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11 maggio 2026

Dati sovrani: l'approccio open source e multicloud di Cloudera per addestrare i modelli di IA

L'azienda permette alle organizzazioni di conservare e processare le proprie informazioni in autonomia. “Il nostro obiettivo è rendere la piattaforma sempre più flessibile”, dice il manager Yari Franzini
Dati sovrani: l'approccio open source e multicloud di Cloudera per addestrare i modelli di IA

Andrea Bocchini
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Andrea Bocchini

Contenuto tratto dal numero di maggio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!

Con un approccio aperto e multicloud, Cloudera permette alle organizzazioni di conservare e processare le proprie informazioni in autonomia. “Il nostro obiettivo è rendere la piattaforma sempre più flessibile”, dice il manager Yari Franzini.

All’interno del mercato globale dei dati, sempre più dominato da logiche proprietarie e concentrazione tecnologica, Cloudera punta su un approccio opposto: apertura, controllo e indipendenza. Un modello che oggi si intreccia con due temi chiave per aziende e istituzioni europee – sovranità del dato e intelligenza artificiale – e che sta trovando terreno fertile anche in Italia.

Fondata nel 2008 e presente nel nostro Paese dal 2015, la società si è imposta nella gestione dei dati complessi su grande scala attraverso una piattaforma basata su tecnologie open source. “Cloudera è nata come piattaforma di gestione dei dati e ha contribuito a creare questo mercato”, spiega Yari Franzini, group vice president South, Central & Eastern Europe. “Nel tempo abbiamo sviluppato una soluzione completa che copre l’intero ciclo di vita del dato, fino ad approdare fisiologicamente all’intelligenza artificiale. Questo percorso ci posiziona ora come una piattaforma capace di offrire alle aziende una governance totale, mantenendo sempre il controllo sui costi e sull’indipendenza tecnologica”.

Oggi quella piattaforma si è evoluta in un ecosistema che integra ambienti on-premise e cloud pubblici, secondo una logica sempre più ibrida e multicloud. Un passaggio reso possibile anche dalla fusione con uno dei principali competitor storici, che ha rafforzato il posizionamento. “Il nostro obiettivo è rendere la piattaforma sempre più flessibile, adattandola alle esigenze di gestione cloud dei clienti”, continua Franzini.

È proprio questa flessibilità il pilastro della visione ‘Cloud Anywhere’ di Cloudera, uno degli elementi distintivi rispetto ai grandi hyperscaler. Mentre molti operatori spingono verso modelli chiusi e fortemente integrati, Cloudera punta sul disaccoppiamento tra dati e infrastruttura. In altre parole, le aziende possono scegliere dove conservare e processare i propri dati, tra diversi cloud provider o sistemi interni, senza rimanere vincolate a un unico fornitore. “Questo approccio non solo abbatte i costi di migrazione e lock-in, ma è l’unico che consente una IA davvero portabile, capace di muoversi insieme ai dati ovunque l’azienda ne abbia bisogno, mantenendo però indipendenza e controllo”, sottolinea Franzini.

Questo è particolarmente rilevante in Europa, dove la sensibilità su questi temi è altissima: poter gestire i propri dati e addestrare modelli di IA mantenendo i dati all’interno dei confini nazionali o aziendali non è solo un vantaggio competitivo, ma una necessità per garantire il pieno controllo della proprietà intellettuale e l’ottimizzazione dei costi di gestione.

A differenza di altri operatori, Cloudera mantiene un forte legame con il proprio dna open. Questo si traduce anche nella possibilità di integrare modelli di intelligenza artificiale, inclusi quelli generativi, mantenendo il pieno controllo da parte del cliente. “Non ci affidiamo a servizi gestiti da aziende extraterritoriali”, precisa Franzini. “Offriamo piattaforme open sotto il controllo del cliente, allineandoci alle direttive europee e garantendo maggiore flessibilità anche nei costi”.
Il nodo economico è tutt’altro che secondario. In un contesto in cui l’adozione dell’IA può generare costi imprevedibili – come evidenziato anche da diverse analisi internazionali sul rischio di modelli fuori controllo – Cloudera propone un approccio basato su consapevolezza e trasparenza. Accanto ai modelli a consumo, introduce soluzioni infrastrutturali che consentono una maggiore stabilità dei costi nel tempo. “Possiamo passare da logiche a token a modelli più consolidati, riducendo l’esposizione a shock di prezzo. È un’innovazione non solo tecnologica, ma anche di governance finanziaria”, osserva Franzini.

Sul fronte dei clienti, la società si concentra soprattutto su grandi organizzazioni e settori regolamentati: banche, assicurazioni, telecomunicazioni e pubblica amministrazione rappresentano i mercati principali. A questi si aggiungono ambiti in crescita come manifatturiero e sanità, dove la gestione del dato è sempre più importante.
Proprio nella pubblica amministrazione Cloudera sta portando avanti alcuni dei progetti più rilevanti. Tra questi, la collaborazione con la Comunità di Madrid per la creazione di uno dei più grandi hub pubblici europei dedicati ai dati e all’intelligenza artificiale, pensato per sviluppare servizi avanzati per i cittadini, come la sanità personalizzata e la gestione intelligente dei trasporti.

L’esempio più emblematico di questa visione in Italia è la Piattaforma nazionale di telemedicina (Pnt). In questo progetto, Cloudera funge da spina dorsale tecnologica per la gestione e l’analisi di dati sanitari complessi su scala nazionale. L’obiettivo è abilitare una medicina realmente data-driven garantendo, al contempo, sicurezza e sovranità su informazioni sensibili.
Sul mercato italiano il percorso IA è ancora in fase di consolidamento, ma i segnali sono positivi. “Lavoriamo a diversi progetti, soprattutto nei settori finance e pubblica amministrazione”, racconta Franzini. “Non siamo ancora a una piena maturità in termini di messa in produzione, ma le iniziative sono numerose e i riscontri molto incoraggianti. Tanto che l’Italia è oggi il mercato più performante nell’area Sud ed Est Europa.

In un contesto in cui il dato è sempre più asset strategico e terreno di competizione geopolitica, la partita si gioca non solo sulla capacità tecnologica, ma anche sui modelli di governance. È in questa intersezione che Cloudera traccia la sua linea di distinzione: offrire meno dipendenza e più controllo. È un equilibrio che, specialmente nel panorama europeo, è destinato a diventare il fattore decisivo per le aziende che vogliono guidare il futuro di dati e IA senza rinunciare alla propria autonomia digitale.

Questo articolo è stato notarizzato in blockchain da Notarify.

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