Dall’head of Esg al manager per la Co2: quali sono le nuove professioni della sostenibilità

Share

Sostenibili e responsabili. Parole d’ordine per le imprese. Ma come e, soprattutto, chi può guidare questa trasformazione, indirizzare le azioni e definire competenze e ruoli? Negli ultimi anni le aziende si stanno impegnando sulla strada della sostenibilità. Si pongono come riferimento i criteri Esg (Environmental, social e governance). E partendo da questi criteri istituzionali stanno ridefinendo modelli e strategie di business. 

Azioni che spesso (sempre?) hanno ripercussioni sensibili sui processi industriali e sul rapporto con la finanza. La sostenibilità, quindi, esce dalla sfera culturale e diventa materia tecnica che ha bisogno di conoscenza e concretezza. E per essere implementata necessita di professionisti altamente qualificati che possano aiutare le aziende in questo campo.  

Quali sono le professione in ascesa

Ma chi sono e cosa fanno i professionisti della sostenibilità? L’head of Esg è sicuramente una delle figure che avrà maggiori opportunità nei prossimi anni, ed anche quella che più velocemente sta evolvendo verso un ruolo sempre più strategico-finanziario, piuttosto che comunicativo. Secondo le stime di PageGroup – società di recruiting che opera in Italia con i brand Page Executive, Michael Page, Michael Page Interim Management e Page Personnel – si registrerà, nel corso del 2022, un incremento di oltre il 50% delle richieste. 

Cosa fa l’head of Esg

Secondo lo studio di PageGroup, l’Esg manager lavora a fianco del ceo/direttore generale, del Consiglio di amministrazione e del team dirigenziale per definire la strategia di sostenibilità aziendale. Gestisce e ottimizza la strategia finanziaria e gli investimenti al fine di massimizzare l’impatto dei progetti aziendali in termini di sostenibilità. Migliora le politiche Esg correnti grazie alla conoscenza dei contesti normativi e dialoga con attori esterni per mantenere il posizionamento strategico dell’immagine aziendale in termini di Esg. 

Nel rispetto delle logiche trasversali dei nuovi mondi digitali deve avere anche: avere visione strategica dello sviluppo sostenibile a livello di business, ma anche finanziario e sociale, oltre a capacità relazionali in un ambiente multiculturale e internazionale, approccio pratico/analitico alla definizione di roadmap e nuovi processi aziendali. Infine, capacità di prendere decisioni importanti e difficili sotto pressione, oltre a reattività nel presentare idee e iniziative.

“Il ruolo del responsabile Esg”, precisa Guido Caleca, associate partner e referente dell’area transizione ecologica di Page Executive, “si sta trasformando da un profilo di affari istituzionali e comunicazione a un manager di estrazione finanziaria e strategica, capace di gestire investimenti e promuovere azioni concrete, in base alle linee guide degli stakeholder”.

Guido Caleca di PageGroup

LEGGI ANCHE: L’azienda italiana che ha quadruplicato il fatturato in un anno vendendo dispositivi Apple ricondizionati

Le altre figure legate ai grandi cambiamenti in atto

Quella del responsabile Esg non è l’unica figura innovativa emergente, ci sono altri professionisti nel campo che meritano la ribalta. L’head of sustainability, per esempio, sviluppa gli aspetti di sostenibilità in tutti i processi dell’azienda, diretti e indiretti a livello normativo e di compliance, ma anche tecnico-energetico. Il Co2 Reduction Manager è un profilo tecnico che ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di C02 di aziende produttive (con azioni dirette o indirette).

L’hydrogen business development manager ha una visione strategica e conoscenza della catena del valore dell’idrogeno. Mentre l’energy transition manager è responsabile degli aspetti di sviluppo business delle nuove frontiere energetiche (idrogeno, biogas/biofuels, carbon capture, storage). E, ancora, il responsabile diversity, inclusion & wellbeing per la implementazione delle politiche di inclusione.

LEGGI ANCHE: Alla scoperta della catena alberghiera sarda più green del mondo

Stipendi anche superiori ai 100mila euro annui

Cresce la domanda e cresce il valore di queste figure, anche in termini economici. Le fasce retributive sono in ascesa. Non si definiscono più nella fascia di middle management, ma dirigenziale vera e propria. Non di rado questi ruoli sono rivestiti da dirigenti che possono raggiungere facilmente retribuzioni superiori ai 100mila euro annui. 

“PageGroup non si limita a fotografare lo stato di fatto dell’evoluzione delle competenze”, spiega ancora Caleca. “ma è impegnata in prima linea sul tema sostenibilità. In particolare aderendo al Global Compact delle Nazioni Unite con l’intento di dare priorità a una strategia legata a quattro obiettivi di sostenibilità (SDGs) ritenuti maggiormente significativi e rilevanti per noi, per i nostri clienti e candidati: parità di genere, lavoro dignitoso e crescita economica, riduzione delle disuguaglianze e azioni per il clima. PageGroup lavora sui criteri della trasparenza e promuove la parità di genere per garantire migliori opportunità di sviluppo professionale oltre che ridurre l’impatto ambientale, con l’ambizioso obiettivo di divenire azienda carbon positive entro 5 anni”. 

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it Iscriviti