Il day after di Borsa Italiana: l’indice Ftse Mib chiude con un fragoroso -11%

ipo nei mercati nel 2020, report di EY
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Notizia aggiornata alle ore 17:40

È stato un lunedì da incubo per la Borsa Italiana. Dopo aver ceduto il 3,5% venerdì scorso, oggi il Ftse Mib ha fatto segnare il peggior calo dal 2016, ossia dal referendum sulla Brexit. Il principale paniere di Piazza Affari ha infatti perso a fine giornata l’11,17%, attestandosi ampiamente sotto la soglia dei 19mila punti e quindi ai minimi da dicembre 2018. Questo dopo essere arrivato a cedere in giornata anche il 12%. 

Le disposizioni di urgenza contenute nel nuovo decreto ministeriale, firmato nella notte tra il 7 e l’8 marzo, oltre ad aver esteso la zona rossa a tutta la Lombardia e ad altre 11 province, ha dato ulteriore impulso ribassista alla Borsa Italiana che non è riuscita dunque a risollevarsi dopo i continui cali dettati dai timori per il coronavirus.

Timori che tra l’altro nella giornata di ieri avevano portato alcuni operatori a una riflessione: “Non è meglio chiudere le contrattazioni in Borsa Italiana?”. Invito lanciato da Tamburi Investment Partners, l’investment & merchant bank che fa capo all’omonimo banchiere Giovanni Tamburi, e sostenuto da altri personaggi della finanza oltre che da parte della politica.

In molti hanno chiesto lo stop delle contrattazioni a Piazza Affari, ma l’a.d. di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi è stato categorico nelle sue dichiarazioni rilasciate all’Ansa: “C’è un panico ingiustificato. Borsa Italiana ha un business continuity plan. Non c’è motivo di aspettarsi che gli scambi non continuino come al solito e il mercato italiano è già sceso in proporzione all’impatto del virus”.

Da segnalare anche che lo spread decennale Btp-Bund è schizzato a 225,4 punti base, dopo aver toccato quota 230 punti, contro i 178 della settimana scorsa.

Borsa Italiana: i peggiori del Ftse Mib (complice il petrolio)

Il peggior titolo in assoluto del principale paniere di Piazza Affari è stato Tenaris che ha ceduto il 19,78%. Sulla stessa scia anche Eni e Saipem che hanno perso rispettivamente il 19,20% e il 19,31%. Oltre agli effetti del coronavirus, i mercati hanno dovuto fronteggiare un altro problema: il crollo delle quotazioni del petrolio. 

Questa mattina, infatti, al Nymex il barile è finito a 27,61 dollari, scontando una perdita del 33,12%, oltre i minimi del 1991, a causa della possibile guerra dei prezzi tra Arabia Saudita e Russia, dopo il mancato accordo su un possibile taglio della produzione da parte dell’Opec.

Ftse Mib: in un mese giù del 25%

Gli effetti negativi del coronavirus sulla Borsa Italiana sono evidenti anche quando si analizza l’andamento del Ftse Mib nell’ultimo mese, ossia dalla chiusura di lunedì 10 febbraio ad oggi.

In questo arco di tempo, infatti, il principale listino di Piazza Affari ha ceduto il 25%, passando quindi da oltre quota 24mila punti a sotto la soglia dei 19mila punti. Ciò ha portato il Ftse Mib a perdere tutti i guadagni messi a segno nel 2019. In questo momento, infatti, le quotazioni sono tornate ai livelli di dicembre 2018.

In rosso tutta Europa, affonda anche Wall Street

La Borsa Italiana, ovviamente, non è l’unica che ha affrontato un lunedì da incubo. Dopo la chiusura in calo di questa mattina della Borsa di Tokyo (-5,07%) e quella di Hong Kong (-4,3%), anche i principali indici del Vecchio Continente hanno sofferto i timori legati al coronavirus e al deprezzamento del petrolio.

Tant’è che Francoforte ha perso il 6,98%, Parigi il 7,05%, Madrid il 7,30% e Londra il 7,25%.  E oltreoceano la situazione non cambia. Anche Wall Street, dopo aver aperto le contrattazioni giornaliere cedendo quasi il 7%, adesso sta perdendo circa il 5%. I tre principali indici della Borsa americana, Dow Jones, Nasdaq ed S&P500, stanno infatti perdendo rispettivamente il 6,28%, il 4,60% e 4,98%.

Consob: no a chiusura della Borsa

Tornando a una possibile chiusura degli scambi di Borsa, la Consob ha deciso di congelare qualsiasi ipotesi. In una nota ufficiale, la Commissione ha prima di tutto sottolineato che “non ha evidenza  che gli andamenti della Borsa italiana siano riflesso di attacchi speculativi, salvo che non si voglia attribuire a questo termine la reazione degli operatori alle incertezze sul futuro generate dagli effetti del coronavirus sull’economia”.

Successivamente, in merito al possibile stop ha evidenziato che “Questi effetti non sono correggibili con decisioni restrittive di Borsa, soprattutto se queste avvenissero in modo indipendente dai paesi membri dell’Unione Europea che sono investiti dagli stessi problemi che colpiscono l’Italia”.

Proprio per questo, Consob – sulla scia di quanto aveva dichiarato l’ad di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi, ritiene che “la sospensione di tutte le contrattazioni di Borsa invece sarebbe una decisione che spegnerebbe l’indicatore di prezzo senza rimuovere le cause, generando problemi di mercato di non facile soluzione nell’immediato futuro.