunità, alla biodiversità e agli ecosistemi dell’isola di Robinson Crusoe”, ha aggiunto Pablo Manríquez Angulo, Sindaco dell’isola di Robinson Crusoe. 

Il desiderio ibrido dei Millennial e della Gen Z

A supportare questa iniziativa c’è una nuova indagine di Lenovo che rivela l’importanza crescente del lavoro remoto e ibrido per la Gen Z e i Millennial. Lo studio, infatti, mette in luce il forte desiderio di flessibilità, in funzione dei benefici per gli individui e la società in generale. Tra cui: risparmio economico, più tempo per amici e familiari e un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata.

Con più di 15.000 persone intervistate in 10 mercati diversi, lo studio rileva che a livello globale i knowledge worker, in particolare la forza lavoro più giovane, sono disposti a cambiare i loro ambienti quotidiani e a svolgere le attività di lavoro da una destinazione remota, dando allo stesso tempo un contributo alla comunità in cui si trovano. Ben il 70% degli intervistati della Gen Z e dei Millennial afferma che preferirebbe lavorare più ore da una località remota da sogno di loro scelta piuttosto che andare in ufficio ogni giorno.

I dati rivelano che più dei tre quarti degli intervistati tra Gen Z e Millennial si sentono più produttivi, creativi e ispirati quando lavorano da remoto. Emerge, inoltre, la mentalità della forza lavoro più giovane sulla volontà che ha di contribuire nel fare una differenza positiva, indipendentemente da dove lavora, poiché l’86% degli intervistati della Gen Z sottolinea l’importanza di attirare l’attenzione su questioni ambientali e sociali e supportare la comunità locale in cui lavorano.

“Le persone riconoscono sempre più l’importanza di fare del bene e il ruolo della tecnologia come fattore abilitante, come conseguenza dell’impatto che la pandemia ha avuto sulle nostre vite ma anche l’interesse sempre maggiore sui temi di sostenibilità”, ha dichiarato Emily Ketchen, Vice President e cmo Intelligent Devices Group di Lenovo. 

Come diventare un volontario

Coloro che sono interessati a diventare uno dei fortunati volontari che avranno l’opportunità di supportare questo progetto dall’isola di Robinson Crusoe, svolgendo al contempo il proprio lavoro da remoto, possono inviare la candidatura entro il 30 dicembre 2021 sul sito dedicato: www.LenovoWFH.com.

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