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Innovazione 14 Agosto, 2019 @ 4:57

Ora è ufficiale: WeWork in Borsa entro il 2019, ma con un fardello di 900 milioni $

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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La sede di WeWork a New York. (Shutterstock.com)

Da tempo attesa e da molti anticipata, Wework ha infine ufficializzato il suo sbarco in Borsa. Il colosso del co-working, ora noto come The We Company, ha annunciato di aver depositato la documentazione necessaria per la quotazione alla Sec che prevede con ogni probabilità l’ipo già il mese prossimo, con ticker di negoziazione che sarà WE. L’unicorno statunitense si aggiunge così alle numerose quotazioni di compagnie tecnologiche avvenute nel 2019.

Dal prospetto depositato emerge che la società ha registrato ricavi per 1,54 miliardi di dollari, ma una perdita netta di oltre 900 milioni nei primi sei mesi di quest’anno (circa il 25% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso). L’anno scorso è stato archiviato con una perdita di 1,9 miliardi di dollari. Una cifra superiore a quella di altri due colossi da poco in Borsa: Uber (perdita di 1,8 miliardi nel 2018) e Lyft (900 milioni di dollari).

L’unicorno con base a New York ha però raggiunto una valutazione di 47 miliardi di dollari a gennaio, raccogliendo $ 8,4 miliardi da quando nel 2010 è stato fondato da Adam Neumann e Miguel McKelvey – ai quali Forbes stima un patrimonio netto rispettivamente di $ 4,1 miliardi e $ 2,9 miliardi. Tra i suoi investitori ci sono gruppi come SoftBank, Benchmark, T. Rowe Price, Fidelity, Goldman Sachs. Nel prospetto, WeWork fa anche riferimento a operazioni di emissioni di debito fino a 6 miliardi di dollari che conta di chiudere in concomitanza con l’Ipo.

Nel tentativo di diversificare il proprio business, inoltre, la società si sta espandendo anche nel settore dei complessi co-abitativi con il suo brand WeLive, così come nell’educazione scolastica con le attività di WeGrow, e nel settore dell’health e del wellness con WeRise.

Infine, a novembre 2018 WeWork aveva annunciato il proprio sbarco in Italia. L’azienda di coworking aprirà i suoi primi spazi a Milano, in Via Giuseppe Mazzini e in via Meravigli, nel 2020. “L’apertura in Italia è stata per noi una scelta naturale”, aveva commentato Audrey Barbier-Litvak, general manager, WeWork Southern Europe.

Leader 6 Agosto, 2019 @ 9:35

Bezos vende ancora azioni Amazon: l’incasso sfiora i 3 miliardi di dollari – PODCAST

di Forbes.it

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Ascolta “Editors’ Picks del 7 Agosto 2019” su Spreaker.

L’uomo più ricco del mondo fa cassa. Negli ultimi tre giorni di luglio Jeff Bezos aveva reso noto alle autorità di mercato Usa la cessione di azioni Amazon per un valore di 1,8 miliardi di dollari. Solo ieri un nuovo aggiornamento, che porta il computo totale della liquidazione di Bezos a quasi 3 miliardi di dollari.

Secondo i documenti depositati ieri alla Securities and Exchange Commission (la Consob americana), nei primi due giorni di agosto Jeff Bezos avrebbe infatti venduto altre 530mila azioni Amazon. Che a un prezzo medio di 1.900 dollari per azione danno forma a un ricavo dalla vendita pari a 990 milioni di dollari, di cui, al netto delle tasse, il fondatore del più grande gruppo di e-commerce al mondo metterà in tasca 750 milioni.

Da fine luglio, e in meno di 10 giorni, Bezos ha dunque venduto azioni per un valore (al lordo delle tasse) di quasi 2,8 miliardi di dollari. Un tocco magico quello del miliardario, almeno in termini di tempismo, perché le vendite di azioni Amazon sono avvenute proprio alla vigilia del più rilevante capitombolo di Wall Street da inizio anno, andato in scena proprio ieri. Così Bezos è riuscito a vendere al prezzo unitario di circa 1.900 dollari azioni che alla chiusura di ieri erano valutate 1.765 dollari.

Ai valori di Borsa di ieri il patrimonio di Bezos è valutato 110,1 miliardi.

Innovazione 20 Giugno, 2019 @ 11:22

Al via la quotazione di Slack. Il fondatore ora è un miliardario

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

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Stewart Butterfield, ceo di Slack, avrà un patrimonio stimato da Forbes di 1,2 miliardi di dollari dopo la quotazione della società da lui co-fondata. (Photo by Kimberly White/Getty Images for New York Times)

Tutto pronto per il debutto di Slack, il servizio di tool per la collaborazione aziendale che ha guadagnato estrema popolarità tra alcune delle imprese più innovative. Il prezzo fissato per l’Ipo,  che secondo il Wall Street Journal dovrebbe avvenire oggi, è di $ 26. Un prezzo sulla base del quale l’intera società sarebbe valutata $ 15,7 miliardi e che farebbe entrare il suo fondatore e amministratore delegato, Stewart Butterfield (che ha una quota del 7%), nella schiera dei miliardari,  con un patrimonio stimato da Forbes di $ 1,2 miliardi.

Si tratterebbe di un grande balzo rispetto ai $ 540 milioni stimati in precedenza, derivanti dalla valutazione di $ 7,1 miliardi che gli investitori avevano assegnato alla società circa un anno fa. L’imprenditore canadese Butterfield ha anche co-fondato Flickr, il sito di condivisione di foto, e due giochi online multiplayer ormai scomparsi dalla circolazione. Il co-fondatore di Slack e CTO Cal Henderson è il secondo maggiore azionista individuale della società, con una quota del 3,3%. Se Slack dovesse raggiungere una valutazione di $ 17 miliardi, le sue azioni varrebbero approssimativamente $ 560 milioni. Anche società di venture capital come Accel e Andreessen Horowitz hanno effettuato investimenti significativi in Slack; Accel possiede quasi il 24% delle azioni con diritto di voto di Slack, ed è dunque il principale azionista della società.

Slack, che ha oltre 10 milioni di utenti giornalieri, offre un’alternativa intuitiva ai vecchi e-workspaces del passato. Utilizzato da oltre 600.000 organizzazioni, Slack non ha però ancora registrato profitti: l’anno scorso ha perso quasi $ 139 milioni su $ 400 milioni di ricavi.

L’azienda, fondata nel 2013, farà il suo debutto sul mercato tramite una quotazione diretta invece di una tradizionale offerta pubblica iniziale. Invece di emettere nuove azioni, gli azionisti di Slack saranno in grado di listare direttamente le loro azioni sulla Borsa di New York senza l’assistenza delle banche di investimento e ignorando le commissioni. Gli azionisti saranno inoltre in grado di mantenere le loro partecipazioni iniziali nella società senza la diluizione delle azioni aggiunte. Una strategia inusuale, ma impiegata recentemente anche da Spotify.

Come scrive Il Sole 24 Ore, proprio in virtù della particolare tipologia di debutto rispetto alla tradizionale Ipo, le azioni Slack – che debutteranno sul NYSE con il simbolo “WORK” – potrebbero essere scambiate dopo qualche ora dall’apertura delle negoziazioni.

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Investimenti 7 Giugno, 2019 @ 8:14

Beyond Meat nella stratosfera: chi ha investito negli hamburger vegani ha già guadagnato il 400%

di Forbes.it

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il fondatore di beyond meat
Ethan Brown, ceo di Beyond Meat, nel giorno della quotazione al Nasdaq (Drew Angerer/Getty Images)

Non si ferma la corsa a New York delle azioni di Beyond Meat, il produttore di hambuger vegetariani che replicano fedelmente le caratteristiche della carne e in cui hanno inizialmente investito venture capital e magnati della Silicon Valley.

Dopo aver messo a segno un incredibile volo a tripla cifra nel primo giorno di quotazione, lo scorso 1 maggio, fino a ieri  il titolo aveva già guadagnato il 298% rispetto al prezzo con cui era sbarcato a Wall Street, pari a 25 dollari. Oggi si assiste a un altro balzo del 35% dopo che Beyond Meat ha reso noto ieri sera di aver più che triplicato il valore delle vendite nel primo trimestre dell’anno (a 40,2 milioni di dollari contro i 38,93 milioni attesi dagli analisti). Le azioni quotano ora a 134,27 dollari e il rialzo complessivo dalla quotazione, da quindi poco più di un mese, è pari a un imponente 437 per cento.

Quella del produttore di hamburger vegetariani diventa così non solo una delle migliori Ipo da inizio anno ma anche dell’ultimo decennio.

Gli hamburger di Beyond Meat hanno un sapore e offrono una sensazione simili a quelle della carne ma sono realizzati con proteine ​​di piselli gialli, amidi vegetali e altri ingredienti. Un mercato, quello della carne a base vegetale, che nei prossimi 15 anni potrebbe arrivare a valere fino a 100 miliardi di dollari. Dove però Beyond Meat si dovrà confrontare con una concorrenza sempre più agguerrita. Impossible Foods ha raggiunto un accordo di distribuzione con la catena Burger King e anche Nestlé si appresterebbe a lanciare hamburger senza carne. L’azienda ha comunque fatto sapere di stare ampliato le sue partnership con il settore della ristorazione e reso noti piani per espandere la produzione in Europa.

Poche settimane fa Forbes.it ha incontrato a Milano Joseph Puglisi, scientific advisor di Beyond Meat, riuscendo anche ad assaggiare la “carne” di Beyond Meat. Ne è nato questo video: