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Lifestyle 24 Novembre, 2019 @ 10:44

La prima vettura venduta da Ferrari e altri pezzi iconici: cosa vedere a Milano AutoClassica

di Emiliano Ragoni

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Alcune delle auto esposte a Milano AutoClassica, in primo piano la Ferrari 250 GT Berlinetta SWB (Courtesy: Gruppo Fassina)

Come ogni anno siamo andati a fare un giro nel polo espositivo di Rho Fiera Milano dove ancora per oggi si tiene Milano AutoClassica, la manifestazione dedicata alle auto classiche e storiche. Ma non solo. Infatti la nona edizione di AutoClassica è particolarmente densa di appuntamenti e novità dedicati al mondo dell’automobilismo storico. All’interno dei due padiglioni, il 18 (auto) e il 22 (auto e ricambi), oltre alla presenza delle case ufficiali con le loro divisioni che si occupano di restauro delle storiche, c’è anche tanto spazio per i privati, con l’occasione per fare diverse compravendite.

Tra gli eventi da segnalare c’è sicuramente quello di ieri nel quale la Casa d’Aste Wannenes ha messo all’asta quaranta lotti di auto e motociclette storiche. Uno dei pezzi forti è stato sicuramente l’Alfa Romeo 8C Competizione (lotto 29, stima 240.000 – 400.000 euro) nell’unico esemplare verniciato nel colore Maserati Blu Notturno; auto ordinata da un amico personale di Sergio Marchionne.

 

La Ferrari 125 (Foto dell’autore)

Ma la parte da leone in quest’edizione di Milano Auto Classica 2019 la fa sicuramente la Ferrari, che festeggia il novantesimo anniversario dalla fondazione. La scuderia Ferrari è stata infatti fondata il 16 novembre del 1929 nello studio del notaio Alberto Della Fontana, a Modena. Per festeggiare questa importante ricorrenza i Musei Ferrari espongono tre vetture iconiche. Tra di esse figura la prima vettura venduta con il marchio Ferrari, nel 1947: la Ferrari 125 è una barchetta (non ha parabrezza e finestrini) “ala spessa” prodotta in due esemplari e dotata di un motore 12 cilindri progettato da Gioachino Colombo. Questa vettura è riuscita a conquistare la prima vittoria, a maggio del 1947, con Franco Cortese al Gran Premio di Roma alle Terme di Caracalla.

La seconda vettura esposta è la Ferrari 250 GT Berlinetta SWB, una vettura creata dalla matita di Pinin Farina, presentata al Salone di Parigi del 1959. La 250 GT Berlinetta SWB è equipaggiata con un V12 di 3 litri ed ha una potenza compresa tra 260 ed i 280 CV; anche se è stata progettata per le corse, riscosse un buon successo anche in versione stradale.

La terza vettura tra quelle più preziose esposte all’ingresso del padiglione 18 troviamo la monoposto di Formula 1, la F2002, utilizzata da Schumacher per vincere il suo quinto titolo piloti.

La Ferrari Monza SP1 (Courtesy Gruppo Fassina)

Recandosi allo stand del Museo Ferrari, sarà possibile vedere una vettura assolutamente inedita, oltre che preziosa. Stiamo parlando della Monza SP1 del 2018, la variante della barchetta, che attinge a piene mani dalle gloriose vetture da corsa Ferrari degli Anni ’50, e che fa parte del segmento di vetture denominate ‘Icona’, che racchiude le serie speciali limitate dallo stile senza tempo.

Il frontale della Pagani Zonda (Courtesy Gruppo Fassina)

Chiuso il capitolo Ferrari, sempre nel padiglione 18, è possibile ammirare le particolari e seducenti forme delle Pagani, produttore di hypercar che a Milano Autoclassica festeggia i 20 anni di Zonda. Sono tre i modelli Zonda esposti: la Roadster, che di fatto è l’evoluzione estrema della versione coupé; la Zonda 5 Roadster, prodotta in soli cinque esemplari caratterizzati da una livrea molto particolare; la Zonda F, che rende omaggio al pilota cinque volte campione del mondo di Formula 1 Juan Manuel Fangio. Si tratta di un modello molto leggero, tanto da conseguire, nel 2007, il record di velocità per le auto stradali di soli 7 minuti e 27 secondi sul Nürburgring Nordschleife. Allo stand di Pagani sarà poi possibile ammirare anche Huayra Roadster, la prima versione roadster ad essere più leggera della propria variante coupé.

La McLaren 600LT (Courtesy: Gruppo Fassina)

Oltre alle auto classiche, all’appuntamento milanese è possibile vedere anche vetture attuali. Tra di esse possiamo contare la McLaren GT, esposta nel colore Namaka Blue, la McLaren 600LT nel colore Orange, è il quarto modello McLaren ad avere la denominazione Longtail.

Lifestyle 15 Novembre, 2019 @ 9:14

McLaren Elva, svelata la nuova hypercar da 1,8 milioni di euro

di Emiliano Ragoni

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McLaren Elva, la nuova hypercar da 1,8 milioni di euro
(Courtesy McLaren)

Le hypercar rappresentano una tipologia di vetture che, oltre a fare breccia nei cuori dei loro possessori, con il passare degli anni diventano dei veri e propri oggetti da collezione, la cui quotazione aumenta. Il perché è presto detto: queste vetture estreme sono prodotte in tirature molto limitate e prevedono delle personalizzazioni molto spinte, peculiarità che di fatto le fanno diventare degli oggetti da collezione. La nuova McLaren Elva rientra perfettamente in questa categoria.

Svelata in anticipo ad alcuni fortunati e facoltosi clienti durante la Monterey Car Week (la settimana dei motori californiana), la McLaren presenta al grande pubblico la nuova componente della famiglia della Ultimate Series, la Elva, un’hypercar stradale con l’abitacolo scoperto (tetto, parabrezza e finestrini sono completamente assenti) e monoscocca in fibra di carbonio. Si tratta quindi di una vera e propria barchetta e, come le vetture che l’hanno preceduta, la P1TM, la Senna e la Speedtail, sarà prodotta nella tiratura limitata di 399 esemplari, la cui realizzazione inizierà il prossimo anno.

(Courtesy McLaren)

I clienti che vorranno sedere al volante di questa vettura così particolare dovranno staccare un assegno da ben 1.737,731 euro, cifra che però può lievitare piuttosto facilmente grazie alle tante possibilità di personalizzazione offerte dal programma McLaren Special Operations (MSO). Il vantaggio offerto dalle praticamente infinite customizzazioni è che il cliente può effettivamente far diventare la sua hypercar un pezzo unico.

La casa inglese utilizzando il nome Elva ha attinto al passato, celebrando le McLaren-Elva M1A, M1B e M1C, auto da competizione ad abitacolo aperto progettate da Bruce McLaren a metà degli anni ’60.

Tecnicamente la McLaren Elva presenta un motore montato al centro-posteriore dell’abitacolo V8 da 4,0 litri con doppio turbocompressore (lo stesso della Senna e Senna GTR), che eroga 815 cavalli e garantisce 800 Nm di coppia. Il V8 è accoppiato a un cambio robotizzato a doppia frizione a sette rapporti che trasferisce la potenza alle ruote posteriori. Grazie a un peso ridotto, consentito dall’utilizzo del monoscocca in fibra di carbonio, è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di 3” e da 0 a 200 all’ora in 6”7 (due decimi in meno della Senna). Prestazioni davvero mostruose.

(Courtesy McLaren)

L’estetica della McLaren Elva è ovviamente ricercata e accattivante: forme morbide e affusolate, passaruota integrati alla carrozzeria, forti richiami al passato della casa. L’abitacolo avvolge letteralmente il guidatore il quale, anche senza indossare il casco (in Europa è prevista anche una versione con parabrezza), può guidarla senza troppi disagi. Il motivo è da ricercare nella “bolla di protezione” generata da un raffinato sistema di gestione dell’aria che si chiama Active Air Management System” (AAMS). Questo sistema comprende un ingresso per l’aria centrale situato sopra lo splitter, uno sfiato frontale di scarico a conchiglia e un deflettore mobile in fibra di carbonio (alto 15 cm), che si alza e si abbassa verticalmente e che consente di spingere l’aria in alto prima che essa raggiunga l’abitacolo. Alle basse velocità urbane l’AAMS non è attivo e il condotto centrale viene sigillato.

(Courtesy McLaren)

Al fine di garantire condizioni ottimali di sfruttamento del sistema AAMS, la Elva è inoltre dotata di due radiatori a bassa temperatura (LTR) posizionati davanti a ciascuna ruota anteriore, che aiutano al raffreddamento dell’olio del cambio a sette marce. Questi radiatori si aggiungono ai due radiatori ad alta temperatura (HTR) collocati davanti alle ruote posteriori, utili a raffreddare il motore, e che possono sfruttare l’aria proveniente dalla zona anteriore e dalle prese d’aria laterali.

Le soluzioni aerodinamiche prevedono poi uno spoiler posteriore attivo a tutta larghezza (la cui altezza e inclinazione sono regolati simultaneamente per ottimizzare l’equilibrio aerodinamico), che lavora congiuntamente al diffusore. Garantiscono ottime doti dinamiche anche le sospensioni idrauliche a controllo elettronico, regolabili dal selettore delle modalità, Active Panel, insieme alla mappatura del motore.

McLaren Elva con la M1A. (Courtesy McLaren)

In conformità con l’estetica della vettura anche gli interni sono essenziali e minimalista. Il tunnel in fibra di carbonio divide i sedili con scocca in fibra di carbonio del conducente e quello del passeggero (personalizzabili nei colori e nei materiali) per supportare un bracciolo centrale che custodisce il pulsante di avvio del motore e i comandi Drive, Neutral e Reverse.

A eccezione dei comandi che sono posizionati al volante, tutte le altre funzionalità dell’auto sono accessibili tramite il monitor touchscreen da 8 pollici del sistema multimediale, montato al centro della plancia, rivolto verso il conducente, che consente di gestire il navigatore, la telemetria, la telecamera posteriore e di impostare la climatizzazione.

I tecnici della casa inglese hanno ovviamente lavorato per ridurre al massimo il peso, quindi hanno tolto dall’abitacolo tutto il superfluo, compreso l’impianto audio. Gli acquirenti possono comunque richiedere, senza costi aggiuntivi, un sistema su misura con altoparlanti adatti all’uso esterno.

McLaren Elva con la M1A. (Courtesy McLaren)

Il cliente per personalizzare la sua auto può comunque far riferimento al McLaren Special Operations (MSO), che comprende scelte di colore degli interni per il tessuto l’Ultrafabric e le pelli, il badge personalizzato in oro bianco 18 carati o platino con inserto in TPT, i colori per la carrozzeria, praticamente illimitati e con la possibilità di creare specifici dettagli cromatici. I clienti possono scegliere anche un corpo in fibra di carbonio a vista lucido, che espone non solo i pannelli del corpo in fibra di carbonio, ma anche la traccia perfettamente allineata del materiale composito.

Lifestyle 5 Luglio, 2019 @ 11:00

McLaren ha una nuova supercar ma per i più piccoli

di Jader Liberatore

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Content writer e consulente, mi occupo di digital marketing e tech.Leggi di più dell'autore
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macchine giallo blu
(cars.mclaren.press)

Dopo il successo dei 500 esemplari della Bugatti Baby II da 30mila euro lanciata lo scorso marzo in occasione del 110° anniversario dalla nascita della casa automobilista, è il turno di McLaren che a distanza di tre anni dalla presentazione della sua prima auto elettrica per bambini – si tratta del modello McLaren P1 “Ride-On” – svela una supercar ancora più autentica e che non passerà inosservata agli occhi dei genitori appassionati dei motori. Si tratta della nuova McLaren 720S “Ride-On” già acquistabile in alcuni negozi di giocattoli selezionati, disponibile in sette colorazioni differenti e che nei prossimi mesi sarà vestita anche dall’esclusiva tonalità Papaya Sparks: la stessa del modello reale venduto a partire da 260mila euro. Indicata per bambini da 3 a 6 anni, la nuova vettura elettrica del marchio di automobili inglese è dotata di telecomando necessario per la guida che potrà essere autonoma o parentale – se gestita rispettivamente da chi siederà all’interno del veicolo o da un genitore – e mostra alcune finiture e dettagli in fibra di carbonio.

Si potrà accendere con la chiave o direttamente dal radiocomando e a renderla ancora più caratteristica è l’effetto sonoro dei propulsori che, riprodotto alla pressione del pedale dell’acceleratore, ricorda il rombo del motore dell’autovettura originale.  Utile e piuttosto adatto ai più piccoli è lo schermo presente sul cruscotto che mette a disposizione un sistema di infotainment completo che consente di riprodurre musica – è già presente una selezione di brani per ragazzi – o guardare film direttamente inserendo un supporto USB o scheda di memoria SD.

Sebbene sia un prodotto rilasciato da un brand prestigioso nel settore automobilistico, McLaren ha pensato bene di introdurre nel mercato il nuovo veicolo per bambini ad un prezzo piuttosto accessibile e in linea con i prodotti di concorrenza: la 720S “Ride-On” può essere ordinata al prezzo di partenza di 365 euro e, come sottolineato dall’azienda nel comunicato stampa ufficiale, il prezzo di settecento mini supercar sarebbe l’equivalente del costo di una vera 720S Coupé.