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Lifestyle 5 Aprile, 2019 @ 2:30

C’è un indirizzo sulla Costiera Amalfitana dove l’America fa il tutto esaurito

di Susanna Tanzi

Staff

Mi piacciono i viaggi avventurosi e il lusso discreto.Leggi di più dell'autore
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alberi cielo fiori
Hotel NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi

C’è un indirizzo sulla Costiera Amalfitana dove L’America fa il tutto esaurito. Dove gli ospiti d’oltreoceano hanno stabilito il loro personale luogo elettivo. Dove da aprile a ottobre pare di essere a Martha’s Vineyard e Cape Cod, località esclusive degli States. Il segreto del successo? Servizi e ospitalità di eccellenza, panorama mozzafiato, eleganza degli interni e della struttura. Che hanno ha fatto conquistare da poco all’NH Collection Grand Hotel Convento di Amalfi, incastonato a 80 metri di altezza sulla scogliera, l’ingresso nella categoria 5 stelle Lusso. NH ha ottenuto il prestigioso riconoscimento dal Comune di Amalfi anche grazie a una straordinaria opera di restauro e di conservazione di tante parti dell’ex convento in cui ha sede, e che attrae una clientela colta e attenta ai particolari, proveniente per il 90% dagli Usa.

Tra i tanti luoghi di fascino ed elevato prestigio artistico, un affascinante chiostro arabo-normanno del XIII secolo con la sua magnifica Loggia, la sacrestia riaperta da poco al pubblico, la splendida Cappella di S. Francesco di età tardo-barocca, in cui ancora oggi si celebrano matrimoni, e la suggestiva Passeggiata dei Monaci, punto di riferimento di artisti e pittori durante il Grand Tour. L’hotel dispone poi di 53 camere tutte vista mare, tra queste la più ricercata è la Suite dell’Eremita, antico luogo di meditazione dei frati. Nella zona più intima dell’hotel e immersa tra i giardini di limoni, vanta una terrazza di 25mq e una Jacuzzi privata a picco sul mare.

In generale, tutto invita alla pace dei sensi: dall’Infinity Pool a sfioro con vista sull’orizzonte alla Healthy & Beauty Area in cui farsi coccolare con massaggi e trattamenti esclusivi, dalla Panoramic Gym con vista mare al Percorso della meditazione, una passeggiata tra limoni, orto e terrazze. A impreziosire l’offerta, la nuova proposta enogastronomica firmata dallo chef Natale Giunta, un viaggio tra i sapori tipici della costiera amalfitana e il meglio della cucina siciliana. Lo chef, firma prestigiosa che collabora anche con un altro 5* del gruppo, NH Collection Taormina, insieme con il resident chef Claudio Lanuto, propone un menu studiato per esaltare la qualità e il sapore gli ingredienti e dei prodotti coltivati direttamente nell’orto del Convento.

In occasione della 5* Lusso, l’hotel ha presentato in anteprima un progetto storytelling di alto valore culturale: una app per valorizzare e fare conoscere il patrimonio artistico e i servizi della struttura. Insieme con un ricco calendario 2019 con eventi dedicati al mondo dell’enogastronomia, della moda, del wedding e della mondanità. Per altre richieste su misura, dalle gite alle guide, dai transfert alla cena romantica nel tavolo riservato e con la migliore vista, fino a cogliere da soli i limoni per farne una deliziosa bevanda, basta solo chiedere: sotto la guida attenta e cordiale del general manager Giacomo Sarnataro, lo staff è pronto a esaudire qualsiasi desiderio.

Cultura 18 Marzo, 2019 @ 11:30

La storia da mille e una notte che puoi vivere solo a Marrakech

di Valentina Lonati

Giornalista freelance. Scrivo di arte, design e teatro.Leggi di più dell'autore
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piscina sedie balcone
Balcony, Suite Prestige

Di Marrakech, La Mamounia è forse il luogo più leggendario. Fondato nel 1923 e progettato dagli architetti Léon Henri Prost e Antoine Marchisio, era l’hotel preferito da Winston Churchill quando si tratteneva in città, “il posto più incantevole del mondo”, come amava definirlo. Un luogo fin da subito speciale, la cui storia sembra uscire dai racconti de “Le Mille e una Notte” , affondando le radici nel Marocco di fine Settecento. Fu allora che Re Sidi Mohammed Ben Abdellah regalò ai quattro figli appena sposati una grande magione fuori dalla Kasbah, dedicando a ognuno un giardino. A diventare famoso fu quello dedicato a Mamoun, il principe più mondano, che era solito organizzare grandi feste all’aperto. Da qui il nome La Mamounia, e da qui la leggenda.

Sviluppato su una superficie di otto ettari, il giardino è ora una delle attrazioni più maestose dell’hotel, con ulivi secolari, palmeti, cactus, alberi di agrumi, bouganville, roseti, fichi e banani. Un paradiso esotico che Winston Churchill amava ritrarre nei suoi dipinti, esposti proprio a La Mamounia durante la biennale di Marrakech del 2014. Ma Winston Churchill non fu certo l’unico a subire il fascino di questo luogo. Da La Mamounia sono passati statisti, registi e attori come Charles de Gaulle, Charlie Chaplin, Marcello Mastroianni, Catherine Deneuve, Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, Alain Deloin, Nicole Kidman, Sharon Stone e Jennifer Aniston. La lista è lunghissima. E le curiosità si sprecano: per De Gaulle, ad esempio, venne realizzato un letto su misura capace di contenere la sua altezza. Inoltre, fu qui che Hitchcock decise di ambientare nel 1955 “L’uomo che sapeva troppo”, mentre Werner Herzog girò “Queen of the desert” nel 2014.

Passeggiando per i cortili e i saloni dell’hotel, è facile comprendere come mai sia diventato il punto di riferimento del jet set internazionale, aggiudicandosi numerosi premi tra cui il Best Urban Hotel in the World 2018 da Condé Nast Traveller. Con le sue 135 stanze finemente arredate in stile maghrebino, 71 suites e tre riad, La Mamounia è un tempio dell’eleganza e un tripudio di maestria artigianale marocchina. Ogni dettaglio è stato realizzato da mastri artigiani del luogo, detti Maâlem: l’architettura in stile arabo-andaluso incontra l’arte berbera in ambienti decorati secondo tradizioni secolari, come i soffitti Tataoui, che seguono un rituale antichissimo, l’hammam con i suoi rivestimenti tradizionali in Tadelakt, i pavimenti realizzati con le mattonelle Bejmat tipiche di Fez, le decorazioni in Zellige e le piastrelle verdi Quermoud, usate tradizionalmente per le moschee e utilizzate qui per rivestire i tetti dell’hotel.

Marmi, stucchi, legni intarsiati, mosaici e terracotte si rincorrono in tutti gli spazi dell’hotel, dove sculture, oggetti, pellami e mobili nascono dalle mani sapienti di artigiani locali. Appese alle pareti, poi, le opere di grandi artisti marocchini e internazionali come la statua “The Moroccan” creata dal celebre scultore franco-algerino Rachid Khimoune, oppure i dipinti degli artisti Bouzaid e Meki Megara, o ancora, i ritratti di fotografi internazionali come Gérard Rondeau, reporter di Le Monde. Poco lontano dal caos della Medina e di piazza Jamaa el Fna, La Mamounia offre un’oasi di tranquillità in cui il relax è favorito in ogni angolo. All’interno della struttura sono presenti due piscine – una interna e una esterna – quattro ristoranti e cinque bar, due sale conferenze, un orto dove vengono coltivate le verdure e le piante di spezie per i ristoranti, una biblioteca che offre svariati libri sulla città e una spa di 2500 metri quadrati che include uno studio fitness, un centro estetico e un parrucchiere.

Inoltre, La Mamounia ospita una boutique, un flagship store del celebre pasticcere Pierre Hermé e varie mostre temporanee internazionali. Evento di grande rilevanza è la fiera 1-54 Contemporary African Art Fair, la rassegna più importante al mondo dedicata all’arte contemporanea africana, tenutasi dal 21 al 24 febbraio 2019. Dulcis in fundo, un particolare di grande classe: tutti i tessuti presenti nell’hotel sono impregnati di una fragranza sviluppata appositamente da Olivia Giacometti, uno dei sette “nasi” più famosi al mondo, che per l’hotel ha pensato a un profumo che unisce le note agrumate del cedro e del limone a sentori di menta e di legno berbero. Del resto, la leggenda passa anche dall’olfatto.