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Leader 10 Settembre, 2019 @ 12:52

Per Jack Ma è il giorno dell’addio alla sua creatura Alibaba

di Forbes.it

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Jack Ma ha un patrimonio stimato di 38,6 miliardi di dollari. (Photo by Lintao Zhang/Getty Images)

L’aveva annunciato ormai un anno fa. Oggi Jack Ma, lascia il suo ruolo di ceo di Alibaba, da lui fondata esattamente venti anni fa, il 10 settembre 1999, con una festa d’addio da 80mila persone allo stadio Hangzhou Centro Olimpico e uno show spettacolare. Una data non scelta a caso visto che oggi, oltre a essere il ventennale della società è anche il suo 55° compleanno.

L’imprenditore miliardario – Forbes stima un patrimonio netto di 38,6 miliardi di dollari – si fa quindi da parte e lascerà la guida del colosso dell’e-commerce a Daniel Zhang, 47 anni. Ma, invece, si dedicherà alla filantropia.

“Non è la fine di un’era ma l’inizio di una nuova, per me. Ho ancora molti sogni da realizzare. Chi mi conosce sa che non mi piace stare senza fare niente. Il mondo è grande e io sono ancora giovane, quindi voglio provare nuove cose, perché se nuovi sogni possono essere realizzati”, ha scritto lo scorso anno in una lettera aperta che annunciava la mossa.

Ma si dedicherà maggiormente alla filantropia. Con altri 8 tycoon cinesi ha già fondato nel 2015 la Hupan University ad Hangzhou, un’istituzione divenuta in poco tempo una dei più potenti network del business del Paese. Ha sempre ripetuto di non voler morire in ufficio, ma sotto un ombrellone in spiaggia: “Me ne andrò ancora giovane per godermi la vita come Forrest Gump”.

Non a caso nella sua ideale tabella di marcia professionale, Ma sosteneva che “tra i 50 e 60 anni bisogna lavorare e investire per i più giovani, passando loro tutte le nozioni ed esperienze che ci hanno formato negli anni precedenti. Raggiunta questa età, i giovani sapranno fare sicuramente meglio di noi”.

Recentemente ha difeso la giornata lavorativa da 12 ore che considera “Una benedizione”. Dal suo account WeChat parlava del cosiddetto “sistema 996“: l’orario lavorativo dalle 9:00 alle 21:00 per una settimana di sei giorni. Senza il sistema, ha scritto, l’economia cinese avrebbe “molto probabilmente perso vitalità e impeto”.

Business 6 Settembre, 2019 @ 1:31

Dal lusso alla nuvola, così Alibaba gioca la sua partita nel risiko dell’e-commerce

di Matteo Rigamonti

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Jack Ma
Secondo Forbes, Jack Ma ha un patrimonio stimato di 39,4 miliardi di dollari. (Photo by Andrew Burton/Getty Images)

Nel risiko dell’e-commerce globale, Alibaba si rafforza in casa e gioca d’attacco in Europa. La notizia dell’acquisto per 2 miliardi di dollari della piattaforma di e-commerce Kaola da NetEase piomba sui mercati pochi giorni soltanto dopo l’apertura del primo negozio fisico in Europa per la vendita al dettaglio con marchio AliExpress.

Alibaba compra Kaola, la piattaforma che importa il lusso in Cina

Kaola è la società leader nell’importazione e vendita online in Cina di vestiti, elettronica di consumo e accessori sportivi prodotti all’estero. Brand affermati in occidente e di qualità che piacciono anche ai cinesi come Ugg, Gucci, Michael Kors, Swarovski, Tissot, Longines, Apple, Lindt, Evian, Nike, Adidas e moltissimi altri ancora. Il suo acquisto dalla società di gaming online ed entertainment cinese NetEase – Forbes.com aveva anticipato l’indiscrezione già a ferragosto ma ieri è giunta l’ufficialità della notizia – fa del gruppo fondato da Jack Ma il signore indiscusso dell’e-commerce in patria. Come ricorda il South China Morning Post – quotidiano di proprietà di Alibaba – citando una ricerca di iiMedia Research, la quota di mercato del 27,7% di Kaola si somma al 25,1% dell’altro player locale nell’e-commerce, Tmall Group, già di proprietà di Alibaba. In pratica più di uno yuan su due di tutte le vendite online in Cina transita sulle piattaforme del signor Ma. Mentre il primo dei competitor è Jd.com di Jd Worldwide (insieme fanno più dell’80% del mercato), a maggior ragione dopo l’addio di Amazon con la decisione di chiudere in Cina il suo marketplace online dedicato ai prodotti di terzi.

Kaola, che pure continuerà ad operare con il suo brand – come conferma Alibaba in una comunicazione ufficiale sulla sua newsroom -, sarà guidata dal ceo Alvin Liu che è l’import ed export general manager di Tmall.

Alibaba apre in Europa il primo store AliExpress

Sebbene il mercato dell’e-commerce in Cina sia uno tra i più grandi a livello mondiale, tanto che a fine 2019 raggiungerà complessivamente il valore di 1,935 trilioni di dollari in vendite, la partita del commercio online ormai si gioca su di una scacchiera globale. E lo sa bene anche Alibaba che – come riporta Forbes.com – ha appena aperto (il 21 agosto) il suo primo negozio fisico in Europa: a Madrid Xanadu, uno dei più grandi centri commerciali del Vecchio Continente, dove sorge uno store a marchio AliExpress di 740 metri quadrati con un migliaio di prodotti di 60 brand che possono essere visionati salvo poi essere acquistati online.

Alibaba investe nella musica in streaming

A corredo dell’operazione Kaola, Alibaba, insieme a Yungfeng Capital di Jack Ma, ha deciso di investire 700 milioni di dollari in NetEase Cloud Music, servizio di musica in streaming di NetEase che ne manterrà il controllo. La nuvola e i servizi web, del resto, come insegna proprio Amazon che qui ha il sua business più redditizio, sono il settore complementare per eccellenza a quello dell’e-commerce.

Tecnologia 30 Agosto, 2019 @ 4:17

Lo strano dibattito tra Jack Ma ed Elon Musk su spazio, alieni e intelligenza artificiale

di Forbes.it

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Gli organizzatori della World Artificial Intelligence Conference a Shanghai hanno ottenuto più di quanto si aspettassero quando hanno organizzato un dibattito tra il presidente miliardario di Alibaba Jack Ma e il ceo di Tesla Elon Musk. Dibattito trasformatosi in una discussione a tutto campo su intelligenza artificiale, scimpanzé, alieni, cultura del lavoro e l’ossessione di Musk per Marte.

Musk ha sostenuto che “la gente pensa all’intelligenza artificiale come un essere umano intelligente; sarà molto più di questo”. Il ceo di Tesla ha paragonato la condizione degli umani comuni che cercano di comprendere l’IA a quella degli scimpanzé che cercano di capire gli umani. “Dobbiamo sembrare strani alieni”, ha detto, aggiungendo: “Se la differenza fosse solo così piccola, sarebbe sorprendente.”

Musk, che è proprietario anche di Neuralink, startup di protesi cerebrali, ha affermato che il problema più grande che sta affrontando in questo momento è che i ricercatori “non possono immaginare qualcosa di più intelligente di loro”.

Nell’evento ospitato dalla China Global Television Network, di proprietà statale, il capo di Alibaba ha sostenuto che l’IA ha il potenziale per trasformare la nostra settimana lavorativa riducendo il tempo trascorso in ufficio a sole 12 ore. Ma ha esortato “per i prossimi 10, 20 anni, ogni essere umano, paese, governo a concentrarsi sulla riforma del sistema educativo, assicurandosi che i nostri figli possano trovare un lavoro, un lavoro che richiede solo tre giorni alla settimana, quattro ore al giorno”.

 

Business 17 Maggio, 2019 @ 11:39

Jack Ma spiega i tre segreti del miracolo tecnologico cinese

di Gabriele Di Matteo

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Sul palco di VivaTech, la risposta parigina alle grandi fiere tecnologiche come il Consumer Electronic Show di Las Vegas, il presidente Emmanuel Macron dopo i saluti ufficiali e un discorso deciso sulla crescita digitale del mercato Ue, lascia il posto al miliardario che ha fondato Alibaba, Jack Ma.

Showman perfetto per saziare la curiosità degli oltre 100.000 delegati confluiti nella capitale francese imbracciando diversi sogni. Dalle case connesse alla rete, alle auto che guideranno da sole, fino ai grandi droni elettrici qui esposti, che permetteranno di volare sulle città congestionate alla velocità di 300 Km/h.

A provocare sul palco il primo cinese finito sulla cover di Forbes con un patrimonio di 38,2 miliardi di dollari c’è il presidente del gruppo Publicis Maurice Levy.

Mr Ma lei conferma l’idea di ritirarsi dal ruolo di Ceo?

“Sì. Vorrei morire guardando il mare non lo schermo del mio Pc. E devo fare un piccolo appunto sulla mia carica. Ceo per me significa Chief Education Officer, userò la mia fortuna per dare una istruzione a milioni di giovani, solo così la Terra potrà salvarsi. Da un paio di anni sto dedicando molta attenzione all’Africa, un continente i cui giovani mi ricordano la mia giovinezza, hanno dei grandi sogni e voglia di lavorare. L’Africa con milioni di piccole imprese è il mercato ideale per l’e-commerce. Il futuro è lì. L’Europa, invece, è un bel problema”.

Nella grande arena i giovani che lo ascoltano posano le baguette sui tavoli e tendono l’orecchio. Parla di loro?

“Voi qui in Europa vi preoccupate troppo. L’Intelligenza Artificiale non la vivete come una grande chance ma come un problema. Eppure le macchine e i robot non hanno sogni e quindi non potranno mai superare l’uomo. Qualcuno si angoscia all’idea che potranno nascere robot che combatteranno contro gli uomini. Sbagliato, perché noi possiamo costruire macchine migliori che distruggeranno questi ipotetici “nemici””.

Dal pubblico parte la domanda sugli investitori che hanno aiutato la crescita di Alibaba. Jack Ma risponde a modo suo: “Ok, gli investitori sono benvenuti ma è meglio pensare ai consumatori, ai nostri utenti, perché gli investitori non durano mai a lungo. E quando ci sono dei problemi fuggono, come succede il più delle volte. Per questo non sprecate tempo con loro, dedicate tutti i vostri sforzi al vostro team e ai vostri clienti. Io ho vissuto questa esperienza. Anni fa Alibaba andava male e uno dei maggiori finanziatori mi chiamò e disse: “Jack non credi che tu debba lasciare? Gli risposi no, non ora che l’azienda va male. Me ne andrò quando andrà bene”.

“L’e-commerce serve a sviluppare le Pmi, non serve alle multinazionali e voi in Europa avete una quantità di eccellenze straordinarie che però non fanno rete”.

E il grande problema della sicurezza che preoccupa i Governi? Furti di dati, vendita di identità a fini commerciali o politici…

“Bisogna combattere. Alibaba negli ultimi cinque anni ha subito 300mila attacchi al giorno dai criminali del Web e abbiamo reagito con enormi investimenti nella sicurezza per proteggere i dati dei clienti”.

Cosa ha aiutato il boom della Cina?

“Un durissimo lavoro e la voglia di imparare, di studiare, di inseguire le novità. Fatevi un giro nelle città cinesi e troverete giovani che conoscono almeno 40 parole inglesi. Andate a New York o Washington DC, quanti sono quelli che conoscono due parole di cinese? Ci ha aiutato la fame di sapere insieme ad un durissimo lavoro. Prendiamo il mio caso: io non capisco l’informatica, non conosco la programmazione né gli algoritmi, ma conosco le persone, questo è il segreto”.

Quali sono le chiavi dello sviluppo per un Paese?

“Tre “e”: e-government, entrepreneur, education. Alibaba nel 1999 lottava per sopravvivere, il mio appartamento era la sede, dieci quindici persone impiegate. Dopo un durissimo lavoro, costellato di tantissimi errori commessi, siamo arrivati al recente BlackFriday vendendo in uno solo giorno per 30 miliardi di dollari”.

Promette di scrivere un libro in futuro, un grosso volume con tutti gli errori che ha commesso Alibaba. “Abbiamo sbagliato continuamente e ci siamo corretti, giorno dopo giorno, non esiste business senza errori.

E poi torna alla sua passione: “A 55 anni devi passare la mano ai manager più giovani che hanno più spinta e più energia, io tornerò alla mia prima passione, insegnare ai giovani, investirò buona parte del mio patrimonio in startup che si dedicano all’educazione”.

Leader 16 Aprile, 2019 @ 9:58

Jack Ma difende il “metodo 996”: 12 ore di lavoro per sei giorni a settimana

di Forbes.it

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Secondo Forbes, Jack Ma ha un patrimonio stimato di 39,4 miliardi di dollari. (Photo by Andrew Burton/Getty Images)

La giornata lavorativa da 12 ore? “Una benedizione”. Parola di Jack Ma, il miliardario fondatore del gigante cinese dell’e-commerce Alibaba. Dal suo account WeChat ha difeso il cosiddetto “sistema 996“: l’orario lavorativo dalle 9:00 alle 21:00 per una settimana di sei giorni.  Senza il sistema, ha scritto settimana scorsa Ma, l’economia cinese avrebbe “molto probabilmente perso vitalità e impeto”. Ha poi ribadito di non volere persone che guardano alle “tipiche” 8 ore quotidiane. La dichiarazione arriva dopo il dibattito sollevato dalla recente pubblicazione di un articolo in cui si sosteneva che la formula 996 andrebbe contro la legge cinese.

Lo stesso Ma, che l’anno scorso ha annunciato le proprie dimissioni da presidente esecutivo di Alibaba, si è rivolto alle nuove generazioni di lavoratori: “Se non lavori tanto quando sei giovane, quando dovresti farlo? Lasciate che ve lo chieda: se non impiegate più energia degli altri, come potrete raggiungere il successo che volete?”.

LEGGI ANCHE: “Il fondatore di Alibaba ha condiviso la sua tabella di marcia per il successo”

Nonostante molti Paesi stiano adottando strategie più attente alla work life balance, la posizione di Ma, riporta il sito della BBC, è stata sostenuta da un altro imprenditore del mondo della tecnologia, nonché amico di Ma, Richard Liu, a capo dell’altro colosso dello shopping online cinese, JD.com, secondo cui i tanti anni di crescita economica del Paese hanno aumentato il numero di “fannulloni”.

“JD negli ultimi 4/5 anni non ha operato nessun licenziamento”, ha detto, “quindi il numero di dipendenti è cresciuto rapidamente, il numero di persone che da ordini è cresciuto, mentre quelli che lavorano effettivamente sono diminuiti”.