Volvo Aurora camion guida autonoma
Smart Mobility

Volvo e Aurora insieme per costruire camion a guida autonoma

Questo articolo di Alan Ohnsman è apparso su Forbes.com.

Volvo e la startup di veicoli a guida autonoma Aurora stanno collaborando per mettere sul mercato camion capaci di muoversi sulle autostrade senza un essere umano al volante. Un accordo che arriva nel mezzo di un’ondata di alleanze simili nel settore dell’autotrasporto.

La svedese Volvo Autonomous Solutions ha scelto Aurora, società con sede nella Silicon Valley, come partner tecnologico per creare i cosiddetti “camion di livello 4”, capaci di svolgere un servizio che va da un hub all’altro sulle rotte commerciali nordamericane. Le aziende non rivelano, per ora, i dettagli finanziari dell’operazione. Aurora afferma che ci vorranno alcuni anni prima di vedere approdare in strada i primi esemplari.

“La partnership ci fa compiere un importante passo avanti verso l’obiettivo del transport as a service e servirà ad accelerare l’offerta commerciale di applicazioni hub-to-hub in Nord America”, ha dichiarato Nils Jaeger, presidente di Volvo Autonomous Solutions. “Il sistema integrato di guida autonoma, il software, l’hardware e la piattaforma di servizi dati di Aurora si combinano per offrire un sentiero ben delineato verso soluzioni stradali efficienti e sicure nel medio termine”.

La crescente domanda di servizi di autotrasporto negli Stati Uniti, la scarsa disponibilità di conducenti umani e un ambiente operativo relativamente facile da padroneggiare – perlomeno in confronto al contesto urbano – ha reso l’autotrasporto robotico particolarmente attraente per le aziende di veicoli a guida autonoma. Aurora, che all’inizio del 2021 ha annunciato un’alleanza con Paccar sul fronte tecnologico, si aggiunge a Waymo, società di Alphabet, e alla startup TuSimple nella lista delle aziende tech che hanno stretto partnership con giganti della produzione di camion. In ottobre, Waymo e Daimler hanno annunciato una cooperazione che, in un primo tempo, si focalizzerà su camion a marchio Freightliner. TuSimple, che ha sede a San Diego, sta lavorando invece con Navistar e altri marchi di mezzi pesanti di proprietà di Traton Group, società del gruppo Volkswagen.

Aurora ha rapidamente incrementato la sua attenzione verso nuove collaborazioni dopo l’acquisizione dell’unità guida autonoma di Uber nel dicembre 2020, tramite una transazione interamente azionaria. Nell’accordo Uber ha investito 400 milioni di dollari in Aurora. I fondi raccolti dalla società di Mountain View, in California, hanno così superato la barriera del miliardo di dollari. Aurora è guidata dall’ex direttore del progetto di auto a guida autonoma di Google, Chris Urmson. Tra i fondatori figurano Sterling Anderson, che ha guidato lo sviluppo del sistema Autopilot di Tesla, e Drew Bagnell, uno scienziato dell’università Carnegie Mellon ed ex dirigente di Uber.

“In qualità di partner tecnologico ufficiale, svilupperemo un’offerta senza precedenti assieme al transport-as-a-service di Volvo”, ha scritto Anderson, che ricopre l’incarico di chief product officer, in un post sul sito di Aurora. “Supporteremo così un servizio hub-to-hub, realizzato assieme a uno dei più affidabili produttori di veicoli commerciali del mondo. I nostri camion opereranno autonomamente sulle autostrade, tra un hub e l’altro, per i clienti Volvo. I servizi andranno dalla logistica al supporto operativo, fino all’assistenza e alla manutenzione, al supporto cloud (per la spedizione e per il percorso) e altro ancora”.

Oltre a utilizzare il software e il sistema informatico di Aurora, che sfruttano l’intelligenza artificiale, i camion Volvo integreranno anche il suo sistema di sensori lidar. Dispositivi che, secondo la stessa Aurora, possono individuare e tracciare oggetti a più di 300 metri di distanza.

Aurora non ha fornito dettagli su quali ricavi potrà ottenere grazie alla partnership con Volvo, così come dal progetto già annunciato con Paccar, dal programma per lo sviluppo della guida autonoma con Toyota e dai futuri progetti con Uber. L’azienda privata, che nel 2020 ha aperto a Dallas un deposito per i suoi camion robotici, non ha nemmeno fatto sapere se stia prendendo in considerazione la possibilità di una quotazione in borsa, tramite Spac o Ipo tradizionale.

TuSimple, intanto, ha fatto sapere poche settimane fa di avere intenzione di intraprendere quest’ultima strada. Ha presentato infatti la documentazione per una Ipo che dovrebbe portarla a entrare nell’indice Nasdaq nel corso del 2021. E ci si aspetta che anche Waymo, da tempo leader nel campo delle tecnologie per la guida autonoma, prima o poi abbandoni Alphabet e diventi un’azienda autonoma.

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