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Lifestyle 3 Luglio, 2020 @ 3:31

Bulgari aprirà il suo primo hotel a Roma nel 2022, ecco come sarà

di Forbes.it

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Bulgari Hotel Roma -rendering
Rendering della facciata del nuovo Bulgari Hotel Roma (Courtesy Bulgari)

Perché possa accogliere i primi ospiti occorrerà aspettare il 2022, ma la prima pietra, metaforicamente parlando, è già stata posta. Bulgari ha infatti ufficialmente annunciato il progetto del nuovo Bulgari Hotel a Roma.

“Riscriveremo la storia dell’ospitalità di lusso nella città di Roma”,  ha detto Jean-Christophe Babin, amministratore delegato di Bulgari. E in effetti, tanto per cominciare, il nuovo hotel sorgerà in una posizione strategica, nella centrale Piazza Augusto Imperatore, il cuore pulsante del quartiere Campo Marzio, a pochi passi da Via del Corso e Via del Babuino, dall’iconica Piazza di Spagna e dalla storica boutique Bulgari di Via Condotti.

Bulgari Hotel Roma - rendering
Il panorama visibile da uno dei punti di osservazione del nuovo Bulgari Hotel Roma (Courtesy Bulgari)

Il nuovo Bulgari Hotel Roma occuperà un edificio, di proprietà di Edizione Property, costruito tra il 1936 e il 1938 su progetto dell’architetto Vittorio Ballio Morpurgo. La costruzione in stile razionalista, che si affaccia su due dei monumenti più iconici di Roma, l’Ara Pacis e il Mausoleo di Augusto, dedicato al primo imperatore di Roma e al momento sottoposto a un importante intervento di restauro, rivela un’imponente architettura enfatizzata dall’uso di materiali e colori tipicamente romani, come il marmo Travertino color ocra e i mattoni rosso bruciato. Il rigore razionalista dell’architettura del palazzo è bilanciato dagli affreschi di Antonio Barrera, che decorano l’atrio di via della Frezza riproducendo diverse vedute del Mausoleo di Augusto, mentre la facciata sud è abbellita da un mosaico di 70 mq di Ferruccio Ferrazzi, che ha ricreato la sua personale interpretazione del mito della fondazione di Roma.

Bulgari Hotel Roma
Panoramica del nuovo Bulgari Hotel Roma (Courtesy Bulgari)

Come per tutti gli altri Bulgari Hotels nel mondo, lo studio di architettura italiano Antonio Citterio Patricia Viel si occuperà sia della progettazione architettonica che dell’interior design del nuovo Bulgari Hotel Roma, che conterà 114 stanze, la maggior parte delle quali suite, il prestigioso “Il Ristorante Niko Romito, curato dallo chef stellato, e il “Bulgari Bar”, entrambi posti all’ultimo piano per offrire una vista mozzafiato della Città Eterna. Un’ampia serie di servizi sarà a disposizione degli ospiti tra cui una spa di 1000mq spa dotata di una piscina indoor e una palestra altamente tecnologica dove si potrà beneficiare dell’esclusivo metodo di allenamento Workshop, sviluppato in esclusiva per Bulgari.

Bulgari Hotel Roma -rendering facciata
Rendering della facciata del nuovo Bulgari Hotel Roma (Courtesy Bulgari)

Il Bulgari Hotel Roma ospiterà anche una biblioteca con una collezione di preziosi volumi dedicati al mondo della gioielleria. A questa ‘Reading Room’ potranno accedere sia gli ospiti dell’hotel sia i visitatori esterni su appuntamento.

Celebrando il proprio impegno nella protezione del patrimonio storico e il proprio costante supporto e promozione delle arti, Bulgari supporterà anche progetti legati al restauro di Piazza Augusto Imperatore.

Bulgari Hotels e Resorts vanta al momento sei proprietà, a Milano, Londra, Bali, Beijing, Dubai e Shanghai, a cui si aggiungeranno, tra il 2021 e il 2023, Parigi, Mosca e Tokyo. Bulgari Hotels & Resorts, fondata nel 2001, vanta primati importanti in quanto è sia l’unica collezione di alberghi Italiani presente a livello internazionale, sia il più grande gruppo alberghiero appartenente a un marchio del lusso, nonché’ l’unico le cui proprietà sono tutte leader nei loro mercati.

 

 

Lifestyle 30 Giugno, 2020 @ 3:00

Da domani l’Armani Hotel torna ad essere il salotto di Milano

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

Scrivo di moda, viaggi, arte e nuove tendenze.Leggi di più dell'autore
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Armani Hotel Milano - Welcome Area
Armani Hotel Milano, Welcome Area (Courtesy of Armani Hotel Milano)

Il lusso italiano torna a splendere con la riapertura dell’Armani Hotel in via Manzoni 31 nel segno di un forte impegno a tutela della salute e della sicurezza dei suoi ospiti e dipendenti. In questa ottica, Armani Hotel Milano sarà tra i primi hotel in Italia a sancire una partnership con il gruppo Bureau Veritas, azienda leader a livello mondiale nei servizi di qualità, salute, ambiente e responsabilità sociale. Le camere degli ospiti verranno infatti sanificate regolarmente prevedendo l’impiego di tecniche e tecnologie di comprovata efficacia nell’ambito della disinfezione degli ambienti e dei materiali e la gestione del check-in e del check-out saranno gestita esclusivamente via e-mail.

La riapertura segnerà inoltre il debutto di “Armani a Tavola”, una proposta culinaria pensata per tornare ad assaporare la cucina di Armani Ristorante, sotto la guida dell’executive chef Francesco Mascheroni. Armani a Tavola può essere vissuta attraverso due modalità diverse, che prevedono l’una l’uso della Presidential Suite e l’altra la propria casa. Per chi sceglie l’Hotel, a partire dal 1 Luglio sarà possibile prenotare un pranzo o una cena per un numero massimo di sei persone al sesto piano, all’interno della Presidential Suite. Lo chef ha ideato per l’occasione tre diversi menù “Mare”, “Terra” e “Vegetariano”, improntati su ingredienti che celebrano le eccellenze italiane.

Per chi invece preferisce portare lo stile Armani nell’intimità della propria abitazione, sempre dal 1 Luglio sarà possibile ospitare lo chef direttamente a casa. Il menù a disposizione sarà unico ma personalizzabile in base ai desideri del cliente (il servizio è riservato a un numero massimo di dieci persone). Armani a Tavola è un’offerta valida per l’anno 2020 e si richiede la prenotazione anticipata di cinque giorni lavorativi. Infine, con la riapertura dell’Hotel tornano a disposizione i servizi offerti da Armani/Bamboo Bar dalle ore 11 all’una con la possibilità di gustare un light menu con i cocktail in abbinamento e da Armani/Spa dove sarà possibile accedere dalle ore 9 alle ore 21.

(courtesy Armani)

Nel frattempo, anche l’altra etichetta della maison, Emporio Armani, ha inaugurato nel suo Caffè e Ristorante di Milano  il nuovo spazio Emporio Armani Giardino, estensione all’aperto del locale. Grande novità della location, aperta dalla colazione fino a tarda sera, sarà il menu estivo, ideato dall’executive chef Ferdinando Palomba, con piatti quali i ravioli di granchio reale e la cernia con erbe aromatiche e salsa al limone.

Lifestyle 28 Febbraio, 2020 @ 10:30

Apre il ME Dubai, l’unico hotel progettato interamente da Zaha Hadid

di Simona Politini

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Hotel Me Dubai - The Opus Zaha Hadid - esterno
(zaha-hadid.com, ph Laurian Ghinitoiu)

Chi non è ancora stato a Dubai adesso ha un motivo in più per farlo: giorno 1 marzo inaugura il sinuoso hotel cinque stelle ME Dubai, il primo e unico hotel interamente progettato da Zaha Hadid. E “la regina delle curve”, com’è conosciuta la Hadid, non si smentisce neanche in questo ennesimo capolavoro architettonico che porta il segno del suo stile inconfondibile e contribuisce a perpetuare il ricordo della sua unicità a quasi quattro anni dalla sua scomparsa.

ME Dubai, l’hotel di lusso più atteso di Dubai firmato Zaha Hadid

Il lussuoso Me Dubai, primo hotel del brand Meliá in Medio Oriente, è ospitato all’interno di The Opus, l’edificio di 95 metri di proprietà della società immobiliare Omnyat che sorge nel cuore del quartiere del Burj Khalifa. Costituito da due torri separate che si collegano formando un cubo con un vuoto centrale “scolpito” che sembra librarsi sopra il terreno, The Opus di Zaha Hadid punta a diventare una delle attrazioni della città.

Anche gli interni portano la firma di Zaha Hadid, facilmente riscontrabile nella scelta di forme fluide e colori tenui ispirati alla natura. L’hotel ospita 74 camere e 19 suite, la più grande delle quali, la Suite Me, è grande ben 198 mq ed offre un’incantevole vista sul centro di Dubai. Tutte le stanze sono dotate di impianti audio Bose, wi-fi e ampi bagni trasparenti con docce a pioggia torrenziale e vasca.

Gli ospiti dell’hotel potranno scegliere se assaporare le prelibatezze della cucina spagnola servite negli spazi del ristorante Central Cosmo Tapas & Bar situato al terzo piano con affaccio sulla vibrante hall, prendere uno spuntino leggero al The Opus Studio o sorseggiare un cocktail al bar Refuel & Relax a bordo piscina. Una palestra di 650mq con attrezzi di ultima generazione e una spa dove godere di un’esperienza rilassante rendono unica la permanenza in questa location di design.

Lifestyle 13 Febbraio, 2020 @ 10:50

Forbes Travel Guide: l’Italia trionfa nell’hospitality stellata

di Forbes.it

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Nella galassia di hotel stellati ci sono secondo Forbes Travel Guide tanti nomi italiani. Il famoso rating globale per hotel di lusso, ristoranti e spa, ha annunciato infatti un record di 107 nuovi riconoscimenti, che celebrano 1.898 strutture premiate in 73 paesi tra cui Antigua, Bora-Bora, Cambogia, Città del Capo, Doha, le Isole Fiji, Irlanda, Johannesburg, Maldive, Mauritius, Monte Carlo, Mosca, Praga, San Pietroburgo/Russia, le Seychelles e Tahiti. In particolare, il premio di quest’anno ha introdotto 70 five-star, 120 four-star e 81 recommended hotel. La categoria ristoranti annovera invece 13 nuovi cinque stelle, 8 quattro stelle e 2 nuovi recommended.

Partendo dall’Europa, è l’Italia a spiccare nella rosa delle località di lusso più esclusive: Aman Venice, Armani Hotel Milano, Baglioni Hotel Carlton e Baglioni Hotel Regina sono infatti alcuni dei nomi segnalati, per un totale di 64 nomi tricolori (60 hotel e 4 spa) dal nord al sud Italia. Ogni anno, gli ispettori di Forbes, anonimi e altamente professionali, prendono in considerazione fino a 900 standard oggettivi per la valutazione dando risalto all’eccezionalità dei servizi al fine di aiutare i viaggiatori selettivi a selezionare le migliori esperienze di lusso al mondo.

“É un privilegio per Forbes Travel Guide rendere onore a splendidi hotel, ristoranti e spa in ogni angolo del mondo. Ogni meritevole struttura si distingue nell’arricchire le esperienze dei viaggiatori con l’offerta di servizi eccezionali”, ha commentato Filip Boyen, ceo di Forbes Travel Guide. “Il nostro ruolo in Forbes Travel Guide è quello di stabilire uno star rating annuale con assoluta indipendenza ed integrità sostenendo coloro che esprimono il meglio nei propri settori”. 

A livello globale, Wynn Resorts ha ricevuto il più alto numero di riconoscimenti dominando a Las Vegas con i Five-Star awards per Wynn Las Vegas, Encore at Wynn Las Vegas, Wynn Tower Suites, Encore Tower Suites, The Spa at Wynn Las Vegas, The Spa at Encore Las Vegas and Wing Lei oltre a otto riconoscimenti per Wynn Macau, Encore Macau, Golden Flower at Encore Macau, Mizumi at Wynn Macau, Wing Lei at Wynn Macau, Il Teatro at Wynn Macau, The Spa at Encore Macau e The Spa at Wynn Macau.

Nel vecchio continente, Londra ha ribadito  invece la sua posizione di capitale mondiale nel settore cinque stelle con 19 top hotel incluse sei new entry: Brown’s Hotel di Rocco Forte Hotels; Four Seasons Hotel London a Ten Trinity Square; Rosewood London e The Berkeley. The Egerton House Hotel e The Milestone Hotel & Residences si aggiungono a Hotel 41 consentendo a Red Carnation Hotels di aggiudicarsi tre Five-Star nella capitale british.

Ecco tutti i nomi italiani:

Aman Venice
Armani Hotel Milano
Baglioni Hotel Carlton
Baglioni Hotel Regina
Belmond Castello di Casole
Bulgari Hotel Milan
Excelsior Hotel Gallia, A Luxury Collection Hotel
Four Seasons Hotel Milano
Gran Meliá Rome Villa Agrippina
Hotel Brunelleschi
Hotel Lungarno
Hotel Principe di Savoia, Dorchester Collection
Hotel Santa Caterina
Il San Pietro di Positano
J.K Place Firenze
ME Milan Il Duca
Palazzo Parigi Hotel & Grand Spa Milano
Palazzo Vecchietti
Park Hyatt Milan
Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Resort
The Gritti Palace, A Luxury Collection Hotel
The St. Regis Florence
The St. Regis Rome
The Westin Palace Milan
Villa Spalletti Trivelli
Belmond Hotel Caruso
Belmond Hotel Cipriani
Four Seasons Hotel Firenze
Hotel de la Ville, Rocco Forte
Hotel de Russie, a Rocco Forte Hotel
Hotel Eden
Hotel Hassler Roma
Hotel Il Pellicano
Hotel Savoy, a Rocco Forte Hotel
J.K. Place Roma
Le Sirenuse
Mandarin Oriental, Milan
Portrait Firenze
Portrait Roma
Rosewood Castiglion del Bosco
Ai Reali Hotel
Aldrovandi Villa Borghese
Baglioni Hotel Luna
Bauer L’Hotel
Borgo San Felice
Ca’ Sagredo Hotel
Grand Hotel Fasano
Grand Hotel Palace
Hotel Helvetia & Bristol
Hotel Londra Palace
Hotel Majestic Roma
Hotel Metropole Venice
JW Marriott Venice Resort & Spa
Magna Pars, l’Hotel à Parfum
Palazzo Avino
Parco dei Principi Grand Hotel & Spa
Relais Santa Croce
San Clemente Palace Kempinski
Sina Centurion Palace
Sina Villa Medici, an Autograph Collection Hotel
Iridium Spa at The St. Regis Florence
The Spa at Four Seasons Hotel Firenze
The Spa at Four Seasons Hotel Milano
The Spa at Mandarin Oriental, Milan
Lifestyle 29 Ottobre, 2019 @ 3:00

In questo albergo svedese puoi guardare l’aurora boreale dalla tua suite

di Forbes.it

Staff

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(arcticbath.se)

Vivere il fascino di uno degli spettacoli naturali più belli del mondo, l’aurora boreale, direttamente dalla propria camera da letto. Succede se decidete di soggiornare all’Arctic Bath, hotel di lusso svedese. Da un lato il design minimal, tipico di questo angolo di Lapponia, dall’altro l’interessante forma circolare e galleggiante (la struttura si adagia sul fiume Lule, nel cuore della parte svedese della Lapponia). Da lontano, sembra quasi un groviglio di tronchi e durante l’inverno si ricopre di neve offrendo uno spettacolo ancora più suggestivo.

Costruito nel 2018 secondo una filosofia green, per raggiungere questo rifugio, al cui interno ci sono anche una lounge room e un ristorante, bisogna attraversare un ponte in legno che conduce al centro del fiume. Ci sono sei camere e sei suite, ciascuna dotata di caminetto, che possono ospitare al massimo 12 persone. Al posto di un convenzionale tetto in legno, al centro della struttura si trova una piscina all’aperto, dove i più coraggiosi potranno tuffarsi dopo la sauna.

Ma torniamo allo spettacolo dell’aurora boreale, perché uno dei punti di forza dell’hotel è la possibilità di ammirarne le luci comodamente dalla propria camera grazie alle grandi pareti di vetro che offrono una vista spettacolare del cielo del nord. Senza dimenticare la Spa, dove si possono prenotare trattamenti facciali e per il corpo come l’idroterapia, le immersioni in acqua fredda, i massaggi muscolari tonificanti e i trattamenti ringiovanenti del viso. Si potrà soggiornare nell’hotel a partire da febbraio 2020 (i prezzi per notte partono da 600 euro). Quando visitarlo? Il periodo e l’orario migliore? Tra febbraio e marzo, durante la lunga notte polare (dalle 18.00 all’1.00 potrete godere dello spettacolo migliore).

Lifestyle 18 Ottobre, 2019 @ 2:42

Torna a nuova vita il Principi di Piemonte, l’hotel icona di Torino

di Daniele Rubatti

Staff writer, Forbes.it

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Madonna, Sophia Loren e l’ex Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano sono solo alcune delle grandi personalità che hanno soggiornato all’interno del Principi di Piemonte, storico hotel di lusso di Torino che ieri è stato ufficialmente inaugurato nella sua nuove veste. Considerato un autentico gioiello architettonico, a pochi passi dalle centralissime via Roma e piazza San Carlo, l’albergo, uno dei due 5 stelle della città, negli ultimi mesi è stato sottoposto a lavori di ristrutturazione che hanno coinvolto le camere, il ristorante, il bar, gli spazi comuni e gli esterni. I lavori di ristrutturazione, del valore di 6 milioni di euro, sono stati finanziati da gruppo UNA e dal Fondo di Investimento Immobiliare Athens R.E. Fund, proprietario dell’immobile e gestito da UnipolSai Investimenti S.G.R.

L’elegante edificio degli anni ’30 mette a disposizione degli ospiti 100 camere e suite interamente rinnovate, distribuite negli ultimi otto piani dell’edificio, tra i più alti del capoluogo piemontese: questa particolarità regala una vista a 360° su Torino e su tutte le montagne che circondano la città. Punta di diamante della struttura è la Presidential Suite di 140 mq, situata al piano più alto dell’hotel, dotata di anticamera di ingresso, due camere matrimoniali, tre sontuosi bagni, sala e sala da pranzo, in cui lo stile Art Déco è impreziosito da elementi di design contemporaneo ed eleganti finiture e materiali. Il Principe di Piemonte offre 6 sale per l’organizzazione di prestigiosi eventi, tra le quali spicca il Salone delle Feste, decorato con mosaici di Venini, vetri artistici di Murano e pareti a foglia d’oro.

Tra le novità più importanti della nuova vita dell’albergo, c’è il centro benessere e Spa, pensato per offrire momenti di relax urbano dedicati alla cura di se stessi anche grazie a una piscina riscaldata con idromassaggio e getti d’acqua, sauna e bagno turco. La Spa è stata realizzata in collaborazione con alkemy, la linea di prodotti per la cosmesi naturale di Arkavita, il laboratorio e protezione della passione della famiglia Boffa, a capo del gruppo Building.

La ristrutturazione è stata anche l’occasione per introdurre un’offerta gastronomica di livello: il ristorante Casa Savoia è oggi guidato dallo chef torinese Michele Griglio, capace di porre un’attenzione particolare ai sapori del territorio locale con piatti come il “Vitello tonnato alla maniera antica” o i “Ravioli del plin ai tre arrosti”.  L’offerta comprende anche un nuovo e più informale Bistrot Bonadè e il famoso Bar Salotto dei Principi.

“Il gruppo Unipol è già presente a Torino con investimenti immobiliari per 300 milioni di euro. Il Principi di Piemonte vuole essere un open point per la città, un punto di incontro non solo per i turisti ma anche per i cittadini. Unipol è leader in Italia per le assicurazione auto e salute, ma possiede anche la più grande catena alberghiera italiana”, ha spiegato Gian Luca Santi, Business Development and Corporate Communication general manager gruppo Unipol.

Il gruppo UNA, guidato da Unipol, è pronto nei prossimi mesi ad arricchire il proprio portfolio con l’apertura dell’Hotel  Milano Verticale nel centro del capoluogo lombardo, grazie a un investimento di circa 7 milioni di euro.

Lifestyle 9 Ottobre, 2019 @ 5:00

Nel cuore di due hotel a 5 stelle gestiti da dinastie di albergatori

di Alessia Bellan

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Courtesy Grand Hotel Villa Serbelloni

Hanno una particolarità in comune ormai piuttosto rara in anni di globalizzazione e di grandi catene alberghiere scalate da arabi e cinesi: i loro hotel sono gestiti da sempre dalle famiglie proprietarie. Nel segno di un’ospitalità antica e su misura. Ecco perché piacciono tanto lAbanoRitz Hotel nei Colli Euganei e Grand Hotel Villa Serbelloni sul Lago di Como.

Il primo, dall’innata eleganza, mostra un connubio perfetto tra progresso e tradizione. Nel cuore del Veneto, ad Abano Terme, 10 km da Padova e 40 km da Venezia, l’AbanoRitz Hotel incarna l’ospitalità a 5 stelle incentrata su tranquillità, agio ed esclusività.

Sapientemente curato e gestito dalla famiglia Poletto, 50 anni e quattro generazioni di donne che hanno fatto dell’accoglienza una vocazione, più che una professione, oggi alla guida vede le dinamiche sorelle Ida e Terry Poletti: “Un cammino, quello dell’AbanoRitz, che ha creduto nel valore della tradizione e ha investito nella passione per il progresso, perché pensiamo che chi non ha passato non avrà futuro. Abbiamo voluto un turismo dal volto umano: quello della famiglia Poletto, quello dei collaboratori e soprattutto dei molti ospiti che ogni anno rinnovano la loro fiducia all’AbanoRitz e, scegliendoci, ci premiano.

Accogliere chi arriva atteso e desiderato, questo è il nostro modo di fare impresa, fedeli all’autenticità della nostra proposta, orgogliosi dei nostri primi 50 anni”. Il frequentatissimo centro termale interno, una sorgente di acqua ipertermale, propone trattamenti di fango-balneoterapia accreditati e brevettati a livello europeo, terapie inalatorie (l’AbanoRitz è l’unico hotel della zona termale euganea ad avere al suo interno un centro di sordità rinogena e di cura della voce professionale, ricercato dai cantanti di lirica di tutta Europa), massoterapia orientale e occidentale, trattamenti per il benessere psico-fisico, estetica viso e corpo.

I numeri? 120 camere per il relax totale, 3 ristoranti, 2 piscine semi-olimpioniche e uno staff di 70 professionisti per rispondere a ogni esigenza dei numerosi clienti. Da segnalare la proposta culinaria varia e particolarmente curata: si può scegliere à la carte tra i piatti innovativi de “Il brutto anatroccolo”, ristorante dal design vintage. Durante la bella stagione, invece, “Easy” propone barbecue all’aperto. Infine il “White Gloves”, all’insegna della tradizione e delle materie prime d’eccezione.

Un altro grande albergo della migliore tradizione italiana, che si distingue per la gestione da parte di una famiglia appassionata, è il Grand Hotel Villa Serbelloni, tra le strutture più prestigiose al mondo, unico 5 stelle lusso di Bellagio.

E’ il 1872 quando la villa, in puro stile neoclassico, viene ceduta; da allora costituisce il nucleo centrale dell’albergo, inaugurato l’anno dopo. Da subito il Grand Hotel diviene meta di soggiorno per ospiti illustri in cerca di tranquillità: reali, personaggi della nobiltà, della politica internazionale e, più recentemente, del cinema. Circondato dal verde delle montagne, Villa Serbelloni gode di una posizione unica sul promontorio che si spinge fino in mezzo al lago, separandolo in due rami.

“La nostra vuole essere una casa di famiglia aperta agli ospiti”, assicura il proprietario Gianfranco Bucher, imprenditore moderno e appassionato, discendente di una dinastia di albergatori di lusso. “Ospiti affezionati, che dall’estero tornano periodicamente, e che da aprile a novembre animano i nostri salotti e il grande giardino”.

Gli interni di Villa Serbelloni rispecchiano il gusto di cui amava circondarsi la ricca nobiltà del tempo: sulle pareti e sulle volte un tripudio di affreschi e dipinti con scene mitologiche, riquadri in oro, festoni, tempietti, putti, fenicotteri, rossi pompeiani. I soffitti a cassettoni sono affrescati con motivi floreali, le tappezzerie d’epoca in stile francese, ovunque preziosi tappeti persiani, lampadari di cristallo di Murano, mobili in stile impero, neoclassico e liberty. E poi gli scenografici scaloni marmorei, le colonne in stucco, i realistici trompe d’oeil… La “salle à manger” è, da sola, un autentico monumento d’arte, un salone reale illuminato di sera da lampadari in bronzo e cristallo, che riflettono lo splendore delle luci in grandi specchiere.

L’atmosfera è cordiale e il servizio impeccabile. La quiete è garantita, si può gustare un drink a bordo piscina o nella spiaggia riservata, e coccolarsi con i trattamenti della Spa. Ma anche partire  in motoscafo dal pontile privato  per ammirare la particolare fioritura primaverile di azalee degli storici giardini del lago che attraggono turisti da tutto il mondo. I più sportivi possono approfittare della palestra e dei due campi da tennis dell’albergo, cimentarsi in passeggiate panoramiche a piedi o in mountain bike sul promontorio di Bellagio.

Business 25 Settembre, 2019 @ 11:00

Quattro hotel esclusivi per un incontro d’affari vista Duomo

di Forbes.it

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(shutterstock)

Articolo tratto dal numero di settembre di Forbes

di Roberto Beltrame

Archiviate le ferie, a settembre Milano cambia passo. L’agenda si riempie di incontri, appuntamenti, pranzi e cene di lavoro. Forbes Italia ha selezionato 4 location ricche di fascino, soluzioni ideali per un meeting o una cena. L’occasione per degustare le prelibatezze della tradizione, senza dimenticare le contaminazioni dettate dalle nuove tendenze della ristorazione su scala internazionale.  

Emergono chef innovativi per tecnica e lavorazione della materia prima, capaci di sorprendere i palati più esigenti. L’aspetto più intrigante, che ormai ha contagiato molte delle location più raffinate è l’accesso a fantastiche terrazze con vista sulla città, dove è possibile sorseggiare un cocktail o consumare una cena davanti a panorami che lasciano senza fiato. 

Terrazza Gallia Restaurant

Excelsior Hotel Gallia

Il ristorante e roof-top cocktail bar Terrazza Gallia, al settimo e ultimo piano, è gestito dai fratelli Antonio e Vincenzo Lebano, con il duo tre stelle Michelin rappresentato da Enrico e Roberto Cerea a sovrintendere la proposta gastronomica. Qui gli ospiti possono assaporare il meglio della cucina tradizionale italiana
e lombarda con un tocco creativo e contemporaneo, accomodandosi sulla terrazza, per godere di una vista panoramica sulla città, inclusa la monumentale stazione centrale e l’adiacente grattacielo Pirelli firmato da Giò Ponti. La famiglia Cerea cura anche l’offerta gastronomica di banchetti ed eventi privati ospitati all’interno dell’albergo. L’Excelsior Gallia offre numerose soluzioni per meeting, riunioni, convegni in ambienti bagnati da luce naturale e dotati  di attrezzature tecnologiche all’avanguardia.

Armani Bamboo Bar

Armani Hotel 

Armani/Ristorante apre le sue porte a uno dei momenti più importanti della giornata: il pranzo. Che sia un business lunch o una pausa in relax per gustare una raffinata proposta culinaria, da lunedì a sabato tra le 12.30 e le 14.30 ad attendere gli ospiti ci sarà il nuovo menu ideato dallo chef Francesco Mascheroni. Una carta “scomposta”, che non segue la rigida separazione tra primi piatti e secondi, ma si sviluppa attraverso un susseguirsi completo di main course (portate principali), tra le quali gli ospiti possono muoversi liberamente. Dal 2018 la proposta dello chef Mascheroni è un viaggio attorno al mondo attraverso piatti che si ispirano ai luoghi degli Armani/Ristorante, da Dubai, a Tokyo fino a New York. Uno chef che studia e seleziona scrupolosamente la materia prima per raccontarla attraverso ogni sfumatura e restituirla in un piatto degno di essere ricordato.

STRAF bar

STRAF  hotel&bar

L’esigenza di svincolarsi dall’abituale serialità impersonale degli alberghi ha portato Straf a differenziare le tipologie delle stanze, creando, seppur all’interno di spazi già predefiniti e compatti, ambienti con la presenza di pareti di specchio dall’aspetto volutamente usurato che moltiplicano virtualmente gli spazi. Gli elementi architettonici delle stanze con angolo benessere entrano armonicamente in questa visione, dimenticando i dettagli tecnologici a favore di una dimensione di relax rarefatto, dove la chaise longue con massaggio, l’aroma e la cromoterapia a vista, sono idealmente separate dalla zona notte da pareti di cristallo. Tutto all’interno di Straf è stato ideato appositamente e rigorosamente su misura. Ci sono 64 stanze incluse due suite e una executive room, con terrazzini privati e vista sulle guglie del Duomo. La location è disponibile per eventi, mostre d’arte e vernissage, cocktail, meeting e shooting fotografici.

Château Monfort

Hotel Château Monfort

Elegante hotel nel cuore di Milano, parte dell’esclusiva collezione Relais & Châteaux, è la destinazione ideale per chi è alla ricerca di un soggiorno romantico e suggestivo. L’atmosfera è seducente e visionaria, resa tale dalle installazioni scenografiche delle sue camere e suite e dalla cupola di cristallo del lounge bar, gioiello liberty decorato dall’architetto Paolo Mezzanotte. Il ristorante Rubacuori accoglie gli ospiti nelle sue sale dove gusto, creatività e colore si fondono. I piatti tradizionali dello chef Domenico Mozzillo sono creati con le migliori materie prime italiane, per esaltare le ricette tipiche milanesi con prodotti a km zero, biologici e regionali. La romantica Spa, Amore & Psiche, è il luogo ideale in cui prendersi cura di corpo e mente. L’hotel dispone di due sale meeting, che possono accogliere banchetti, conferenze stampa ed eventi, grazie alla versatilità degli spazi e alle sofisticate attrezzature tecnologiche.

Lifestyle 27 Giugno, 2019 @ 2:00

Un rifugio a cinque stelle circondato dal bosco con vista sulle Dolomiti

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

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bosco legno cielo
ADLER Lodge RITTEN

A pochi passi dalla città di Bolzano (30 min di auto dal centro), ha aperto proprio oggi l’ADLER Lodge RITTEN, ultima impresa della famiglia Sanoner, proprietaria degli ADLER Spa Resort & Lodges. Un piccolo angolo di paradiso, considerando che questo rifugio a cinque stelle circondato dal bosco nell’altipiano del Renon offre una vista mozzafiato sulle Dolomiti.

Con una suggestiva spa immersa nel bosco, la struttura è stata costruita in legno nero seguendo il concept della foresta. E difatti, si integra perfettamente con il contesto naturalistico: composta da un corpo centrale e 20 chalet dotati di sauna e caminetto, alcuni intorno a un laghetto naturale, l’ADLER è un vero e proprio luogo di meditazione dove vivere un’esperienza di benessere unica a contatto con la natura.

Il corpo centrale, che si sviluppa su 3 piani, comprende: area wellness (spa, infinity pool, bagno turco, sala relax) e area fitness, reception, area lounge, cucina a vista e ristorante “sotto le stelle”. Da provare le saune aromatiche e la saletta relax nel bosco, per un’esperienza unica a contatto con la natura. Basti pensare che il legno dipinto di nero con cui sono stati rivestiti sia il corpo centrale sia gli chalet è stato utilizzato per ridurre al massimo l’impatto nella natura del luogo.

Il Lodge è stato ideato e progettato da Andreas e Klaus Sanoner insieme all’architetto Hugo Demetz e costruito secondo il concept della bio-edilizia con materiali perlopiù autoctoni. Piacevoli escursioni a piedi o in bicicletta, attività di esplorazione della flora e della fauna locali, sessioni meditative nella natura boschiva o giornate sulle piste da sci, sono solo alcune delle esperienze offerte ai visitatori.

 

Lifestyle 21 Maggio, 2019 @ 10:08

Il manager italiano del Beverly Hills Hotel di Los Angeles

di Alessandra Mattanza

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A volte i sogni diventano realtà, soprattutto quando si investe molto spirito di sacrificio, dedizione, perseveranza e non ci si arrende mai. E’ successo a Marco Coppola, che nei suoi trent’anni ha realizzato quello che desiderava di più al mondo: lavorare al Beverly Hills Hotel di Los Angeles, da sempre un’icona del lusso, prediletto da celebrity di Hollywood e rock star, del passato e del presente, oltre che da uomini d’affari. E’ considerato uno dei più bei alberghi al mondo, tutto dipinto di rosa, con un palazzo principale e i suoi leggendari bungalow, immersi in un giardino lussureggiante con molte piante di banano che, con le loro larghe foglie verdi, hanno ispirato perfino i famosi murales in tema che si distinguono per svariati corridoi e muri dell’hotel.  Fondato nel 1912 da una ricca vedova, Margaret J. Anderson, e dal figlio Stanley S., l’hotel ora fa parte del gruppo Dorchester Collection. Storico e famoso è pure il ristorante, Polo Lounge, che prese il nome da una squadra di polo che vi veniva a celebrare i successi sportivi (e un’insalata è ancora dedicata a uno di loro, Neil McCarthy), e fu prediletto perfino da Humphrey Bogart e Marlene Dietrich, come da Frank Sinatra, Dean Martin, Lauren Bacall. Fred Astaire amava invece leggere il giornale presso la piscina, che ora vanta eleganti cabanas e un ristorante. Nel 1942 il produttore e milionario Howard Hughes, interpretato magistralmente da Leonardo Di Caprio nel film “The Aviator”, acquistò diversi bungalow e vi visse. Tra le sue eccentricità c’era quella di avere sandwich al roastbeef serviti nell’incavo di un albero… Che lui poi, nella sua eccentricità e tormentato da svariate paranoie, andava a prendere quando nessuno era presente. Altri ospiti importanti sono stati Grace Kelly e il Principe di Monaco, John Wayne, Henry Fonda, Marilyn Monroe, che soggiornò qui con Yves Montand durante le riprese del film “Let’s Make Love”, John Lennon e Yoko Ono, che passarono una settimana in un bungalow. Elizabeth Taylor trascorse nei bungalow sei delle sue otto lune di miele con i diversi mariti della sua vita, tra cui Richard Burton…

Seduto su un divano dell’hotel, Marco Coppola, nella luce brillante, tipica del sole locale, di quella città che sognava fin da quando era bambino, ricorda quali sono stati i passi e il percorso che l’hanno portato ad approdare in America e a distinguersi in un posto tanto esclusivo.

Marco Coppola
Marco Coppola

E’ italo-americano o italiano?

Sono italiano DOC! (Ride, n.d.r.) Nato e cresciuto a Roma, da genitori e nonni romani, con il desiderio e il sogno americano nel cuore da quando avevo tre anni.

Cosa bisogna fare per avere successo nel suo settore?

Serve sacrificio, forza di volontà e anche di certo casualità. E fortuna, quindi.

In America sente che al lavoro è attribuita un’importanza maggiore rispetto all’Italia?

Qui di certo non importa da dove vieni e che background hai, valutano quanto produci, e quello che sai fare.

La piscina del Beverly Hills Hotel (Courtesy Dorchester Collection)

Come ha fatto ad approdare qui?

A Roma frequentavo le scuole italiane la mattina e quelle americane e tedesche il pomeriggio, la sera e il weekend. Ho bellissimi ricordi sia della mia formazione tedesca al Goethe Institut, che del liceo linguistico a Roma che della Loloyla University Chicago. In principio ho “odiato” i miei genitori, perché devo confessare che non fu una scelta mia, ma adesso naturalmente sono loro molto grato e sento di doverli ringraziare ogni giorno per questa scelta. Non ho comunque la tipica formazione alberghiera. Ho studiato Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, anche se ho lasciato a quattro esami dalla laurea per iniziare a lavorare all’Hotel Eden di Roma. E’ stata quello la mia prima scuola, per tre anni, lavorando alla reception e come segretario di ricevimento cassa, ho avuto degli ottimi “maestri”. Poi ho deciso di trasferirmi all’Hotel Principe di Savoia a Milano, per crescere ancora di più e per provare qualcosa di diverso. Allora era il periodo dell’Expo, che è stato davvero un momento fantastico per la città…

Come mai questa passione per il mondo dell’ospitality?

Mi piaceva il rapporto con la clientela, da persona a persona. Per questo sono divenuto un manager addetto ai rapporti con gli ospiti, anche se adesso qui a Los Angeles mi hanno promosso da “guest relation manager” a “operations manager”. Mi occupo quindi anche di tutto l’ambiente dedicato all’ospite, pur non dimenticando il rapporto personale con il cliente, a cui continuo a tenere molto. Ma adesso le mie competenze si rivolgono all’esperienza totale dell’ospite, dalla prenotazione, al soggiorno a quando se ne va. Ci tengo che sia al centro dell’attenzione di tutti i dipendenti e il mio fine è che siano in grado di leggere nei suoi occhi quello di cui ha bisogno senza nemmeno parlare…

E’ un’ambizione molto alta quindi…

So che al Beverly Hills Hotel o in qualsiasi albergo di lusso non arrivano solo persone molto ricche, ma anche coloro che magari hanno risparmiato una vita, hanno fatto sacrifici per concedersi un weekend o una luna di miele o una vacanza. Voglio che tutti siano trattati allo stesso modo, e che il servizio sia impeccabile per quello che pagano. E’ questa per me la vera professionalità.

L’esterno del Bungalow prediletto dal produttore Howard Hughes (Courtesy Dorchester Collection)

Ha trovato problemi a farsi rispettare nell’ambiente competitivo americano come manager italiano?

No, tutti i miei dipendenti mi stanno dando molta soddisfazione.  Gli americani sono molto più aperti di quanto si creda, in Europa abbiamo una visione molto più chiusa. Loro sono più chiusi dal punto di vista personale talvolta, ma non nel campo lavorativo. Sono stato accettato da subito, conoscevo qualche collega dall’Italia, ma non i membri del mio team. Sono sempre molto disponibili, aperti alle critiche, perché servono per migliorare il tipo di lavoro che fanno e mi piace questo loro aspetto.  Non mi hanno mai fatto sentire uno straniero, ma piuttosto parte di una “grande famiglia”. Certo io nel modo di lavorare mi sono “americanizzato” al cento per cento!

In che senso?

Sono molto organizzato, ho orari flessibili sette giorni su sette, a volte arrivo presto e vado via presto, altre arrivo presto e finisco a sera tardi, altre arrivo tardi e me ne vado presto… Dipende dalla mole di lavoro, l’importante è essere produttivi e conseguire il risultato. Se noto, per esempio, che esiste qualche mancanza in un settore, dal più piccolo al più grande, cerco di organizzare subito un training in modo da colmarlo. E tutto il team mi supporta.

Sta lavorando a qualcosa in particolare adesso?

Abbiamo appena rinnovato e inaugurato, con il brand internazionale Champalimaud, due bungalow leggendari, il numero 1 e 3, ispirati da Marilyn Monroe e da Howard Hughes, con molti elementi delle loro esistenze personali. Ci teniamo in modo particolare, perché sono anche qualcosa di storico e di un programma di restauro di tutti i 21 bungalow che è già in atto da due anni. Il 5 era quello di Elizabeth Taylor, il 22 di Frank Sinatra, il 9, dedicato a Charlie Chaplin debutterà a luglio 2019. Abbiamo perfino ideato delle esperienze a tema, tra cui un “Marilyn Monroe Champagne Bath Bubble Experience”, un bagno allo champagne che riprende il film “Some Like It Hot”… O un menù Marilyn, con spaghetti “Joe DiMaggio” (il primo marito di lei, n.d.r.) con polpette di carne e il gelato “sundae”, che lei privilegiava. Marilyn, oltre che nel bungalow 1, visse nel 7 per periodi… Howard Hughes visse nel suo bungalow 3, un po’ “in and out”, con il bungalow 4 anche, per 30 anni. I colori e toni sono molto mascolini, con un cocktail Aviation e un set per provare a farselo anche da soli, una collezione di modelli di aeroplani e nel menù sono serviti i mini roast beef sandwich, che lui sempre ordinava.

Il Bungalow amato da Marilyn Monroe con la panchina su cui amava sedersi (Courtesy Dorchester Collection)

Ha avuto un mentore in questa sua carriera? Qualcuno da cui le sembra di aver imparato moltissimo?

In realtà, un italiano: il Signor Ezio Indiani, che è il direttore dell’Hotel Principe di Savoia di Milano, un vero gentleman e una persona molto etica… So che dopo aver frequentato l’istituto alberghiero di Gardone, partì per la Germania e per Santo Domingo e scalò davvero tutti i livelli del settore: dal lavapiatti, al cuoco, al cameriere, al receptionist, al settore contabile, al commerciale. Lo ammiro davvero moltissimo e fu lui a vedere qualcosa in me… Anche se non ho capito ancora cosa, perché quando glielo chiedo sorride e non risponde. Da lui come manager ho anche appreso che ti rendi conto a un certo punto quando il tuo team cresce bene e non ha più bisogno di te. E, allora, è il momento giusto per cambiare, perché più sei variabile, più alberghi vedi, per più persone o posizioni diverse lavori, maggiori sono le opportunità di crescere. Quando confidai al Signor Indiani che avrei voluto andare in America mi disse:  “Marco penso che ogni buon dipendente debba prendere il volo. Ti auguro il meglio per la tua vita e carriera”. Ho aspettato, quindi, il mio visto di lavoro dall’azienda e sono venuto qui. E da allora non ho mai smesso di amare questo posto.

Cosa consiglia ai giovani che vogliono intraprendere una carriera nel mondo alberghiero?

Di seguire la loro vocazione. Iniziando casualmente in questo settore ho compreso che l’ospitalità ed essere aperto all’ospite mi rendeva soddisfatto. Ci tenevo a vedere gli altri felici. Naturalmente non è come paragonare questo alla professione di un medico che cura un paziente… Forse la mia è una felicità più superflua, ma riguarda pur sempre la necessità di provvedere a un altro essere umano. Come ho detto non lavoro solo con le celebrity, ma con tanta gente comune che approda anche per la prima volta in questo mondo del lusso. E so cosa significhi, perché mia madre è cameriera ai piani in un hotel di tre stelle, mio padre è taxista… Vengo da una famiglia umile, e so bene cosa voglia dire fare sacrifici per permettersi certe cose. Sognavo “The Pink Palace”, come viene definito spesso questo hotel, fin da quando da ragazzino vi vedevo girati film di Hollywood. Mio nonno mi chiamava “l’americano”!

E come può descrivere invece adesso il suo stile di vita a Los Angeles? Per far comprendere a chi vorrebbe venirci come si vive qui…

Los Angeles è molto simile a Roma, una città del cinema, dell’intrattenimento, e ha un tempo stupendo tutto l’anno. Amo vivere qui. Abito a Sherman Oaks, in un appartamento con i miei due chihuahua, Dodi e Camilla. Per un mese abbiamo vissuto al bungalow 9 in hotel e di certo non ci dispiaceva… Poi abbiamo trovato casa. Adesso ho installato una telecamera, con una app grazie a cui li posso controllare ogni momento. Mi manda messaggi per avvertirmi perfino quando abbaiano. Cerchiamo di vivere spesso all’aria aperta. Amo fare hiking a Griffith Park e salire sulla collina dove si vede la scritta di Hollywood… Cerco di andarci quasi ogni weekend. Non sono una persona che ama il mare, ma adoro il Santa Monica Pier, il molo sui cui mi sono prefissato di provare tutti i ristoranti. E anche lì vado abbastanza spesso il weekend, per il resto sono impegnato in hotel durante tutta la settimana e anche di più se ci sono particolari eventi od ospiti speciali.

Pensa di restare a Los Angeles per tutta la vita?

Non avevo previsto di venire qui, ho deciso in un mese. Adesso, dopo oltre sei mesi, continuo a essere aperto a diverse possibilità. Non sono una di quelle persone che crede nel far fuggire i cervelli dall’Italia, ma per lo più nel farli migliorare nello stile lavorativo e a un certo punto, con la giusta opportunità, anche tornare. Spero che in Italia come in America si sviluppi sempre di più il principio della meritocrazia. Di certo non è facile lavorare all’estero, anch’io era da anni che ci provavo, ma consiglio con tutto il cuore di farlo se si può. Perché serve per aprire la mente.