Perché la nomina di Pascale Ehrenfreund al Cospar è una buona notizia per il mondo (ancora troppo maschilista) dell’aerospazio

Pascale Ehrenfreund
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Domenica 24 luglio è successo qualcosa che varrà la pena di ricordare. Nell’evento finale della 44esima assemblea del Cospar, il Comitato mondiale per la ricerca spaziale, tenutasi ad Atene a partire dal 16, i delegati delle 46 istituzioni scientifiche nazionali e delle 12 organizzazioni internazionali che vi aderiscono hanno eletto Pascale Ehrenfreund presidente.

Finalmente, dopo 64 anni di storia, ci sarà una donna a capo dell’organizzazione nata nel 1958, all’inizio dell’era spaziale, per favorire il dialogo tra i blocchi che si contrapponevano nel pieno della guerra fredda. Il Cospar è sempre stato un luogo di discussione aperto a scienziati di tutte le nazionalità attivi in tutte le discipline, che hanno a che fare con lo spazio.

Pascale Ehrenfreund (isunet.edu)

Si parte dallo studio della Terra per passare alla Luna, ai pianeti e ai corpi minori del Sistema solare, considerando anche le loro atmosfere, i campi magnetici e l’ambiente interplanetario. L’astrofisica, fatta grazie ai satelliti, ha un ruolo importante così come la astrobiologia e la fisica fondamentale. In una assemblea del Cospar si può seguire un simposio sui buchi neri e uno di protezione planetaria, discussioni sulla space law si intrecciano con le presentazioni degli ultimi risultati di satelliti grandissimi (come James Web Space Telescope) oppure minuscoli (come i cubesat tuttofare). È un’occasione per incontrare pezzi grossi delle agenzie spaziali di tutto il mondo. Da questo punto di vista, l’evento più importante è la tavola rotonda dei presidenti, in cui la numero uno del Cospar dialoga con i suoi omologhi.

La tavola rotonda di quest’anno si è svolta lunedì 18. Ero in platea e posso testimoniare che lo spettacolo è stato deprimente. Erano stati invitati i presidenti delle agenzie spaziali di tutto il mondo. Alcuni erano presenti, altri erano online, altri avevano delegati dei sostituti. In tutto ho contato undici interventi, tutti fatti da uomini. Possibile che nessuno dell’organizzazione avesse pensato che sarebbe stato più opportuno ci fossero anche delle signore? L’amica francese seduta vicino a me diceva cose pittoresche. Grazie alla presenza della signora presidente questi manel (ossia man only panel) saranno solo un brutto ricordo.

Non è una notizia da poco quando si consideri il radicato maschilismo che domina il mondo dell’aerospazio. Questa è una foto degli ultimi quattro presidenti del Cospar. Partendo da destra Gerhard Haerendel, Roger Bonnet, Giovanni Bignami e Len Fisk. L’ho scattata io a Mosca nell’assemblea Cospar del 2014, dove si è concluso il mandato di Giovanni Bignami ed è iniziato quello di Len Fisk. Forse l’elezione di Pascale Ehrenfreund è stata aiutata da Urania, la musa dell’astronomia evocata nel poster della conferenza. Non bisogna dimenticare che l’astronomia è l’unica scienza ad avere una musa perché è la più antica ma anche la più moderna e affascinante.

Da destra, Gerhard Haerendel, Roger Bonnet, Giovanni Bignami e Len Fisk

A ogni buon conto, la nuova presidentessa è una astrobiologa di formazione, ma si è interessata molto alle tematiche legali connesse alle missioni spaziali. Ha insegnato Space Policy e ha già ricoperto incarichi apicali per l’Austrian Science Fund e per l’agenzia spaziale tedesca (la Dlr). Dal 2019 è presidente della International Astronautical Federation e, dal settembre 2021, della International Space University. Insieme a lei, sono stati eletti i due vicepresidenti: Pietro Ubertini e la francese Catherine Cesarky.

Ho appreso la notizia con grande piacere, perché conosco entrambi da una vita e so che si impegneranno a fondo. Certamente Ubertini si è speso moltissimo per sostenere la candidatura di Firenze a ospitare il Cospar nel 2026. Infatti è prassi che a ogni assemblea già si conosca la location della successiva, due anni dopo, ma si decida dove fare quella seguente (quattro anni dopo). Erano arrivate in finale le candidature di Firenze e Praga e si trattava di convincere i delegati a votare per il capoluogo toscano. Ubertini, come presidente della Commissione per l’astrofisica, e Tomaso Belloni, come rappresentante dell’Istituto nazionale di astrofisica, hanno passato tutti i coffee e lunch break a caccia di delegati nel tentativo di guadagnare voti.

Posso testimoniare che non hanno lasciato niente al caso e il loro lavoro martellante ha pagato perché, alla fine, Firenze è stata scelta. Guardando la lista delle città che hanno ospitato le precedenti assemblee, ho scoperto che Firenze aveva già ospitato l’assemblea nel 1961 e nel 1964 (quando le riunioni plenarie si facevano ogni anno).

Dopo 62 anni Firenze farà la tripletta, cosa mai successa e certamente di buon auspicio per l’Italia spaziale, una realtà di riconosciuta eccellenza internazionale ma non sempre abbastanza considerata. In effetti, i prossimi anni potrebbero fare la differenza con una sequenza di importanti appuntamenti internazionali. Dopo la International Astronautical Conference, che si terrà a Milano nel 2024, adesso guardiamo al Cospar fiorentino nel 2026 per mantenere alto l’interesse per questo settore strategico.

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