L’app delivery del fresco che conquista il cuore dei veneti

ale fresh market
Alessandro Andretta
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Da zero a 4.500 download in pochi mesi per un’app che porta in Veneto la cultura del km zero. La storia dell’app di delivery, Ale Fresh Market, è di una startup che ha saputo farsi strada velocemente. Guidata da Alessandro Andretta, imprenditore che ha alle spalle una lunga tradizione familiare nel campo agricolo, Ale Fresh Market punta a conquistare il cuore dei consumatori e a sfidare la agguerritissima concorrenza nel settore, con una vision che trasforma clienti e fornitori in veri protagonisti del business. Lo abbiamo intervistato.

Come nasce l’idea di Ale Fresh Market?

Nasce da una vicenda familiare. La mia famiglia è da cinque generazioni che opera nel settore ortofrutticolo.  Come ogni business tradizionale, tuttavia, c’era bisogno di portare l’azienda nel futuro. Allora ho deciso di creare una soluzione, un’app, che aiutasse ristoratori, catering, professionisti del settore alimentare e famiglie ad acquistare e farsi recapitare a domicilio prodotti agricoli freschi in tutto il Veneto con un clik, sposando la “filosofia del territorio per il territorio”.

Come funziona l’app?

Ci siamo ispirati ai modelli di business di big player nel settore internazionali, ma con una vision diversa. Innanzitutto, abbiamo voluto concentrarci su delle specificità del Veneto, coinvolgendo aziende agricole locali di grande qualità ma ancora poco digitalizzate e sprovvisti di drivers. E soprattutto, nel nostro modello i fornitori e gli stessi clienti non devono essere solo dei soggetti passivi, ma entrare vivamente nel business.

Cosa farete adesso ?

La crescita è stata veloce, per poter servire in tutto il Veneto adeguatamente avremo bisogno di un acceleratore, un partner finanziario, che ci consenta di crescere e rifornire richieste da tutto il Veneto in meno di due anni. Stiamo accarezzando anche l’idea di coinvolgere fornitori e clienti più affezionati e farli diventare azionisti del progetto. Lo faremo probabilmente con crowdfunding o fundraising a livello locale. Sarebbe meraviglioso rendere soci gli stessi fruitori dell’app. Un modo direi unico di fidelizzare la propria clientela e di creare sinergie oltre il virtuoso con i propri fornitori.

Perché oggi qualcuno dovrebbe decidere di investire sul progetto?

Si parla di delivery, si parla di km zero, filiera corta, commercio sostenibile, comodità, spesa facile e conveniente, velocità del servizio, tutte fattori che l’app Ale Fresh Market rappresenta brillantemente. Inoltre, a parlare credo siano i numeri che abbiamo realizzato in sei mesi di attività, come i circa 4.500 download e il milione di fatturato; previsione per vendita per il 2022 3 milioni e puntiamo a raggiungere i 5 milioni di fatturato entro il 2023.

Quali sono stati gli ostacoli e c’è qualcuno che vi ha supportato nel progetto?

La prima è sicuramente la concorrenza nel settore. La sfida è cercare di essere veloci, senza perdere il focus sul cliente. Poi sicuramente la scelta dei fornitori che deve essere attenta. Come aiuto, ho avuto il piacere di appoggiarmi allo staff  Davide D’Andrea Ricchi che mi ha supportato su tutto il piano marketing che su quello tech, citandoci tra le storie che ha raccolto nel suo nuovo libro Let’s Digitalize – 69 steps dal negozio fisico a quello on line.

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