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Clubhouse alza la voce: effetto surround per resuscitare le nuove iscrizioni

Come nei ristoranti dove le prenotazioni languono, Clubhouse cerca di migliorare il suo menu per portare a sé quanti più nuovi utenti possibile. La crescita iniziale impetuosa, sospinta dal lockdown che impediva a miliardi di persone di incontrarsi fisicamente, aveva fatto saltare i tappi di champagne negli uffici del venture capital Andreessen Horowitz, finanziatore dell’app vocale. Ma nei mesi più recenti la corsa alle iscrizioni è rallentata sensibilmente. E quindi i nuovi utenti devono essere attratti con esperienze nuove ed immersive.

Nasce l’effetto surround

I tecnici di Clubhouse sono al lavoro per introdurre l’effetto surround, un nuova modalità che offre un effetto audio che fa sentire l’ascoltatore immerso nella scena come nei migliori videogiochi sparatutto. Protagonista di questa innovazione è Justin Uberti che annuncia la novità con un tweet: “I protagonisti delle stanze adesso si troveranno una sorta di palcoscenico virtuale e
sentiranno le voci e i suoni arrivare da vari punti dello spazio, quasi come accade nelle sale cinematografiche dotate di Dolby Surround.

Barzellette che cadono nel vuoto

Secondo Uberti, quando tu racconti una barzelletta su Clubhouse ma non senti le persone ridere intorno a te come se fossero presenti, resti male e provi un senso di frustrazione. Ecco perché la nuova tecnologia che si chiama Hrtf, High related transfer function,  segnerà una svolta rendendo più realistici i contatti tra le persone aggregate nelle varie stanze. “Uno dei limiti di queste app di audio di gruppo è che non si ottiene la stessa sensazione di stare in uno spazio fisico reale”, ha spiegato Uberti al sito TechCrunch.

La concorrenza di Facebook e Twitter

Uberti, che ricopre il ruolo di responsabile della tecnologia streaming di Clubhouse, è cresciuto dentro Alphabet creando Google Duo, Hangouts e guidando il team di Stadia, la piattaforma di videogames che Google ha smesso di finanziare dopo la risposta modesta del mercato. Paul Davison, cofondatore di Clubhouse insieme a Rohan Seth, ha chiesto a Uberti questa nuova esperienza immersiva del suono per non perdere terreno rispetto alle piattaforme concorrenti dedicate all’audio come le Live Audio Rooms
di Facebook e gli Spaces di Twitter, tutte nate dopo il successo di Clubhouse quando il fenomeno della “voce” sembrava dilagare.

Le celebrities e il ritardo di Android

Questa novità – che potenzia l’esperienza audio – inizia prima per gli utenti che usano il sistema operativo iOS, quello degli iPhone e degli iPad. Solo tra qualche tempo sarà disponibile anche su Android, che viene usato attualmente da oltre 2 miliardi di utenti, secondo i dati diffusi da Google. Per la crescita delle iscrizioni, che hanno portato il valore a 4 miliardi di dollari, sono state fondamentali all’inizio le celebrities che hanno accettato di animare le stanze. Da Mark Zuckerberg a Elon Musk, alla famosa tv star Oprah Winfrey, che hanno raggiunto ben presto il tetto massimo di iscrizioni fissato a 5mila per ogni appuntamento.

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