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Life 20 giugno, 2019 @ 3:00

Cosa c’è nella collezione privata di gioielli più grande al mondo

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

Scrivo di moda e tutto ciò che le gravita attorno.Leggi di più dell'autore
Nata in Sicilia, si trasferisce a Milano per studiare giurisprudenza ma soprattutto per inseguire la sua più grande passione: la scrittura. In precedenza ha collaborato con il quotidiano di Class editori MFFashion occupandosi di moda e finanza. Appassionata di romanzi gialli, musica jazz e cinema. chiudi
asta persone
(christies.com)

Dopo un tour mondiale che ha visto migliaia di persone accorrere alle sale di Christie’s, una mostra di New York appositamente progettata e un’asta di 12 ore presieduta da cinque diverse case, la collezione Maharajas & Mughal Magnificence ha messo a segno 109,3 milioni di dollari: il valore più alto per qualsiasi asta di arte indiana e la seconda più alta per una collezione di gioielli privata, appartenuta allo Sheikh Hamad bin Abdullah Al-Thani, emiro del Qatar che possedeva pezzi unici (dal 17esimo al 21esimo secolo).

Sul piatto circa 400 lotti, dai leggendari diamanti di Golconda alle abbaglianti pietre colorate e accessori usati nelle corti reali fino a spade e pugnali un tempo di proprietà dei sovrani indiani. Pezzi unici come una collana Rivière con diamanti venduta per $ 2.145.000, una spilla con diamanti e smeraldi di Bhagat, il più grande gioielliere indiano ($ 399.000), uno smeraldo intagliato Cartier ($ 735.000) e una fibbia in smeraldo Art Déco del marchio francese di lusso, che ha attirato l’applauso generale quando è stata venduta per $ 1.545.000 (il prezioso oggetto fu progettato per Sybil Sassoon, Marchesa di Cholmondeley, che la indossò per le incoronazioni di Re Giorgio VI nel 1937 e della Regina Elisabetta II nel 1953).

Non solo gioielli: simboli dell’abilità militare e dell’autorità politica, le armi e le armature indiane usate nelle processioni reali comprendono una spada cerimoniale del Nizam di Hyderabad ($ 1.935.000), record mondiale d’asta per una spada indiana, e la collana Nizam di Hyderabad, venduta allo stesso prezzo.

“Dai pugnali eccezionali indossati dai nobili d’élite e dalle famiglie reali dell’India a gioielli importanti ispirati alla tradizione e all’architettura indiana, l’asta ha rappresentato un momento culturale significativo per l’arte indiana e islamica”, ha commentato William Robinson, direttore internazionale di World Art presso Christie’s.

Life 29 maggio, 2019 @ 9:26

Record per una cena con Warren Buffett: offerti 3,5 milioni di dollari

di Forbes.it

Staff

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Warren Buffett ha un patrimonio stimato di (Steve Pope/Getty Images

Nuovo record per il leggendario investitore Warren Buffett. Da 20 anni il magnate di Berkshire Hathaway dà la sua disponibilità per una cena di beneficenza che viene messa all’asta tra gli estimatori di quella che attualmente è la terza persona più ricca del mondo.

L’edizione 2019 dell’asta ha toccato vette mai raggiunte. Per sedersi alla stessa tavola di Buffett e condividere con lui progetti, visioni e idee d’investimento un anonimo benefattore è infatti arrivato a offrire 3,5 milioni di dollari.

E ciò a sole 48 ore dall’inizio dell’asta. Mancano infatti ancora alcuni giorni alla conclusione dell’incanto online e pertanto il record potrebbe ulteriormente essere ritoccato verso l’alto. Nel 2016, il precedente record si era fermato a 3,456 milioni di dollari.

La cena, si svolgerà in uno dei ristoranti della catena Smith & Wollensky, famosa per le sue bistecche e per i piatti di carne, e il ricavato andrà all’associazione Glide, che opera a supporto dei senza tetto di San Francisco, e che ha visto in passato tra i suoi volontari proprio la moglie di Buffett, Susie.

Per chi volesse (e soprattutto potesse) partecipare all’asta questo è il link alla pagina di eBay dove si sta svolgendo l’incanto.

Investimenti 15 maggio, 2019 @ 2:24

110 milioni per un Monet a New York. Consigli per la prossima asta

di Alessandro Turci

Contributor

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Scrive poesie. A volte di politica estera, di stile, di viaggi. Per Panorama, Icon, il Foglio, Aspenia. chiudi
donna a un'asta
(Getty Images)

Non era un segreto per nessuno che l’arte impressionista fosse in prepotente crescita, ma 110,7 milioni di dollari battuti ieri da Sotheby’s per un Claude Monet sono il record assoluto per un’asta dedicata all’ambita corrente artistica.

E se questo e altri capolavori fossero sfuggiti a uno di voi perché volevate tanto andare da Christie’s, da Sotheby’s e da Phillips, ma vi mancavano… come dite? i soldi?, ma no… vi mancavano le parole. Il vocabolario adatto insomma.

Ammettiamolo: per non passare da provinciali in gita a New York, a Londra o a Hong Kong, tutti ci siamo privati del piacere di fare la nostra bid. La nostra cosa?

Ecco allora il glossario minimo, internazionale, per non sfigurare mai e aggiudicarvi il vostro lotto preferito. Quanto al denaro, quello è relativo; è un bene tipografico: si è sempre stampato e sempre si stamperà…

As is: vuol dire, terra terra, come visto e piaciuto. Significa che il lotto presentato (un dipinto, una scultura, un orologio, un mobile) è offerto nelle condizioni in cui si trova, imperfezioni incluse.

Bid: la vostra offerta per un lotto specifico. Questo fa di voi, automaticamente un bidder.

Consignor: se invece siete quelli che vogliono vendere un oggetto, e lo avete affidato alla casa d’Aste. Potete mantenere anche l’anonimato, sul catalogo, apparendo come designation. Se non volete rivelarvi, una formula è “Property of a Distinguished European Collector”. Se siete europei, ovviamente…

Auctioneer: è il banditore d’asta. Il regista sul podio che annuncia i lotti e gestisce la gara. Potrà farvi felici o tristi. Voi altrettanto lui…

Paddle: la paletta, l’oggetto con un numero impresso e che vi permette, seduti in sala, di avanzare la vostra bid per il lotto. Il numero consente al banditore di riconoscervi e recepire la vostra offerta. Insomma il paddle è il vostro avatar, scaramanzie incluse.

Bid increment: è la quota minima decisa dal banditore, in genere il 10%, per alzare la posta di un’offerta. Se poi volete strafare alzate a piacere, ma attenti a fare bene i conti…

Gavel: il piccolo martello che il banditore usa per assegnare il lotto, non prima di aver annunciato il:

Fair Warning: un educato avvertimento che l’offerta al momento più alta sta per aggiudicarsi il lotto. Con il fair warning il banditore solleva il gavel, e da quell’istante vi resta poco tempo, diciamo meno di un minuto, per alzare il vostro paddle, offrire di più e aggiudicarvi il lotto. Oppure arrendervi. Oppure guardarvi attorno con aria sorniona, come a dire, non m’interessava affatto…

Quando il gavel si abbatte (in gergo si dice che il lotto è stato knocked down) sancisce due cose, l’assegnazione del lotto e la determinazione del prezzo, che si dirà:

Hammer Price: al quale vanno aggiunte le tasse e le commissioni. Per cui non andate a contendere un Monet con 110 milioni di dollari puliti puliti, perché potrebbero non bastarvi.

Lot: è il lotto, si dice al singolare è riguarda sia pezzi singoli che multipli.

Provenance: è la storia dell’oggetto offerto nel lotto. Dice quanti e (a volte) quali proprietari ha avuto. E’ la garanzia che l’oggetto non abbia punti oscuri nel proprio passato. Informazioni sulla provenance le trovate nel catalogo dell’Asta o posso essere descritte a voce, molto rapidamente, dal banditore poco prima di dare inizio alla gara.

Reserve price: è il valore minimo dell’oggetto, concordato tra la proprietà attuale e la casa d’Aste. Se non viene raggiunta un’offerta superiore, l’oggetto rimane invenduto.

Bought-in: si dice quando un lotto non raggiunge il reserve price o non riceve alcuna offerta. In questo caso si dice anche che il lotto è:

Burned: bruciato. Non è una bella cosa, se siete quelli che vendono. Il vostro oggetto è sotto i riflettori e i collezionisti son gente di buona memoria. Potrebbe passare molto tempo prima che riusciate a venderlo.

White Glove Sale: è l’opposto del bought-in. Si verifica quando tutti i lotti di un’asta sono venduti con successo.

Infine, non dimenticate mai che l’opera è la creazione di qualcuno, per questo è stata istituita la:

Artist Resale Right (or Droit de Suite): sono i diritti da pagare all’artista (o ai suoi eredi) che ha realizzato l’opera, che sia in vita o scomparso da 70 anni al momento dell’asta. Vigente in Europa, non negli Stati Uniti d’America.