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Business 16 Settembre, 2020 @ 5:05

Ecco hlpy, l’Uber dell’assistenza stradale che piace alle assicurazioni

di Massimiliano Carrà

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Valerio Chiaronzi – ceo e founder di hlpy (Courtesy hlpy)

Rivoluzionare l’assistenza stradale e della mobilità, attraverso l’innovazione e l’intelligenza artificiale. È con questo scopo che nasce hlpy, la startup con base a Milano che ha deciso di sfidare i player tradizionali, posizionandosi come il naturale interlocutore per le compagnie assicurative che non hanno una loro società di assistenza nella compagine societaria.

Fondata e guidata da Valerio Chiaronzi (ceo & founder), che vanta esperienze in Europ Assistance (dove è stato chief commercial officer) e AmTrust International (vice direttore generale), hlpy può contare su un team di manager con esperienze ultraventennali nel settore insurance e tech. Proprio per questo, è una startup che nasce con una profonda conoscenza del mercato e consapevole di quali siano i limiti e le inefficienze del settore dell’assistenza stradale (che a livello europeo ha un valore di circa 5,4 miliardi di euro, di cui l’Italia rappresenta una porzione significativa con oltre 40 milioni di veicoli circolanti).

Non a caso, quindi, oltre a proporsi come challenger delle società tradizionali e game-changer del mercato, hply ha già suscitato l’interesse di due importanti player assicurativi come Bene Assicurazioni (socio investitore che partecipa al capitale sociale di hlpy) e Vittoria Assicurazioni (che, attraverso Vittoria Hub, ha deciso di accelerare hlpy nel suo percorso di sviluppo, finalizzato ad un piano di adoption graduale delle loro soluzioni).

L’obiettivo di hlpy e come funziona

Entrando nel merito del progetto, hlpy punta a generare vantaggi per tutti gli attori della filiera: riduzione dei costi fino al 70% per le compagnie assicurative, maggiore efficienza per gli operatori del soccorso e una migliore esperienza per i clienti finali. Come? Attraverso l’implementazione di tecnologie come machine learning, artificial intelligence e natural language processing in un settore, quello dell’assistenza stradale, che ha da sempre faticato ad assorbire i benefici dell’innovazione.

Uber  – spiega Valerio Chiaronzi, ceo & founder di hlpy – ha rivoluzionato il mercato della mobilità senza una propria flotta di veicoli. Airbnb ha stravolto il mercato dei viaggi e del turismo senza avere neppure una camera. Nello stesso modo hlpy punta a sfruttare l’innovazione digitale per portare benefici a tutti i player coinvolti nella filiera del soccorso stradale, dalla compagnia assicurativa al cliente finale, passando per il network di soccorritori”,

Grazie alla propria piattaforma digitale, hlpy è in grado di offrire concreti vantaggi a:

  • i business partner e le compagnie assicurative, che possono ridurre fino al 70% il costo di gestione del servizio, potendo contare su una soluzione full digital; 
  • gli operatori del soccorso, che possono sfruttare processi più agili e totalmente digitali;
  • i clienti finali, che possono contare su informazioni immediate e tempi di intervento certi, oltre a poter proseguire il viaggio grazie a veicoli sostitutivi.

Il team e i prossimi step

Oltre all’esperienza di Valerio Chiaronzi, hlpy può contare anche su un advisory board di primissimo piano in cui figurano: Enrico Noseda (Skype, Microsoft, France Telecom, ora impegnato nello sviluppo internazionale di startup digitali italiane), co-founder dell’iniziativa, Umberto Angelucci (SKY, Blu, EY Consultants, Fininvest), advisor ICT, e Gerardo Altieri (JLR, Hyundai, GM, Saab), advisor Automotive.

Dopo l’ingresso dei nuovi soci nel capitale sociale, in particolare – come dicevamo – di Vittoria Assicurazioni e Bene Assicurazioni – il piano di sviluppo di hlpy prevede il Go to Market nel 1° quadrimestre 2021. Nella strategia di lungo periodo, la startup punta, invece, all’internazionalizzazione a partire dal 2023: apertura di sedi operative in alcuni dei mercati europei più interessanti, con un obiettivo di 5 nuovi mercati nei successivi 3 anni.

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