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Investimenti 4 Agosto, 2020 @ 12:37

Non ci sarà un’altra Argentina: accordo in extremis per evitare un nuovo default

di Massimiliano Carrà

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argentina, evitato default finanziario
Il presidente argentino Alberto Fernández (Ricardo Ceppi – Getty Images)

L’Argentina dice no al nono default finanziario della sua storia e raggiunge in extremis il tanto agognato e inseguito accordo con i suoi creditori. A renderlo noto è lo stesso governo sudamericano in una nota ufficiale: “La Repubblica argentina e i rappresentanti del gruppo ad hoc di obbligazionisti argentini, il comitato dei creditori argentini e il gruppo di obbligazionisti di Borsa e altri detentori (collettivamente, i “creditori che forniscono sostegno”) hanno raggiunto un accordo che consentirà ai membri dei tre gruppi di creditori di sostenere la proposta di ristrutturazione del debito argentino e di concedere alla Repubblica una significativa riduzione del debito”.

In base all’accordo, rivela il comunicato (condiviso anche su Twitter dal ministero dell’Economia) “l’Argentina adeguerà alcune delle date di pagamento previste per le nuove obbligazioni stabilite nell’invito del 6 luglio”.


L’accordo, ovviamente, oltre ad essere una buona notizia per tutto il paese (tra i più colpiti dall’emergenza sanitaria ed economica scaturita dal Covid-19), non può che fare felici anche altri investitori internazionali, compresi quelli italiani. Anche se la situazione non era per nulla paragonabile a quella del 2001, quando l’Argentina andò incontro al suo ultimo default finanziario, e quando molti investitori italiani, che avevano in portafoglio i tango bond (i titoli di Stato del paese sudamericano), persero gran parte dei propri risparmi.

L’Argentina e i dettagli dell’accordo per evitare il default

Entrando nel merito dell’accordo stipulato dal governo argentino, guidato dal presidente Alberto Fernández, e dai creditori (tra i quali spicca anche BlackRock), il comunicato evidenzia quattro punti ben precisi:

  • le date di pagamento sulle nuove obbligazioni saranno il 9 gennaio e il 9 luglio anziché il 4 marzo e il 4 settembre;
  • le nuove obbligazioni da emettere come compensazione per gli interessi maturati e la compensazione per il consenso aggiuntivo inizieranno ad ammortizzarsi nel gennaio 2025 e scadranno nel luglio 2029;
  • gli ammortamenti per le nuove obbligazioni 2030 in dollari e in euro inizieranno nel luglio 2024 e scadranno nel luglio 2030, dove la prima rata avrà un importo equivalente;
  • gli ammortamenti per le nuove obbligazioni 2038 in dollari e in euro, da emettere a titolo di corrispettivo per le obbligazioni di sconto esistenti, inizieranno nel luglio 2027 e scadranno nel gennaio 2038;

Inoltre, evidenzia il governo, “i possessori di obbligazioni denominate in euro e franchi svizzeri saranno in grado di scambiare le proprie obbligazioni con le nuove obbligazioni denominate in dollari, in base ai tassi di cambio in Euro / CHF / USD” da qualsiasi fonte di quotazione riconosciuta selezionata dalle banche di collocamento a loro esclusiva e assoluta discrezione, intorno alle 12.00 ora di New York dal 6 agosto 2020”. 

Infine, l’Argentina, se da una parte “adeguerà alcuni aspetti delle clausole di azione collettiva nei nuovi documenti obbligazionari per rispondere alle proposte presentate dai membri della comunità dei creditori, che mirano a rafforzare l’efficacia del quadro contrattuale come base per la risoluzione della ristrutturazione del debito sovrano”, dall’altra “proroga la data di scadenza del suo invito dalle 17:00 (ora di New York City) del 4 agosto 2020 alle 17:00 del 24 agosto, a meno che non sia prorogato per un ulteriore periodo o terminato in anticipo”.

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