Intelligenza artificiale e fusione nucleare non bastano: i progressi scientifici continuano a rallentare

Share

Questo articolo è apparso su Forbes.com

Nonostante la continua crescita di campi come l’intelligenza artificiale, la medicina e l’energia nucleare, i grandi progressi scientifici e tecnologici vanno a rilento e sono sempre meno numerosi rispetto a qualche decennio fa. Lo rivela uno studio pubblicato mercoledì 4 gennaio sulla rivista britannica Nature. Non proprio una bella notizia, dati i problemi che l’umanità si sta ritrovando ad affrontare, come, ad esempio, i cambiamenti climatici.

Fatti principali

  • Nonostante la crescita esplosiva dell’innovazione e della ricerca scientifica, secondo lo studio di Nature negli ultimi decenni gli sviluppi tecnologici si sono fatti meno dirompenti, provocando uno stallo dei progressi in diversi campi chiave.
  • I ricercatori della rivista britannica hanno analizzato circa 45 milioni di articoli scientifici e 3,9 milioni di brevetti pubblicati tra il 1945 e il 2010, esaminando anche le citazioni riportate per valutare se le scoperte realizzate hanno sconvolto le conoscenze esistenti e spinto la scienza e la tecnologia verso nuove direzioni.
  • Lo studio rileva come le grandi scoperte effettuate in qualsiasi campo (come quella della struttura a doppia elica del DNA, per esempio, che ha reso obsolete le ricerche precedenti) siano diventate meno comuni dal 1945.
  • Secondo i ricercatori le scoperte scientifiche hanno ora più probabilità di consolidare e sviluppare le conoscenze esistenti, piuttosto che apportare qualcosa di effettivamente nuovo. Questo sarebbe dovuto principalmente al fatto che gli scienziati attingono a fonti sempre più ristrette.
  • “È necessario più tempo per realizzare le scoperte chiave che fanno progredire la scienza in modo significativo”, ha dichiarato Russell Funk, professore dell’Università del Minnesota e autore dello studio.
  • Stando a quanto pubblicato su Nature, è necessario ripensare il modo in cui viene condotta la ricerca scientifica, per facilitare sviluppi dirompenti e affrontare i problemi più urgenti dell’umanità, come il cambiamento climatico e l’esplorazione spaziale.

Quello che non sappiamo

In realtà non è chiaro il motivo per cui le innovazioni in campo scientifico e tecnologico abbiano subito un rallentamento dal 1945 in poi. Secondo i ricercatori di Nature, è improbabile che il fenomeno sia dovuto a un calo della qualità della ricerca. Le analisi statistiche da loro effettuate hanno inoltre escluso cambiamenti nelle pratiche di pubblicazione, paternità delle scoperte o nelle citazioni. Il tasso di declino tecnologico multidisciplinare rimane difficile da spiegare.

Un paradosso?

Le grandi scoperte degli ultimi anni, come lo sviluppo dirompente dell’intelligenza artificiale, della fusione nucleare e dell’editing genetico, non sono incompatibili con il rallentamento dei progressi scientifici stimato da Nature. Lo studio infatti non dimostra la diminuzione delle grandi scoperte, ma solo il loro rallentamento. Il rilevamento delle onde gravitazionali e lo sviluppo dei vaccini ad mRNA contro il Covid-19 sono due esempi eccellenti di come l’innovazione tecnologica abbia ancora un ruolo dirompente nella società.

Le critiche alla ricerca

La ricerca scientifica soffre di un problema strutturale. Sono infatti numerose le critiche per il modo in cui vengono erogati i finanziamenti, per la selezione delle direzioni di sviluppo e per le pressioni esercitate sugli accademici affinchè “pubblichino o muoiano”. Per questo i ricercatori di Nature con il loro studio si sono voluti unire al coro di chi sostiene che sia necessario un rinnovamento della ricerca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Per altri contenuti iscriviti alla newsletter di Forbes.it QUI.